
Dopo avervi avvicinato non senza qualche esplicita punta di apprezzamento il testo del nuovo singolo dei Baustelle, per poi mostrarvi il nuovo interessante video, è ora di definire uno dei punti che sono sicuro preme di più al gruppo, quello del tour.
Pensate che nel diario (in onor del vero non molto aggiornato) del loro sito ormai sostituito dall’immagine di cui sopra, ma anche sul loro Myspace, hanno sempre sottolineato con maggiore entusiasmo la possibilità di tornare ad esibirsi nelle nuove date dei concerti, che vi proponiamo a seguito del post.
Nel frattempo il web continua a scatenarsi critico sul pezzo “Charlie fa surf”. Prima, visto che mi ha colpito, vi riporto a riguardo un pezzo estratto dal blog GiovaniCarine:
A quanto pare non sono l’unica a trovare il pezzo veramente brutto. Quello che non capisco è come tanti dicano “lo trovo pessimo però non riesco a resistere”. A me sembra brutto e basta. Che sia orecchiabile non mi sembra un pregio in questo caso.
La melodia del ritornello è una variante di quella del vecchio singolo “La guerra è finita” che già non mi piaceva. Nessuno sviluppo. Poi citare Cattelan per far vedere che ne sai di arte. Se è questo l’effetto major…
Vi ricordo che in tempi non sospetti Francesco Bianconi fu intervistato anche da Soundsblog. Che si sappia.
Date via RockOn
29 Febbraio – Pordenone - Deposito Giordani
01 Marzo - Vicenza - Max Live
07 Marzo - Torino - Hiroshima Mon Amour
08 Marzo - Bologna - Estragon
14 Marzo - Roma - Alpheus
15 Marzo - Milano - Rolling Stone
27 Marzo - Firenze - Viper Theatre
28 Marzo - Rimini - Io Street Club
29 Marzo - Ancona - Barfly
02 Aprile - Palermo - Biergarten
03 Aprile - Catania - Mercati Generali
04 Aprile - Napoli - Havana Club
05 Aprile - Bari - New Demode
11 Aprile - Modena - Vox Club
18 Aprile - Treviso - New Age
19 Aprile - Piacenza - Fillmore Classic
whatelse
18 gen 2008 - 11:30 - #1Riprendo il commento che ho scritto nel blog da voi citato (giovanicarine) :
baustelle, raffinatezza allo stato pop. Siamo troppo abituati ai “gimme more” di biondine che l’mdma se lo fanno con dosi da cavallo e pure sono prime in classifica. Mi si dirà, sono prime perchè la musica piace. E come dare torto. Ma proprio per questo ad un certo punto nella tua evoluzione musicale ti accorgi che c’è altro, molto altro… capace di essere arrogante, diretto e sincero senza usare espressioni poco fini, ma con classe ed eleganza. E vengono in mente band come i Baustelle che mettono il tutto in una cornice un po’ retrò, dissacrante, elegante: il risultato è un pop di classe che parla delle cose più “basse” della società. Come a dire, il risultato è un capolavoro.
God_Is_My_Co-Pilot
18 gen 2008 - 11:40 - #2.. sì ok whatelse,
ma la musica non è una questione etica o lo è solo secondariamente
non ascolto i baustelle perché arrroganti e cinici, tutti sono capaci di assumere questi toni..
li ho ascoltati perché mi piacciono i testi de “l’uomo con i capelli sporchi” :P non me ne voglia Bianconi, ma l’ho visto alla mostra su Serafini e mi impressionò per la capigliatura poco curata .. diciamo…
vabè la mia riflessione era un’altra, ho sempre adorato le liriche sospese e la scelta della parole dei Baustelle, la capacità di raccontare una milano forse mai esistita, ma cmq fuori dal tempo .. insomma per me i baustelle stanno in una bolla fluttuante.
.. però (doveva venire il però) questo singolo è giusto solo un po’ carino: mi sembra molto più esplicito e meno ‘fluttuante’ di altri pezzi, vuole parlare di una generazione ma usa tutti i riferimenti canonici.. droghe disagio conflitto… eccheppalle.
whatelse
18 gen 2008 - 11:58 - #3droghe disagio conflitto … si dice sempre “basta parlarne”, si esce di casa e che si vede? droghe, disagio, conflitto. E’ giusto parlarne, è giusto spaccare le palle parlarne, è ora di rendesi conto che è tutto in mano nostrae (forse da sognatore) è ora di dare un cambio di rotta. Personalmente parlando trovo che i baustelle siano il Fabrifibra ripulito ed “elegantizzato”. Parlano di cose vere, forse troppo vere, di cose con colori vivi e mai in bianco e nero (nonostante il loro stile sia molto essenziale). E beato Bianconi che nonostante, a tuo dire, abbia una capigliatura poco curata, è in grado di essere un signore, un paroliere, un artista di immensa classe. Come fa? Bhè “semplice” (notare le virgolette) : fa musica. Quella vera.
God_Is_My_Co-Pilot
18 gen 2008 - 12:10 - #4ma sarà che ho idee diverse sulla vita…
il problema non sono certo le droghe.
ti puoi tranquillamente fare di qualsiasi cosa se hai un visione del mondo completa, se hai coscienza di quello che fai. io personalmente ho sempre avuto un rapporto piuttosto aperto con le “sostanze alteranti” e sono qui tranquillo, felice a scrivere, con un buon lavoro e una fidanzata :P .. insomma si direbbe che sono inserito nella società
cmq non vorrei andare troppo OT, in questa canzone i Baustelle sembrano più moraleggianti del solito con questi riferimenti espliciti ai teen-ager, è una riduzione della realtà e come tale suona più banale.
whatelse
18 gen 2008 - 14:49 - #5azz … devo dire che confronti così mi piacciono. Si hanno idee diverse ed è stupendo confrotarsi così liberamente. Davvero … gran bella cosa. Sull’argomento “baustelle” la si pensa diversa ma è affascinante vedere come dalla musica si passa al sociale, all’ambiente, all’etico, ecc … e si vede che tutto è strettamente legato.
Thanks!
God_Is_My_Co-Pilot
18 gen 2008 - 15:03 - #6:)
clauderouges
18 gen 2008 - 16:51 - #7Non capisco tutto questo interessamento ai Baustelle. Oltre a questo singolo ho ascoltato l’album La Malavita ma sinceramente mi sembra musica pop molto ripetitiva e già sentita. I testi non sono brutti ma la musica è davvero banale. Sarebbe musica indipendente? Spero che almeno i primi dischi fossero meglio.
God_Is_My_Co-Pilot
18 gen 2008 - 17:01 - #8veramente i baustelle non sono più ‘indie’ da un bel po’ .. li distribuisce la warner mi pare, ma potrei sbagliare.
e poi francamente … ma proprio FRANCAMENTE la ripetitività non è mai stata un problema in musica, non per me almeno.. frequenta un po’ la musica elettronica e capirai che la ripetitività e la reiterazione in loop di stili, suoni e ritmi risveglia qualcosa di primordiale.
ma poi scusa clauderouges se dici che i baustelle sono uguali a mille altre cose, fai i nomi please perché avranno anche tanti limiti ma sono senzaltro uno dei gruppi più ‘originali’ italiani… che poi in effetti l’originalità non è valore assoluto :P
clauderouges
18 gen 2008 - 18:52 - #9Mi ricorda tante cose: De André, i Velvet, i Subsonica, i Roxette, e tanto altro. Quando dico che la musica è ripetitiva e banale intendo che la melodia usa sempre le stesse tre note e l’armonia gira sempre sugli stessi semplici accordi, come qualsiasi altra canzone pop che passa su MTV. L’arrangiamento è sempre uguale a se stesso anche se i suoni sono ben curati, ma il tutto sa troppo di pop da ragazzini per essere considerata musica alternativa. Io non ho mai apprezzato molto la ripetitività in musica e credo sia indice di una scarsa creatività e di una cultura dove tutto è omologato ai soliti modelli. In Italia comunque c’è stato e c’è tuttora di meglio: Morgan, John De Leo, i Quintorigo, CapaRezza, Bersani, Elio e Le Storie Tese ecc. Questi secondo me sono i veri nuovi talenti che veramente danno un contributo alla nostra cultura musicale. Non delle canzoncine ripetitive e monotone.
God_Is_My_Co-Pilot
19 gen 2008 - 17:37 - #10O_o
mrkiup
27 gen 2008 - 14:49 - #11http://baustelle.warnermusic.it/disc_01.html
willowinthedark
01 feb 2008 - 16:12 - #12Ma come si fa a dire che i baustelle sono monotoni??cioè posso ammettere che non piacciano,che qualcuno può ritenere alcuni loro pezzi delle”canzoncine”, perchè musicalmente orecchiabili e diciamo “semplici”,ma saranno cosi un paio di canzoni,ma poi il testo ve li dimenticate o non li capite?tutti i testi parlano di storie di vita,di temi molto attuali,della nostra era senz’anima fatta di consumismo sfrenato,priva di contenuto e sani valori dove regnano i soldi e l’egoismo!comunque hanno uno stile unico ed inconfondibile e sono una perla rara del nostro panorama musicale,attualmente scarso e superficiale.
antropophaga
04 feb 2008 - 23:38 - #13Siete solo degli ignoranti.al psto di vedere solo il testo e il cinismo provate ad aprire gli occhi.Voi che criticate i Baustelle e poi guardate amici di maria de filippi.Lasciate perdere i commenti che di come la pensat voi non frega niente a nessuno.Critche costruttive miei cari amici non facili vomitate su quanto sia scontato il tema della droga.Preferisco ascoltare delle imprese di charlie piuttosto che di come ricky e eros facciano lello leo per le vie di miami..Sparite ora!
Illa
15 feb 2008 - 18:39 - #14Qualcuno chiedeva”perchè interessarsi ai Baustelle” e, poco dopo diceva che “mi ricordano tanto, da De André ai Velvet” o qualcosa di simile.
Beh, ci si interessa ai Bau perchè fanno musica oggettivamente di alta qualità, una musica di nicchia buttata in faccia alle ragazzine “rihanniane”; una musica che ci rispecchia e che diverte, che fa ballare e pensare; col fascino elettronico di uno strano indie pop. Una musica che non è solo la guerra è finita e charlie fa surf. Questi sono singoli e come tali, rappresentano la parte orrecchiabile e “commerciale” dei vari album. Ma, mai sentito parlare delle vacanze dell’ottantatrè, della canzone del riformatorio, della canzone del parco, della canzone di alain delon, di love affair , della moda del lento, di EN, di bouquet, del nulla, di perchè una ragazza di oggi può uccidersi, del corvo joe, dei provinciali, del liberismo ha i giorni contati, di Baudelaire, di andarsene così, di L., di la vita va, di DARK ROOM?????
…C’è qualcosa di decadente in tutte queste canzoni, di morboso e spassionatamente realista. I Baustelle mi commuovono e ritraggono vita con la delicatezza e la brutalità dei grandi artisti e Bianconi scrive sfacciato e onesto, vanità da poeta.
Grazie Bau.
…”la tua purezza è nell’essere inconsapevole art déco”…
wilcok
28 feb 2008 - 19:00 - #15Mi garba sentir citare le fonti… un po’ come dire che Brahms e Schubert non sono granché perché sanno di Beethoven, e Beethoven sa di Mozart e così via. Non volendo si conferma che sono nel campo di quelli che fano musica seria e di ottimo livello. Perché il fatto è che davvero ci sono tutti (dimenticato, p.es., Battiato, gli smiths, i Talking Heads…) ma poi viene fuori il suono che è dei Baustelle e si riconosce lontano un miglio. E non assomigliano a nessun altro. A parte i testi, che a me sembrano inferiori soltanto a Paolo Conte (là fantasia pura, qui riferimenti sociali) ma che Amen sia monotonom, mi sembra veramente una cazzata: c’è di tutto, dal western al country, dal rock alla bossa nova, tanto jazz e anceh un pizzico di Beethoven. Boh… forse bisogna saper sentire
Andrea1987
01 mar 2008 - 15:53 - #16Avetre sentito Arrivederci??? semplicemente STUPENDA… così decadente, sembra di tornare negli anni ‘20… si respira un’atmosfera stupenda, di “sospensione”… nn li avevo mai ascoltati… ora inizio ad interessarmi…
Luka1975
24 mar 2008 - 18:24 - #17Le critiche al singolo Charlie fa surf possono starci come tutto è giustamente soggetto a critica. Ma ragazzi, grazie al cielo in Italia ci sono i Baustelle perchè altrimenti era da spararsi proprio.. Premesso che per i miei gusti Il sussidiario e La moda del lento sono 2 capolavori che se solo penso che il Sussidiario, se qualcuno non ci avesse creduto magari neanche veniva pubblicato mi viene da piangere.. Per il resto sottoscrivo il commeno di Illa. Bianconi è un artista con un talento musicale unico, come in Italia non se ne vedevano dai tempi di.. Rino Gaetano sotto certi aspetti! C’è solo da augurarsi che la sua ispirazione si conservi a lungo e che tutti abbiano in casa quell’album capolavoro che è Il Sussidiario Illustrato della giovinezza, una spanna sopra gli altri 3 album.