Emma Marrone: "Talent show sostituiranno case discografiche. Duetto con Pino Daniele chiave della mia carriera"

"Nel disco nuovo, ci sono canzoni che ho cantato di getto e non ho voluto ricantare, e forse usciranno così. Buona la prima"

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Nel corso della lunga intervista rilasciato a Sette del Corriere della Sera, che le ha dedicato anche la copertina, Emma Marrone ha parlato anche del suo nuovo disco, che sarà pubblicato - lo ha dichiarato la diretta interessata - entro la fine del 2015:

Mi piacciono le “sbavature” perché è nelle imperfezioni che si concentra la vera personalità. Anche nella musica. Nel disco nuovo, ci sono canzoni che ho cantato di getto e non ho voluto ricantare, e forse usciranno così. Buona la prima. Non amo quando vogliono correggermi tutto, nei dischi: non è umano. Lascio gli errori. Perché l’errore è vero.

La cantante ha vaticinato lunga vita ai talent show, che lei ha frequentato prima a Popstars (con le Lucky Star) e poi ad Amici:

La stagione dei “talent” durerà tantissimo: funzionano, la gente ci va. Io dico che arriverà il momento in cui sostituiranno le case discografiche… Se rifarò Amici come coach, come l’anno scorso con Elisa? Vedremo dopo l’estate.

Infine, non prima di aver fatto intendere di sognare un duetto con Vasco Rossi, Emma ha rievocato quello con Pino Daniele:

Era il sogno. Per me è stata la chiave che ha sbloccato tante porte. Per la prima volta un big della musica si esibiva con la ragazzetta dei talent. Succedeva tre anni fa. Era la prima volta che al Wind Music Awards un big affancava un altro big. Per me c’erano dei nomi in ballo, ma non è che ci fosse una corsa… Poi mi arriva questa telefonata, ero già a Verona: “Sono Pino”. Chi? “Pino Daniele”. Continua: “Allora cantiamo insieme…”. Non ne sapevo niente… “Sì, non ti preoccupare, faccio tutto io, io voglio cantà co’ te”. Arriva e gli dico: Pino ma tu ti rendi conto che se canti con me i tuoi fan s’incazzano, non è che io sia proprio vista… ”. Non ero nemmeno l’artista di adesso, mi facevano esibire alle sette, con la luce e l’Arena di Verona che si stava ancora riempiendo. Gli dissi: Pino, non puoi cantare a quell’ora con l’Arena vuota… Disse: “A me non me ne frega niente. A me piaci perché sei vera, hai questa voce che viene dalla strada.. non me ne fotte niente, quando sto sul palco devo stare sereno”. E quindi ci mettemmo lì a preparare questo medley di tre pezzi, Quando, Io per lei e Je so’ pazzo. E cantammo alle sette con l’Arena vuota.

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