Max Cavalera, Bloody Roots: l'autobiografia arriva in Italia

Dalle origini (ricche) in Brasile, alla caduta in disgrazia, alla rinascita continua tramite la musica: un libro ricco di aneddoti, tradotto in Italiano dalla Tsunami Edizioni.

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La vita di Massimiliano Cavalera descritta nelle prima pagine della sua autobiografia è un idillio. La casa in un buon quartiere di San Paolo del Brasile, la casa al mare, il padre (italiano emigrato) con un buon lavoro all'ambasciata, i genitori che non litigano mai, le gite in barca. Tutto questo dura una ventina di pagine del libro, i suoi primi 13 anni riassunti in un sogno perfetto.

Poi il padre muore, la famiglia entra in crisi economica, si trasferiscono dalla nonna, iniziano i problemi con le scuole (militare, religiosa, pubblica) da cui Max viene cacciato, c'è una forte dose di colpa del lutto data alla religione, e c'è l'alcool. Tutto questo porta alla nascita dei Sepultura, e tutto il periodo "brasiliano" della band è descritto con gran cura e tanti aneddoti sicuramente particolari e inediti (le 64 ore su un bus ubriachi per raggiungere il luogo di un concerto, lo sputo in faccia alla giuria di una gara musicale, il microfono rubato al concerto di una band pop). Alla nascita e allo sviluppo della band è dedicato metà del libro, e mentre ancora il gruppo era in ascesa, il punto di vista brasiliano rende "esotico" tutto il racconto, con lo sguardo di Max che non riesce a credere di riuscire a incontrare Pelè a New York, Lemmy a Londra (da cui verrà "battezzato") e che finisce il primo tour Europeo senza mai una doccia, come ripicca contro il tour manager dei Sodom.

Il successo emerge lento ma costante dalle pagine del libro, e nonostante le parole stupite del narratore, è chiaro che i Sepultura fossero destinati a gran cose, grazie all'unione dei fratelli Cavalera e ad una lineup divenuta solida con il tempo - anche se Paulo Jr. è costantemente coperto di insulti, definito a più riprese come uno stupido entrato nel gruppo solo perchè possedeva un basso, ma che per 10 anni non ha imparato a suonare una nota (ce l'ha fatta in tempo per Chaos AD, ecco).

Altrettanto inevitabile, perchè tutti sanno cos'è successo, il racconto dell'allontanamento di Max prima e Igor poi dai Sepultura: visto che l'argomento è stato sviscerato, discusso e analizzato in questi ultimi 20 anni, in realtà non si scopre niente di nuovo, se non una narrazione sempre più tesa che dall'Agosto al Dicembre 1996 porta in rotta di collisione Max e la band, ma anche Gloria Cavalera e la moglie di Igor (sapevate che diventò lei la manager dei Sepultura, dopo la separazione?), con il surplus di amarezza data da un semplice commento di Sharon Osbourne "I Sepultura stavano per diventare i nuovi Metallica", e con Max che dice "avevo perso figlio e band, avevo toccato il fondo".

Poi la rinascita, con i Soulfly e le miriadi di side-project in cui Max si lancia con passione, perchè come dice dopo aver suonato al secondo Rock In Rio, "Questo è lo sballo migliore del mondo, nessuna droga potrebbe mai farmi sentire così". E dire che Max di droghe e alcool se ne intende...
Anche questo è un lato della sua personalità, che emerge banale ma brutale nella biografia: Igor che non può bere perchè deve prendersi cura di Max che beve tantissimo, Max che i primi anni suona con solo quattro corde della chitarra perchè preferiva spendere i soldi in alcool piuttosto che in corde, la coca colombiana purissima, e tutto il resto di contorno.

Se questa storia vi appassiona, se vi interessa andare a fondo delle radici maledette (e insanguinate) di Max Cavalera, questo libro fa per voi: narrato in prima persona dal cantante, ricco di aneddoti inediti e con la sua versione "definitiva" degli eventi che hanno segnato la sua vita.

Max Cavalera con Joel McIver
BLOODY ROOTS
L'autobiografia - Dai Sepultura ai Soulfly
256 pagine + 16 a colori
20,00 Euro

Si può scaricare gratis un'anteprima del libro dal sito dell'editore, Tsunami Edizioni.

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