Daniele Silvestri, Acrobati: "Siamo tutti un po' funamboli, ma riusciamo ad andare avanti"

Uscirà il 26 febbraio il nuovo disco del cantautore, seguito da un tour nei teatri di tutta Italia

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Imparare a stare in equilibrio, in un periodo in cui "siamo tutti un po' funamboli": ha un'anima molto profonda il nuovo lavoro di Daniele Silvestri, "Acrobati".

Il cantautore romano racconta un mondo e un modo di vivere la vita che - non senza sacrifici - tutti conosciamo, soprattutto in questo periodo storico come quello che stiamo vivendo, all'insegna di crisi e incertezze. Ma, come ha raccontato lui stesso nel corso della presentazione stampa avvenuta in un affascinante locale milanese, Vinile,

"Non riusciamo a proiettarci in avanti, il disco è pieno di questo sentimento. Ma noi riusciamo comunque ad andare avanti"

Siamo come acrobati in cima al mondo, e dalla vetta possiamo sì guardare indietro ma anche proseguire il nostro cammino. Restando sempre alla distanza giusta, in modo da osservare le cose dalla corretta angolazione senza perderne il contatto. Silvestri ci ha spiegato come è nato questo progetto:

"Ho cercato di creare le condizioni perchè questo disco sorprendesse anche me. Ho deciso di entrare in studio solo con appunti: volevo fermare sul nastoro quel momento magico che è la nascita della canzone. Ho deciso di rispettare quel momento iniziale. Mi sono potuto permettere il lusso di portarmi dietro persone con cui divertirmi, in tre giorni di studio, e mi sono ritrovato con 21 tracce. Ho avuto la sensazione che lì dentro già ci fosse il cuore."

Un disco creato dal vivo, in presa diretta:

"Quando suoni con le persone giuste gli strumenti si prendono il giusto spazio, mentre quando registri le tracce separate hai sempre la sensazione che, anche se metti un sacco di strumenti, manchi qualcosa"

A parte forse il singolo che è stato scelto, "Quale alibi", "Acrobati" non parla di stretta attualità:

"Ho un'età in cui mi sento un pochino meno predisposto per parlare del presente. Ci sono persone che possono farlo per motivi anagrafici, per spirito di battaglia, che ho avuto anche io, ma a 47 anni ho voluto allargare un po' lo sguardo, raccontare storie. Voglio portare l'ascoltatore altrove. Credo sia un disco più poetico"

Il disco sarà seguito da un tour teatrale, che, segnaliamo volentieri, è già tutto esaurito nelle date di Bari, Torino e la prima delle due date di Milano, tanto che sono state aggiunte altre due date (Bologna 27 aprile e Assisi 28 aprile).

"Sarà un vero tour teatrale, e sono riuscito a coprire quasi tutto il territorio italiano. Quello che vorrei fare è trasmettere quel senso di magia del disco, facendo tornare bambini gli spettatori ma poi vorrei svelare loro il 'trucco', ovvero come si crea qualcosa. Vorrei farlo succedere in diretta"

E, ha anticipato Silvestri, se il 'timore' in un tour teatrale è quello di non potersi tirare su dalla poltrona per vivere il concerto in maniera, per così dire, tradizionale,

"ad un certo punto sì, faremo in modo che ci si alzerà dalla sedia"

Foto | Daniele Barraco

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