Lady Gaga Marry The Night Video Ufficiale

Ce l'abbiamo fatta. Eccolo, finalmente, il nuovo -intero- video ufficiale di Lady Gaga.

Stiamo parlando, ovviamente, di Marry The Night, brano già cantato live dalla cantante. E vi mostriamo il video in apertura post. Come vi avevavamo già anticipato dura effettivamente circa 13 minuti e si apre con il The Prelude Pathétique.

Una disperata ed esaurita Lady Gaga viene ricoverata in un ospedale psichiatrico. In lacrime, con un'infermiera, ammette di voler essere una star. Perchè non ha nulla da perdere. Poi le immagini tornano agli inizi della sua carriera, quando riceve la telefonata dalla sua vecchia casa discografica che le chiude il contratto. Con scene grottesche di cheerios addosso al corpo e lanciati per casa dalla frustrazione, si passa poi alla sala da ballo. Tra passi di danza e ballerini che la osservano dal ballatoio, Gaga vuole probabilmente rappresentare il senso di inferiorità, di esclusione e di alienazione. Poi si balla, si stringono le prime amicizie.

E tra auto infuocate e passi di danza (al chiuso e per strada), ecco la dance routine di Marry The Night. Fino alla chiusura, con il nome della sua attuale casa discografica scritta sul palmo della mano. E il resto è storia.

Cosa si può dire di questo video? Non è sicuramente brutto. Per nulla. Bella la fotografia, non annoia ma ha forse un solo difetto. E nemmeno suo. "La solita storia", penserete. Forse sì: l'attesa. Il clamore, le settimane in cui si aspettava l'uscita del video, le immagini diffuse, i backstage, il teaser trailer, il "preludio patetico". Tutto questo non ha fatto che creare un'enorme aspettativa intorno al nuovo lavoro di Lady Gaga. E non ha deluso. Ma, in questo modo, sembra sempre più facile che diventi bersaglio di critiche esterne. Perchè ha il coraggio di esporsi?

Unica minima pecca che posso trovare: dopo un inizio folle, grottesco, emozionante, è un peccato vedere la canzone (in sè) accompagnata da un ballo come tante altre. La storia iniziale era curiosa ma la dance routine ha rischiato di banalizzare il tutto. Anche se poi, il risultato finale è più che dignitoso.

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