One Direction documentario: fan si suicidano dopo averlo visto?

Crazy About One Direction su Channel 4 in Inghilterra avrebbe indotto al suicidio un numero considerevole di ragazzine. Sarà vero?

Di solito a noi di Soundsblog piace scherzare e occuparci di argomenti seri con un tocco di ironia, ma i trending topic che stanno animando Twitter sono qualcosa di impensabile che va al di là dell'umana immaginazione: stando all'Huffington Post inglese e ad altre fonti giornalistiche online britanniche, un nutrito gruppo di fan dei One Direction appartenenti alla categoria Larry Shippers si sarebbe suicidato, dopo la messa in onda su Channel 4 del documentario Crazy About One Direction, che esplorava proprio la frangia più estrema ed esagerata delle Directioners. Le fonti iniziali parlano di 14 ragazzine suicidatesi, che sarebbero successivamente salite fino a 42.

La notizia ha sconvolto i fandom dei One Direction di tutto il mondo, che pure per le Larry Shippers non avevano molta simpatia: questo particolare sottogruppo di fan dei One Direction è nutrito da sostenitori e fanatici che si spingono molto oltre con gli agganci per entrare in contatto con la band e credono ci siano delle storie segrete tra i membri del gruppo, particolarmente in una relazione che vada oltre il semplice bromance tra Harry Styles e Louis Tomlinson, e sono sempre alla ricerca di conferme alle loro supposizioni.

Da ieri sera, dopo la fine del documentario, Twitter è animato da due trending topic: #ThisIsNotUs, che richiama il prossimo film dei One Direction per sbugiardare quanto detto nel documentario di Channel 4, e #RipLarryShippers, che non lascia molto spazio all'immaginazione.

Liam Payne, uno dei componenti dei One Direction, è intervenuto dal suo profilo Twitter ufficiale dichiarandosi preoccupato per ciò che stesse succedendo e invitando le ragazze a non farsi traviare da ciò che dichiarano i documentari non ufficiali.




 

Noi di Soundsblog ci limitiamo a riportarvi la notizia con tutti i dettagli relativi alla questione, ma vi consigliamo di non credere troppo a ciò che Twitter tende facilmente ad amplificare. In ogni caso vi terremo aggiornati, anche se, come speriamo, potrebbe anche essere una bufala.

Via | Huffington Post, International Business Times

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