Mancano pochi giorni al V-Day di Beppe Grillo, evento in contemporanea in moltissime piazze italiane per firmare una proposta di legge che rivoluzionerebbe, se realizzata, una fetta importante della politica italiana. Senza addentrarci nei particolari, si è fatto notare in questo mese quello che sarà l’inno dell’evento “V-day, ci sei o non ci sei”, realizzato da Leo Pari, già autore del brano “Ho un Grillo per la testa”, brano ricorrente nel tour “Incantesimi” del comico e nei video del celebre blog.
Leo Pari è un artista indipendente che ha iniziato a far parte della scena musicale dei locali romani, ma non solo. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album “LP”, stampato seguendo le norme ecologiche a basso impatto ambientale. Oggi si è esibito, sicuramente complice la collaborazione con Beppe Grillo, in moltissimi e rinomati locali e club italiani. Di rilievo nel 2007 la collaborazione del cantante all’album di Simone Cristicchi “Dall’altra parte del cancello”, mentre oggi sta lavorando al suo nuovo album. Il paragone non è molto azzeccato, ma se c’è una cosa vera in assoluto è che la bravura di un artista non può misurare dai brani “dedicati a”. Ascoltando anche altri pezzi , trovo che abbia un appeal cantautorale di nuova generazione molto alla Cristicchi (con un pizzico di Caparezza) che intriga. Vediamoci, a seguire, il video di “V-day, ci sei o non ci sei”.
kondoria magazine
06 set 2007 - 11:24 - #1“V-Day e Beppe Grillo: ecco perché sono perplesso”
L’opinione di Hugo Fast su www.kondoria.it
Fedele al suo impegno di voler andare sempre oltre l’oltre, di guardare anche dove non si deve, Kondoria - rivista telematica nichilista pubblica un lungo articolo di Hugo Fast in merito alle perplessita’ che suscita l’operazione V-Day di www.beppegrillo.it.
L’iniziativa politico-satirica del comico e pensatore genovese sara’ sufficiente a rilanciare la partecipazione democratica dal basso, o piuttosto in questa maniera si alimentano pericolosi fuochi di qualunquismo e anti-politica che rischiano di lasciarci con un vuoto maggiore di quello attuale?
Nell’articolo l’analisi disincantata delle possibili risposte a questi interrogativi.