Parlare di “Comme si de rien n’était” di Carla Bruni richiede un doppio sforzo mentale. Primo: dimenticare la bella, ricchissima, fortunata e un po’ libertina ex top model. Secondo: dimenticare Madame Sarkozy e la protagonista della love story più chiacchierata del 2008.
Fatto? Ora si può dire che il terzo album della quarantenne folksinger per caso non delude le aspettative, anche se forse risulta meno intimo ed emozionante di “Quelqu’un m’a dit” - l’album rivelazione del 2002 - e meno ambizioso di “No promises”.
Ciò che colpisce di più di queste canzoni, oltre al proverbiale e raffinato minimalismo strumentale e vocale (“less is more” sembra la sintesi del Bruni-pensiero), è il loro essere senza tempo.
Potrebbero essere state incise in qualsiasi decennio, ma più probabilmente nella prima metà degli anni ’60: echi di Françoise Hardy, suggestioni di Peter, Paul & Mary e della prima Joan Baez, un’armonica di Bob Dylan, un arpeggio di Donovan,…
Rispetto alle prove precedenti ci sono più suoni e più strumenti, e la voce, roca ed estenuata, sembra più sensuale e sicura di un tempo (Fiorello avrà comunque buoni spunti!).
Chi spera di trovare nei testi qualche riferimento “people”, rimarrà deluso: l’intero disco vola alto nella sua semplicità poetica, affrontando due temi ed ossessioni universali: l’amore (ma “le Président” non è mai citato esplicitamente) e il tempo che passa, con i suoi malinconici rimpianti.
Tra i pezzi, accattivante il singolo “L’amoreuse”, struggente “Salut marin” dedicata al fratello scomparso, profonde ed armonicamente suggestive “La possibilité d’une ile” e “Déranger les pierres”.
E la cover de “Il vecchio e il bambino”? I fan di Guccini (che passa alla cassa) non l’hanno presa bene, anzi. Diplomaticamente, la possiamo definire coraggiosa e straniante.
Ultima nota: per chi non fosse pratico, il titolo dell’album si potrebbe tradurre in “Come se nulla fosse successo” (e a lei, in questi anni, è successo davvero di tutto).
france=]*
15 lug 2008 - 00:34 - #1non so se sarò capace di fare entrambi quegli sforzi mentali…forse non ci voglio neanche provare, mi sta talmenta antipatica che non credo di voler sentire un suo disco, la trovo alezzosa ed odiosa, seppur molto bella, ma credo che sotto quell’aspetto così dolce e raffinato s nasconda un demone infernale!!!
silvia1979
15 lug 2008 - 08:35 - #2@france: se anche fosse così tanto meglio, la rende più intrigante :)
Mi piace il folk, ho ascoltato volentieri il primo album, non ho disdegnato il secondo e sono curiosa di sentire questo (anche se sulla cover di Guccini… ricordando poi come gli era venuta quella del Cielo in una stanza… mah…)
france=]*
15 lug 2008 - 09:14 - #3anche io ho sentito, pure io volentieri, il suo primo disco…invece il secondo non mi era piaciuto per niente e questo nuovo non so se ho voglia di sentirmelo…e poi poteva evitare cover di canzoni italiane, soprattutto se di Guccini, non ce la vedo proprio a cantarla “Il vecchio e il bambino”…
white
15 lug 2008 - 09:36 - #4eppure che il suo modo di cantare mi emoziona…
anche se non ho mai sentito un album interamente..