Logo Blogo

La recensione di Last Night

Pubblicato: 09 apr 2008 da Lollodj

Il progetto di Moby per quest’album era decisamente ambizioso: raccogliere e condensare 25 anni di musica dance in un album di 60 minuti, una vera impresa. Ammetto il mio scetticismo sul progetto, anche alla luce del singolo Disco Lies che mi aveva entusiasmato ben poco, ma dopo diversi ascolti posso tranquillamente affermare: pensavo peggio.

Pensavo peggio perché in effetti alcune delle tracce dell’album sono oggettivamente belle, e sanno realmente rievocare lo spirito della musica che ha dominato i dancefloor dalla fine degli anni 70 fino ai primi anni del nuovo millennio. Brani come Ooh yeah, Love to move in here, 257.zero sono piccoli gioiellini dal gusto retrò, mentre in Everyday it’s 1989 Moby rende omaggio alla nascita della house music e della cultura rave, con abbondanti iniezioni di sintetizzatori e tastiere davvero molto eighties.

Proseguendo però l’album perde mordente, arrivando alla lunga a stancare svelando una curva di interesse piuttosto bassa: in altre parole è un disco che potrebbe uscire presto dal vostro iPod. Certo la produzione è magnifica, quasi patinata, ma è proprio la sua perfezione a svelarne i maggiori limiti.

L’album è troppo pulito, non osa mai, e l’operazione “tributo alla disco” si esaurisce spesso in un blando recupero degli standard e dei suoni dell’epoca. Moby ci mette pochissimo del suo, nemmeno la voce, smettendo i panni di artista e musicista per vestire quelli classici del produttore. Un peccato perchè vista l’idea e il nome che ci sta dietro, con poco sforzo in più il risultato poteva essere grandioso.

Insomma, un 6 e 1/2 meritatissimo per un album che consiglio sicuramente di ascoltare e che con qualche idea in più poteva diventare un capolavoro. Ma che invece difficilmente passerà alla storia.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 4.5 su 5)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • honeymoonchild

    09 apr 2008 - 12:58 - #1
    0 punti
    Up Down

    ci penseranno gli italianissimi crookers a “sporcare” le tracce di questo album abbastanza blando, secondo me, come d’altronde tutti gli ultimi lavori di questo genio che tale non è più.

  • Lollodj

    09 apr 2008 - 17:18 - #2
    0 punti
    Up Down

    Honey, direi che hai centrato appieno il succo della recensione.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento