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Tributi ed eventi, ricordando Fabrizio De Andrè

Pubblicato: 11 gen 2008 da Dodo

Fabrizio De AndrÃ�¨Esattamente nove anni fa, l’11 gennaio del 1999 ci lasciava Fabrizio De Andrè, il cantautore più amato e stimato che il nostro paese abbia mai avuto. Le sue storie di personaggi ai margini, il suo modo unico di raccontare e farci riflettere restano indelebili nella nostra memoria collettiva.

Così come la sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo e incolmabile. Prova ne sono le tante manifestazioni che da allora continuano incessantemente ad essere programmate un po’ dappertutto. Per non parlare dei più di trenta libri usciti dopo la sua morte, delle moltissime tribute-band e delle innumerevoli cover di sue canzoni (e persino di suoi interi dischi), suonate da musicisti di ogni genere e provenienza.

In questi giorni di ricorrenza, concerti ed eventi di vario tipo celebrano il cantautore genovese in tante città, da Milano a Venezia, da Torino a Roma. Proprio nella capitale ci sarà una tre-giorni di tributo (per il quinto anno consecutivo) dal programma fittissimo .

Per avvicinarsi all’opera di De Andrè consiglio il doppio live (appena ristampato in un unico cofanetto) a testimonianza dello storico tour del 1979 insieme alla P.F.M. Tour e disco “Fabrizio De Andrè & PFM Vol.1 e Vol.2″ in cui le canzoni del primo periodo, senz’altro le più famose, presero nuova forma musicale grazie agli arrangiamenti riuscitissimi apportati dalla prog-band.

I suoi dischi migliori, per maturità dei testi e qualità musicale, restano comunque gli ultimi: “Creuza de mä”, in antica lingua genovese e dai suoni etnici prodotti da Mauro Pagani, “Le nuvole”, il più politico e forte tra i suoi album e soprattutto l’ultimo, il capolavoro: “Anime Salve”. Scritto a quattro mani con Ivano Fossati è un concept sulle solitudini, scelte o subìte, summa definitiva del pensiero e dell’opera di De Andrè.

Tra i tanti libri, se non sapete quale scegliere consiglio “Belin, sei sicuro” di Bertoncelli, Deregibus, Fabbri (Giunti) che unisce la storia dell’uomo, spesso attraverso la voce dei suoi amici e colleghi, a un’analisi completa e dettagliata delle sue produzioni. Ultima segnalazione - per veri appassionati - il bellissimo (nuovo) book fotografico di Guido Harari “Una goccia di splendore” (Rizzoli).

Video – Fabrizio De Andrè “La guerra di piero” (1969)

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Ilaria Danesi

    Ilaria Danesi

    11 gen 2008 - 12:04 - #1
    1 punto
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    Insostituibile, le sue canzoni mi hanno aiutato a guardare il mondo da un’altra prospettiva che non fosse quella più semplice e scontata del mio personale modo di vedere, ma ad andare oltre, a non giudicare “da buon borghese”, a pensare che nessuno è solo vittima o solo carnefice, a cercare di vedere le molteplici sfumature dell’essere umano, vizi e virtù che albergano in ciascuno di noi, esseri profondamente umani…

    A malincuore oggi non vedo cantautori italiani degni di raccogliere un testimone del genere, temo che il meglio della poesia e del lirismo ce lo siamo giocati l’11 gennaio 1999…

    Grazie Faber.

  • serenadc

    11 gen 2008 - 15:38 - #2
    0 punti
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    chissà che cosa scriverebbe, che cosa di direbbe oggi di questo nostro paese. e non solo. e la memoria è già dolore…

  • Profilo di SusyC

    SusyC

    12 gen 2008 - 19:59 - #3
    0 punti
    Up Down

    grande fabrizio, mi manchi.

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