Renato Zero a Domenica In: "Premio Nobel a Bob Dylan? E' stata premiata la cultura metropolitana"

Il cantautore romano è stato il protagonista della puntata odierna del programma di Rai 1.

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Renato Zero ha presentato il cofanetto ARENÀ – Renato Zero si racconta, due cd e un dvd che racchiudono il meglio dei 3 concerti-evento che il cantautore romano ha tenuto all’Arena di Verona lo scorso giugno, più la canzone inedita Non dimenticarti di me, disponibile dal prossimo 2 dicembre, durante la puntata odierna di Domenica In, il programma di Rai 1 condotto da Pippo Baudo e Chiara Francini.

Tra un'esibizione e l'altra, Renato Zero, protagonista di quasi tutta la puntata di Domenica In, si è sottoposto alle domande dei suoi fans presenti tra il pubblico.

Il cantautore 66enne, intervistato anche dai due conduttori, ha espresso la propria opinione riguardo l'assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan:

E' stata premiata la cultura metropolitana che non è quella che passa negli atenei. Si può essere poeti anche così. Dopo le critiche, si è chiuso a riccio. Lo difendo.

Zero, successivamente, ha parlato nuovamente dell'origine del soprannome dei suoi fans:

Come è nata la parola sorcini? Una volta c'era questo famoso passaparola... Una volta chiesi a dei ragazzini in Versilia di fare un giro in motorino. Poi io dissi "Sembrano tutti sorcini" e loro si erano già battezzati da soli.

Renato Zero ha dichiarato che, nei suoi album, non sono mai state presenti canzoni "riempitivo":

Noi dobbiamo cercare di renderci conto che queste canzoni ti restano sul groppone tutta la vita, soprattutto le cazzate... Le canzoni incluse in un album devono essere tutte numero uno.

Il cantante, poco dopo, ha ribadito di essere stato sempre in simbiosi con il suo pubblico:

Il lavoro che faccio io da sempre è quello di cercare similitudini con il mio pubblico. Io metto in musica ciò che il mio pubblico mi manifesta. Voglio che loro capiscano che sono protagonisti della loro vita.

Parlando del suo ultimo album di inediti, Alt, Renato Zero ne ha svelato nuovamente il significato:

Sono tempi in cui cercare un'intimità è un lusso che non possiamo permetterci. Dobbiamo accettare le provocazioni del mondo. Dobbiamo essere pronti a condividere il dolore. E' una guerra, quella di oggi. Dobbiamo essere pronti ad essere in trincea. Abbiamo confuso il serial con la vita vera. Noi artisti abbiamo anche il potere di placare certe ire. L'artista deve rappresentare il pubblico.

Zero, infine, non si è mai pentito di aver fatto uso di travestimenti nel corso della sua carriera:

Sarei stato un albero senza frutto e senza foglie senza i travestimenti. Io riconoscerei ugualmente un clown in borghese.

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