Punkreas, Il lato ruvido è il nuovo album: recensione (Anteprima Blogo)

Il nuovo disco dei Punkreas, in uscita il prossimo 22 aprile, ci ricorda che è bene continuare a lottare.

I Punkreas tornano con un nuovo album in uscita il 22 aprile 2016 e il titolo del disco è Il lato ruvido, che esce per un consorzio di tre etichette indipendenti (Canapa Dischi, Rude Records e Garrincha Dischi) e sottolinea ancora una volta la volontà mai sopita della storica band alternativa italiana: quella di raccontare da cronisti musicali, o cantastorie con la chitarra elettrica se vi piace di più come definizione, il tempo in cui stiamo vivendo.

Cippa, Paletta e Noise hanno ritrovato il batterista Gagno e hanno aggiunto Endriù alla chitarra: questa è la formazione dei Punkreas, che hanno festeggiato da poco i venticinque anni di carriera con un tour giustamente celebrativo (qui la recensione del concerto a Trezzo). Saranno anche invecchiati -o meglio maturati, l'esperienza insegna- ma la potenza di fuoco della loro colossale inc*zzatura sociale è sempre la stessa e ci tengono a dire la loro. Facendolo anche parecchio bene, passatemi lo spoiler.

Il Lato Ruvido parte subito a bomba e tiene altissimo il livello di suono, chitarre e soprattutto testi: la band di Parabiago grida forte e consapevole la propria denuncia delle ingiustizie, come nella potenza di 800588605, che racconta gli abusi in divisa senza troppi fronzoli ed è indubbiamente il pezzo che inquadra le intenzioni fragorose dei Punkreas. Sono parole pesanti, ma che in molti abbiamo pensato di fronte a certi casi di cronaca giudiziaria. Mediterraneo coast to coast non lascia spazio a sfumature e gira in chiave ironica i pregiudizi sociali, fotografando una realtà sulla quale sono state spese troppe parole. Ma in musica le parole hanno una valenza diversa e questo i Punkreas lo sanno bene, tanto che nella title track si scagliano proprio contro chi straparla dall'alto delle cattedre.

È musica di cuore, pancia e mani sporche di polvere, calli e sudore da studio quella dei Punkreas: di temi ce ne sono tanti, dai succitati fino all'eccessivo uso dei social (Mi piace è una deliziosa presapelc*lo della gigantesca effe blu e non solo), il ruolo sempre più largamente disfatto dei talent show (Condannato alla realtà è il contraltare irriverente e intelligente dell'ultima fiction Rai, Baciato dal sole), ma naturalmente non manca l'amore per quel motore scatenante che da anni li porta in giro, la musica, celebrata in Salta (che dal vivo farà sfracelli, poco ma sicuro) e in Modena-Milano con la partecipazione dei Modena City Ramblers che così carichi e credibili non li sentivamo da un bel po'.

Le collaborazioni, appunto, non mancano. I Punkreas ripercorrono la loro storia assieme a compagni di nuova e vecchia data: Va bene così coinvolge il giovane rapper Shiva dal flow distruttivo su un futuro sempre più distopico, In fuga, scelta come primo singolo, viaggia a mille grazie alla presenza de Lo Stato Sociale che danno quell'apporto "cazz*ne" in più alla storia del cervello che scappa dal proprietario, surreale quanto tristemente vera. Ospite d'onore, va detto, è il fumettista Luca "Tito" Faraci in Picchia più duro nella quale firma il testo. E i risultati si sentono, perché Faraci riesce a non snaturare la carica del gruppo, inserendosi perfettamente.

Il lato ruvido aggiunge un quadretto al mosaico di integra verità dei Punkreas: sono sempre gli stessi ragazzi di vent'anni fa ma sanno raccontare il cambio della società con un disincanto ironico che compete a pochi. In sostanza, Il lato ruvido è un bel disco di ritorno che si fa ascoltare con immenso piacere e un orecchio attento a ciò che la band ha ancora da raccontarci.

Punkreas, Il lato ruvido: tracklist


punkreas_cover-il-lato-ruvido_bassa.jpg

1. Salta
2. Mediterraneo coast to coast
3. Dal tramonto all'alba
4. In fuga (feat. Lo Stato Sociale)
5. Mi piace
6. Il lato ruvido
7. 800 588 605
8. E tu cosa vuoi?
9. Modena Milano (feat. Modena City Ramblers)
10. Condannato alla realtà
11. Va bene così (feat. Shiva)
12. Picchia più duro (feat. Tito Faraci coatuore)

Foto Punkreas | Alberto Biglino

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