Rock Show, il ritorno di Enrico Ruggeri

Enrico RuggeriIl 2 maggio arriva nei negozi il nuovo disco di Enrico Ruggeri "Rock Show", anticipato dal singolo "La terra e la luna", da qualche giorno nelle radio e in ascolto sul suo myspace. Canzone che farà anche da sigla alla nuova serie del controverso programma tv "Il bivio", che conduce dal 2005 in questo suo, ora possiamo dirlo, secondo mestiere.

Enrico Ruggeri che credo abbia scritto, negli anni, alcune pagine della nostra migliore canzone. Un artigiano delle parole, un interprete raffinato e fuori da qualsiasi schema. A suo modo anarchico, indipendente, fedele solo a se stesso e difficilmente etichettabile. Che ha saputo vincere meritatamente Sanremo per ben due volte

Più recentemente, poi, ha conquistato il Premio della Critica in coppia con Andrea Mirò con la denuncia contro la pena di morte di "Nessuno tocchi Caino". In tanti anni è passato dal punk alla canzone d'autore - e ora promette un ritorno al rock più classico - sempre con coerenza e dignità.

Quando però mi chiedono quali siano i miei autori preferiti, tendo a dimenticare il suo nome, nonostante molti suoi pezzi (scritti per se o per altri) siano tra i miei favoriti in assoluto. Cosa manca a Enrico Ruggeri? Non so dirlo con certezza, di sicuro nella seconda metà della sua carriera ha sfornato dischi meno ispirati, canzoni prive di quell'appeal che avevano caratterizzato i primi album, almeno fino a "Peter Pan".

Da allora (siamo a metà degli anni '90) ho sentito mancare qualcosa, ho trovato meno forza, percepito una minore freschezza, non ho più subìto il fascino di pezzi come "Polvere", "Contessa", "Nuovo Swing", "Marta che parla con Dio", "Ti avrò", il capolavoro "Prima del temporale". E quei classici scritti per le grandi interpreti, su tutti "Quello che le donne non dicono" per Fiorella Mannoia, "Non finirà" e "Il mare d'inverno" cantate dalla migliore Loredana Bertè.

Certo, non tutta l'ultima produzione è da dimenticare, ci sono tante belle canzoni che hanno continuato a prenderci per mano fino ad oggi. Non è comunque un caso che il successo di allora, quando era difficile trovare i biglietti per vederlo nei Palasport, ora sia decisamente ridimensionato, tanto che adesso lo andremo a sentire nei club.

Vedremo se questa nuova svolta saprà riconquistarci. Un ritorno al rock chitarra-tastiera, ci racconta, e un nuovo approccio ai testi, non più di chi guarda il mondo ma di chi racconta se stesso. "Dentro quello che vedi si nasconde qualcosa", canta nel nuovo singolo: speriamo sappia davvero tirar fuori qualcosa di grande e tornare a colpirci come un tempo. Vai Rouge!

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