Michael Jackson: il 25 giugno 2009 ci lasciava The King of Pop

Michael Jackson.

Undici album in studio, 1 album live, ottantanove raccolte, sessanta singoli, dodici dvd, cinquanta video musicali.

Ecco la carriera riassunta in poche righe, come riporta Wikipedia. E dimostra come la sua musica abbia influenzato a dismisura la moda del tempo, trasformando il cantante in una vera e propria leggenda, ancora prima della sua morte.

Era il 25 giugno 2009 quando iniziava a girare la notizia sconvolgente della scomparsa del re del pop. Prima qualche informazioni confusa sul suo stato di salute, poi l'annuncio della sua morte, improvvisamente, in pochi minuti. Tutto era sembrato irreale, folle, quasi- metaforicamente parlando- cinematografico. Perchè il re del pop non poteva essere morto, non era ancora la sua ora, non aveva un senso e, in più, stava tornando come annunciato dal suo tour "This is it"

Era un grande momento dopo accuse, processi, la stampa mediatica che prima lo incensava e poi lo distruggeva senza alcuno scrupolo. Per tanti innocente, per qualcuno colpevole. L'immagine di Michael Jackson crollò mostrando a tutto il mondo la sua vera natura, quella di un bambino cresciuto probabilmente troppo in fretta, con l'animo infantile che voleva una sua casa parco giochi. Neverland. La terra magica, uno dei tanti nomi affibbiati che solitamente sognano i bambini, nelle loro camerette, sognando -da grandi- di essere famosi e felici o supereroi.

La parola chiave è proprio questa. Da grande. E Michael forse è stato costretto a diventare tale troppo in fretta. E ad andarsene allo stesso modo, bruciando le tappe del tempo. Oggi, su Soundsblog, lo ricordiamo con una canzone amatissima (la mia preferita), Heal The World, ricantata nell'emozionante video, nel giorno del suo funerale, in una performance semplicemente storica.

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