In Svezia il mercato cresce del 30% grazie a Spotify

Ho sempre sostenuto, anche in sede di tesi di laurea qualche anno fa, che lo streaming avrebbe rappresentato il futuro della fruizione musicale. In particolare ho sempre pensato che Spotify sarebbe stata la killer application, grazie alla sua impressionante offerta e al suo ormai rodato modello di business.

Spotify, ve lo assicuro, è la droga di ogni appassionato di musica: sperimentato una volta sarà impossibile farne a meno. Gli svedesi lo devono sapere bene (Spotify è nato lì) considerato quanto riportato nei dati pubblicati da IFPI/GLF. Il mercato musicale svedese nel primo semestre 2012 ha aumentato del 30% gli introiti (composti per il 60,5% da musica digitale) rispetto al primo semestre 2011. Un +30% complessivo che nasconde un -2% del formato fisico e un +60,5% del formato digitale, che a sua volta ha registrato un +79% per lo streaming (praticamente monopolio di Spotify) e un -14% per le altre forme di musica digitale, come i download legali.

La diminuzione impercettibile delle vendite dei cd parla chiaro: chi ascolta la musica in streaming compra anche i cd nei negozi e probabilmente cd che non avrebbero mai ascoltato senza Spotify o senza utilizzare mezzi illegali. Anche in questo senso Spotify sta facendo grandi cose: come riportato da alcune ricerche del 2011 e dagli spot di 30 secondi che i free-users devono sorbirsi (e che sarà mai...) di tanto in tanto, più Spotify prende piede, più la pirateria diminuisce la propria diffusione. E in Italia "ufficialmente" (e, purtroppo, aggiungerei ovviamente) si continua ad attendere...

La frase chiave dell'articolo di Techdirt è "Spotify is a classic case of giving the public what they want, rather than what the industry wants them to have"... che ne pensate?

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