EMI licenzia i meno produttivi: rischia Robbie Williams?

pubblicato: martedì 06 novembre 2007 da Kaos in: Rock Pop News Robbie Williams

Robbie Williams

E’ ufficiale: le case discografiche non stanno passando proprio un momento dorato. E quando le grosse major vedono il bordo del burrone, affilano le armi per evitare il tracollo. E’ quello che sta accadendo ad esempio alla EMI, che nella nuova gestione capitanata dal magnate delle finanze Guy Hands, il nuovo capo della EMI. Attenzione: siamo di fronte al cavaliere che frusta gli elefanti. Leggiamo la sua dichiarazione rivolta a tutti gli artisti “big” della sua scuderia:

“Non c’è motivo per non essere più selettivi nello scegliere con chi lavorare, sono anni che si parla di quello che le case discografiche devono offrire agli artisti e ai consumatori ma non si parla mai, invece, di quello che gli artisti dovrebbero fare per le loro etichette, di comedovrebbero lavorare con le case discografiche. Mentre molti di loro spendono molto del loro tempo lavorando con noi per promuovere, perfezionare, produrre, sostenere la loro musica, alcuni invece sfortunatamente si concentrano solo nelle trattative per gli anticipi che vogliono ricevere. Anticipi che non vengono mai restituiti”

Come dire, c’è giustamente il dente avvelenato verso chi usa il proprio nome e la propria posizione di privilegio e fama per trarre il massimo guadagno dal minimo sforzo. L’intento, entrando un po’ più nello specifico, sembra essere quello di licenziare tutti gli artisti che dimostrano di non impegnarsi seriamente per realizzare album e creare prodotti di successo. Certo che si tratta di un ragionamento un po’ folle, considerando che la colpa delle basse vendite oggi non può essere attribuita tanto all’artista ma molto di più al pubblico, specie quando l’album è di grande valore artistico ma non ha i mezzi promozionali efficaci per essere venduto.

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Gli artisti pericolanti? A quanto pare nella lista nera ci sarebbe Robbie Williams (per lo scarso successo di Rudebox) e i Coldplay (per i ritardi sulla tabella di marcia della produzione discografica). Un altro esempio che viene fatto, non per il licenziamento ma per il fattore di rischio, è Kylie Minogue con il suo nuovo album “X”. Dicono che se non venderà abbastanza ci sarà un vero tracollo finanziario dell’azienda. Ma credete davvero che una come Kylie, posto che facia flop, venga lasciata a piedi? Ci sono troppi interessi in ballo e queste unghie affilate ho paura che saranno solo minacciose e retrattili.

Via | Corriere

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di FEDE90

    FEDE90

    06 nov 2007 - 19:52 - #1
    -1 punto
    Up Down

    aaaaaaaa kylie anche se la sbattono fuori lei sapra rialzarsi perke e una Diva con la D maiuscola e vogliano lasciare i coldplay allora la emi vuole chiudere per fallimento

  • Profilo di Carter

    Carter

    06 nov 2007 - 22:24 - #2
    0 punti
    Up Down

    Williams e i Coldplay sono abbastanza intoccabili,per il semplice fatto che anche se ci mettono 3 anni a farti un album incassano il quadruplo di tutti gli altri artisti emi messi in fila!
    Bello notare come questo nuovo capo parli della musica esclusivamente in termini economici e produttivi,vedo che ha capito proprio cos’è che non va nel mercato musicale di oggi!

  • […] Dopo i risultati non eccelsi del precedente album “Rudebox”, resta solo da vedere se Robbie Williams riuscirà a trovare tra le tre piramidi della Piana Di Giza la formula magica che possa farlo tornare sulla “cresta dell’onda”. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ (nessun voto) 0 Commenti […]

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