Laura Pausini a Sanremo? "Sinceramente ho paura ad andare in gara e non vincere e quindi non ci vado"

La cantante spiega la decisione di non tornare in competizione a Sanremo.

Sono state due le partecipazioni di Laura Pausini al Festival di Sanremo, nel corso della sua carriera, con "La solitudine" e "Strani amori". La cantante, ospite di Radio Festival, la web radio di Gruppo Finelco interamente dedicata al Festival di Sanremo, ha spiegato il motivo per il quale non è più tornata in gara al teatro Ariston:

Quando vai bene non vai a Sanremo se l’hai già vinto. La realtà delle cose è questa e chi ti dice il contrario ti dice una bugia. Quando hai una carriera che sta avendo molto successo non è raccomandabile andare a Sanremo, se vai e non arrivi primo è un rischio; perché fare questo passo? Qualcuno può decidere di prendersi questo rischio e andare lo stesso in gara. Io sinceramente ho paura ad andare in gara e non vincere e quindi non ci vado. Quest’anno mi hanno invitata come ospite; è vero che è molto strano essere un ospite italiano in mezzo gli altri italiani. Io mi sento impaurita nello stesso modo di quando ero in gara. Sono comunque molto onorata di essere nata lì; io penso che quando si può parlare di Sanremo bisogna sempre parlarne bene, anche se non ti piace la lista delle persone in gara o degli ospiti o di chi lo presenta. Sanremo è comunque un’istituzione e dobbiamo fare in modo che rimanga tale. Credo tantissimo nel Festival, è ancora oggi l’evento musicale più importante del mondo.

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L'amore per il Festival -da spettatrice- resta comunque molto forte:

Ricordo tutte le canzoni del Festival, le ho cantate per dieci anni al pianobar. Una che avrei voluto tanto cantare è “Cinque giorni” di Zarrillo che poi ho cantato nel disco “Io canto”. “Destinazione paradiso” e “La mia storia tra le dita” mi piacciono tantissimo. Mi piace “La notte” di Arisa, quelle di Giorgia, “Luce di Elisa”, quelle di Eros tutte e anche quelle di Biagio. Mi sono sentita vibrare dentro quando ho cantato “Scrivimi” di Nico Buonocore.

Infine, grandi parole di stima per il collega Eros Ramazzotti:

Io devo tutto a Eros. Per me lui è stato un punto di riferimento, per me e per tutte le persone che hanno la fortuna di poter andare fuori dall’Italia. Io senza Eros forse canterei in Italia e basta. Gli devo tantissimo. Eros è il primo che è andato fuori, è il più grande di tutti.

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