Dr Luke rompe il silenzio: "Non ho violentato Kesha"

Il produttore, via Twitter, prende la parola e si scagiona dalle accuse della cantante.

Il caso Kesha e Dr Luke- dopo la decisione del giudice di non permettere di rescindere anticipatamente il contratto che lega la cantante con l'etichetta discografica- ha provocato sempre più numerose reazioni e commenti. Non sono mancate le prese di posizioni da parte di diversi colleghi della cantante che hanno espresso il proprio supporto alla popstar: Halsey, Demi Lovato, Taylor Swift, Lady Gaga, Iggy Azalea, Adam Lambert, Snoop Dogg e Kelly Clarkson. Il web si è mobilitato in poche ore, dopo la notizia del verdetto, con l'hashtag #FreeKesha, chiedendo a gran voce di liberare l'artista dai suoi obblighi contrattuali, proprio per via delle ragioni che avrebbero spinto Kesha a denunciare il suo ex produttore:

"L'industria della musica ha aspettative irrealistiche su come un corpo dovrebbe essere e ho iniziato a diventare eccessivamente critica del mio corpo proprio a causa di questo. Mi sembrava come se le persone fossero sempre in agguato, pronte a scattarmi foto con l'intenzione di criticarmi, stamparle e farmi apparire orribile (...) "Mi sentivo una bugiarda, dicendo alla gente di amare se stessi così come sono, mentre provavo odio per me stessa e stavo davvero male con il mio corpo. Volevo controllare cose che non erano in mio potere, io stavo controllando l'ordine sbagliato delle cose. Mi ero convinta che essere malata, magra fosse parte del mio lavoro. Sembrava farmi sentire più sicura, in qualche modo. Questa causa è uno sforzo sincero di Kesha per riprendere il controllo della sua carriera musicale e la sua libertà personale dopo aver sofferto per 10 anni come vittima di una manipolazione mentale, abuso emozionale e violenza sessuale da parte di Dr. Luke"

Nelle scorse ore, dopo un lungo silenzio, ha deciso di prendere parola Dr Luke, l'accusato, con una serie di Tweet che negano i capi di accusa formulati dalla cantante:

"Fino ad ora non ho commentato le cause che dovrebbero essere risolte in tribunale e non qui su Twitter. E 'un peccato che ci sia così tanta speculazione là fuori basata su così poche informazioni (...) Non ho violentato Kesha e non ho mai fatto sess0 con lei. Kesha ed io siamo stati amici per molti anni e lei era come la mia sorellina. Kesha ha negato, sotto giuramento, le accuse orribili ora in corso contro di me. Ecco la prova"

Il produttore ha poi sottolineato come l'avvocato di Kesha sia lo stesso che ha difeso, in passato, Scott Peterson e Chris Brown ("Mark Geragos (kesha's attorney) represented Scott Peterson and Chris Brown. How can he pretend he cares about women's rights?") e ha ribadito la sua totale innocenza:

"Immaginate se voi o qualcuno voi amate venisse pubblicamente accusato di uno stupro che sapete non ha fatto. Immaginatelo. Ho 3 sorelle, una figlia, e un figlio con la mia ragazza, e una mamma femminista che mi ha educato e cresciuto bene. Kesha ed io abbiamo fatto un sacco di canzoni insieme e spesso le cose andavano bene ma ci sono state divergenze creative, a volte. E 'triste che si debba trasformare una negoziazione di contratto in qualcosa di così orrendo e falso. Ma mi sento fiducioso che quando questo sarà finito le bugie saranno svelate e la verità prevarranno.. Voglio ringraziare tutti i miei amici e i parenti che mi hanno sostenuto in questa situazione... Si tratta di una causa legale in corso, quindi non fornirò commenti né parlerò molto di questo. Questo dovrebbe essere processato in un'aula di tribunale"

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