
Le due immagini a confronto che vedete in apertura post le riconoscete? Sicuramente la seconda: è Rihanna, in una scena del nuovo video You Da One. La prima ragazza che vedete sulla sinistra, invece, è una modella del fotografo di moda Sølve Sundsbø. E anche lei è stata immortalata in questi giochi di luce e ombra, in un numero della rivista Points a la Ligne del 2008.
Si chiama Edita Vilkeviciute e ha posato sotto l’idea e l’inventiva del fotografo, intenzionato a farle alcuni scatti originali che mostrassero sul suo corpo alcune proiezioni di luci. E quando è uscito il video di Rihanna, in molti si sono chiesti: pura casualità oppure citazione volontaria? Non è la prima volta che la cantante si ritrova al centro di polemiche: erano i tempi di “S&M” e alcuni passaggi del video avevano provocato la reazione del celebre David LaChapelle. Alle sue lamentele si erano aggiunta anche quelle di un altro fotografo, Philipp Paulus, che aveva rivisto alcune sue idee proprio nelle immagini di quel brano.
E ora, il terzo caso. Per il momento, nè Rihanna nè il diretto interessato Sølve Sundsbø hanno voluto rispondere a queste accuse di “troppa somiglianza”…
Via | Fashionista
foorell8482
30 dic 2011 - 01:46 - #1E Rihanna continua ad affidarsi a Melina…..
typo
30 dic 2011 - 13:26 - #2Chissà forse è solo tributo hahaha
energizer
30 dic 2011 - 13:51 - #3Sølve Sundsbø non lo conosce nessuno per cortesia o.o
Non è certo plagio, la produzione del video semmai si sarà ispirata… perchè qualcuno crede che le foto sotto delle luci del genere siano proprietà di Sølve Sundsbø alias lo sconosciuto?
Freya
30 dic 2011 - 14:41 - #4Energizer, ti prego….Taci! Essendo un povero fotografo sconosciuto non ha diritti sui lavori che ha fatto, e una Melina (che ancora si definisce regista, ha creatività pari a 0, tanto che deve copiare sempre a destra e a manca) qualsiasi può copiare e usare i suoi lavori come più le pare…Bah!
toysoldierdue
30 dic 2011 - 16:33 - #5Causalità un par di ciufoli eh! E’ palesemente e oggettivamente “ispirato” a quelle foto… e non ci sarebbe nulla di male se solo venisse riconosciuto dalla regista e dall’artista (e il fotografo ricevesse i diritti d’autore sacrosanti) ma a quanto pare non è così, ed è sbagliato!