Richard Kruspe: 'Con i Rammstein non mi diverto più'

Il chitarrista è frustrato dal 'processo democratico' dei Rammstein, e preferisce avere il controllo totale nel suo side-project Emigrate.

Parole malinconiche arrivano da Richard Kruspe, chitarrista dei Rammstein ora impegnato con il side-project Emigrate.
Il secondo isco della band, Silent So Long.è appena uscito e Richard sta facendo il classico giro di interviste promozionali - e ovviamente le domande sui Rammstein abbondano.
Se qualche settimana fa il chiatrrista aveva previsto uno "stop a tempo indeterminato" per i Rammstein, ora parlando con ultimate-guitar confida la sua insoddisfazione nei riguardi della band "principale", laddove con gli Emigrate, fondati da lui, ha il pieno potere.


"Non mi piace più registrare in studio con i Rammstein. E' un processo funzionale, tiriamo fuori dei buoni dischi, ma ho sofferto molto registrando con loro.
Amo i Rammstein e comprendo che il modo in cui lavoriamo è l'unico modo in cui la nostra musica può nascere. Ma stando con gli Emigrate ho scoperto che io sono una persona diversa, mi piace avere il controllo e poter avere l'ultima parola su certe cose. Essere il boss mi rende un miglior giocatore di squadra.
I Rammstein sono totalmente democratici, si vota su tutto e certe decisioni si prendono solo in base ai voti, in base alle personalità più forti e non in base alla musica. Negli Emigrate tutto questo non succede, e questo rende il processo di registrazione in studio molto più piacevole. Con i Rammstein sento il peso della responsabilità di stare in una band di quel tipo, e se mi chiedi se mi diverto a registrare con i Rammstein, no, non mi diverto."

Con tutto il rispetto per Kruspe, forse dovrebbe leggersi attentamente le recenti considerazioni di Rob Zombie su chi lascia una band enorme per seguire un side-project...

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