"Amy, mia figlia" : Mitch Winehouse la racconta a (quasi) un anno dalla morte

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Foto | TMnews

A poco meno di un mese dal primo anniversario della morte (era il 23 luglio 2011 quando un membro dello staff trovò il corpo esanime di Amy nel suo letto di Camden, a Londra), Mitch Winehouse ha autorizzato la pubblicazione mondiale di un libro in memoria dell'artista. Il volume (che si intitola emblematicamente Amy, mia figlia e in Italia sarà in vendita da domani 27 Giugno per la casa editrice Bompiani) è stato in gran parte scritto e curato dallo stesso genitore per diverse ragioni, alcune “pubbliche” ed altre -dolorosamente- più private. Lo ha spiegato nell'intervista concessa per l'occasione ad Andrea Malaguti, corrispondente de La Stampa:

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Nelle oltre 340 pagine trovano ampio spazio racconti familiari fino ad oggi sconosciuti, lettere e fotografie inedite di quella che per milioni di persone è stata una vera e propria icona, una diva dal talento straordinario che si è bruciata troppo in fretta, mossa da impulsi autodistruttivi. Ma che per lui, ex tassista e cantante jazz che molto ha influito sulla sua educazione musicale, era e rimane 'la mia allegra, magnifica ragazza, la più brava di tutte':

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Nei racconti c'è riversato tutto l'amore di un padre che fa ancora i conti con la tragedia (ampiamente annunciata) che si è trovato ad affrontare ma anche il disprezzo più totale per colui che ne è ritenuto il colpevole principale, l'ex marito Blake Fielder Civil. Le definizioni sono dure e impietose:

Lo so che Back to Black è uno degli album più belli della storia recente. Ma le canzoni, a parte Rehab, parlano del suo ex marito. E io, quell’uomo, lo detesto. È tutta colpa sua. Per questo preferisco Frank [...] >>

Per saperne di più sulle iniziative della Fondazione Amy Winehouse potete visitare il sito www.amywinehousefoundation.org

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