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Edith Piaf a cinquant’anni dalla morte: le canzoni più belle

Nel cinquantesimo anniversario della morte della voce più famosa di Francia, Soundsblog seleziona le sue canzoni più belle.

pubblicato 11 Ottobre 2013 aggiornato 30 Agosto 2020 03:29

Il 10 Ottobre 1963 moriva a Plascassier, nel sud della Francia, la voce più famosa della canzone d’oltralpe, Edith Piaf. Le cause della sua morte sono ricollegate ad un’emorragia interna che interessò il fegato, già provato e insufficiente in seguito all’uso eccessivo di farmaci, ma c’è anche chi sostiene che la cantante più nota di Francia sia morta per un cancro al fegato non curato.

Come nella vita avventurosa, anche la morte di Edith Piaf è dettata dalla tragedia in chiave comica: per far credere che la cantante fosse morta a Parigi, viene organizzato un trasporto clandestino del suo corpo fino alal capitale francese, e un certificato di morte postdatato la dichiara ufficialmente deceduta l’11 Ottobre 1963.

Il passerotto (piaf in francese) era nata a Parigi nel 1915 e sin da bambina aveva dato fondo al suo talento canoro, intrattenendo i passanti assieme al padre, contorsionista e artista di circo. Dopo un’infanzia particolarmente difficile, costellata di malattie e dalla lontananza dalla madre, tanto che la Piaf crebbe con la nonna paterna che era tenutaria di un bordello a Bernay, in Alta Normandia, Edith Piaf inizia ad essere conosciuta nei circoli musicali parigini intorno all’età di 17 anni.

Ha una figlia, Marcelle, che morirà a due anni di meninigite, e un unico talento: cantare. A vent’anni viene scoperta da Louis Leplée, che le procura i primi contratti. Nel 1936 incide il suo primo singolo con la Polydor, Les Mômes De La Cloche, che le spiana la fama per il successo.

Negli anni Quaranta canta per i soldati tedeschi che occupano la Francia, si innamora e lancia nella musica Yves Montand, cambia casa discografica, scrive e registra la sua canzone più famosa: è il 1946 quando esce il quarantacinque giri di La Vie En Rose, che diverrà l’inno della Francia in ricostruzione dopo la guerra e la porterà fino agli Stati Uniti per diffondere la sua fama.

L’amore tragico col pugile Marcel Cerdan, che muore in un incidente aereo nel 1949, prova duramente i nervi di Edith Piaf, già minata da qualche problema di salute. La passione e la scomparsa dell’amore della sua vita danno origine ad uno dei brani più belli della sua musica, l’intensa Hymne à l’amour, incisa nel 1950.

Comincia nel 1953 un trattamento di disintossicazione da farmaci, dei quali abusava per curare sia l’artrite reumatoide che la affliggeva, sia per contenere i danni di vari incidenti stradali più o meno gravi, e continua a cantare per il mondo, esibendosi in tutta Europa e negli Stati Uniti. Incide negli ultimi anni della gloriosa carriera la sua canzone più rappresentativa, specchio perfetto di ciò che era stata la sua vita: Non, Je Ne Regrette Rien.

Edith Piaf è sepolta nel cimitero di Père Lachaise a Parigi, lo stesso dove riposa anche Jim Morrison, e la sua tomba è una delle più visitate di Francia.

Numerosissimi gli omaggi dedicati alla cantante francese, ultimo dei quali il film La Vie En Rose che ha fruttato all’interpretazione mimetica di Marion Cotillard anche un Oscar.

Le canzoni più belle di Edith Piaf

Padam, padam

La Foule

Milord (live in USA)

Les Amants Du Jour (esiste la versione italiana, Albergo A Ore, cantata da Herbert Pagani)

Mon Manège à moi (Tu me fais tourner la tête)

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