
Tiziano Ferro - L’Amore è Una Cosa Semplice: A tre anni di distanza dal clamoroso successo di “Alla Mia Età” (ultimo album in ordine di tempo a superare le 600.000 copie vendute in Italia), torna Tiziano Ferro con “L’Amore è Una Cosa Semplice”. Troviamo riuscita black music mellifua in “Hai delle Isole negli Occhi”, tradizione ed enfasi nella titletrack (dove iniziano ad emergere sensazioni di “già sentito”) e qualche pizzico di modernità per rimanere a passo con i tempi nel singolo “La Differenza tra Me e Te” e in “La Fine” scritta con Nesli (uno dei passaggi migliori del disco). Tiziano Ferro questa volta, contrariamente al “recente” passato, convince forse di più quando va a ripescare sonorità r&b (”Interludio: 10.000 scuse”), rispetto a quando ricerca a tutti i costi la canzone da cantare in coro (”Smeraldo”) o la ballad piena di sentimento (”L’Ultima Notte al Mondo”). Dopo sette tracce in cui Tiziano Ferro fa (bene, ma non meglio di altre volte) il Tiziano Ferro, arrivano l’iper obsoleta “Paura non Ho”, l’inutile bossanova di “TMV” e l’incravattato swing di “Quiero Vivir con Vos” a variare il tema. Se in “Ma so Proteggerti” ci sarebbe stato bene un duetto con Giorgia, nella conclusiva “Karma” arriva John Legend a dare il tocco internazionale. C’è chi parla di ulteriore maturazione, di punto d’arrivo e quant’altro… personalmente penso invece che “L’Amore è una Cosa Semplice” rappresenti un piccolo passo indietro all’interno di una carriera in crescita fino a ieri. Il Ferro del 2011, pur rimanendo un punto di riferimento all’interno del mainstream italiano, sembra ormai un cantante incanalato verso una direzione sempre più priva di sorprese. (z.) Voto: 5+
Kate Bush - 50 Words for Snow : torna Kate Bush con un disco inediti dopo il buon “Aerial” risalente ormai a sei anni fa. Sedetevi, anzi sdraiatevi e lasciate passare solo un filo di luce dalla finestra di camera. Bisogna essere privi di ogni tipo di stress, per “50 Words for Snow” ci vuole tempo, calma e pazienza. Sette brani che spaziano dai quasi sette minuti di “Among Angels” agli oltre tredici minuti di “Misty”. Presenti Andy Fairweather Low, Stephen Fry e Elton John (nel duetto di “Snowed In At Wheeler Street”). Destrutturazione del pop lungo ambienti dilatati: in un anno in cui le sue discepole si sono date battaglia a colpi di ottimi dischi, la maestra ci mette del suo e con grande coraggio alza ancora una volta il livello del concetto di art pop. L’unico album del 2011 a tema “invernale” che vale la pena acquistare. (z.) Voto: 7,5
Nickelback - Here and Now : I Nickelback passeranno alla storia… ma come uno dei più grandi bluff musicali di sempre. Sono anni e anni che continuano a vendere milioni di copie (soprattutto nel Nord America) con il loro pseudo-rock che alterna ballate ruffiane a riff potenti quanto banali, senza mai pagare dazio. Ma è risaputo che nel music business meritocrazia e giustizia non esistono. Se nel singolo di lancio, “When We Stand Together”, seppur nel modo più pacchiano possibile, troviamo una band per certi versi rinnovata, nel resto di “Here and Now” non si esce praticamente mai dai rodati stereotipi della band. Brani più tirati e iper-tamarri (”This Means War”, “Midnight Queen” o “Kiss It Goodbyw”) fanno da contorno al pop-rock melodico che ha fatto la fortuna della band canadese (”Lullaby”, “Trying Not To Love You” o “Don’t Ever Let It End”). Creatività ai minimi storici per l’ennesimo dozzinale album dei Nickelback. (z.) Voto: 4
Snow Patrol - Fallen Empires: imperi che cadono quelli raccontati dagli Snow Patrol… qualche riferimento “interno”??? Sì perche la band di Gary Lightbody, dopo essere esplosa tra gli appassionati con il buon “Final Straw” del 2003 e dopo aver raggiunto le grandi masse con “Eyes Open” (che conteneva la hit da telefilm “Chasing Cars”), riuscì a vanificare tutto o quasi con il mezzo flop di “A Hundred Million Suns” (2008). In una parabola discendente, che per certi versi può ricordare quella dei Keane, la band britannica esce oggi con la loro ultima fatica che ha il sapore classico del “disco di transizione”: piccole nuove (per loro…) idee ancora poco a fuoco, placate dal solito pop rock da stadio da ennesimi wannabe-U2 (o Coldplay… o scegliete voi…) che qualche anno fa regalava molte più emozioni. Evidentemente agli 80.000 inglesi che hanno acquistato a scatola chiusa il disco nella prima settimana, tutto ciò interessa il giusto. (z.) Voto: 5,5
Sepalcure - Sepalcure : distinguere la scena dubstep “buona” da quella “cattiva”, relegando alla prima le sonorità maggiormente legate a attitudini vicine tanto alla Uk Garage/2-Step tanto ai suoni post-Burial e alla seconda le sonorità truzzo-oriented che ammiccano in modo sfacciato e irritante alle chart, è probabilmente sbagliato. Fatto sta che questo debutto dei Sepalcure (ovvero Praveen Sharma e Travis Stewart, ovvero Machinedrum) rientra perfettamente nella prima categoria, creando un ideale punto di congiunzione tra UK e USA (arrivano da New York), tra pesanti dosi di dub-garage, tribal-step, frammenti di soul vocal e reminescenze da house-club americano anni ‘90. (z.) Voto: 7
Cher Lloyd - Sticks + Stones : quando si dice “prodotto”… il pacchetto Cher Lloyd è stato studiato nei minimi particolari, sin dai tempi di X Factor. C’è tutto quello che può far presa sulle teenager inglesi dei nostri giorni: stupidità electro-pop, un briciolo di spacconaggine pseudo-rap e un pizzico di quella paraculata che purtroppo oggi viene spacciata per dubstep. Per non farsi mancare nulla, ci pensano Busta Rhymes e Mike Posner a dare un tocco di american-style… chissà che non arrivi il successo anche dall’altra parte dell’oceano, dove dovrà vedersela con Nicki Minaj. (z.) Voto: 4
Pixie Lott - Young Foolish Happy : senza citare tutte le volte Caparezza, ecco Pixie Lott alle prese con il secondo album della sua carriera. “Young Foolish Happy” esce a due anni di distanza dal botto iniziale (abbastanza limitato all’UK) di “Turn It Up” e della hit “Mama Do (Uh Oh, Uh Oh)”, due anni che hanno visto mutare il mondo del glitter-pop verso qualcosa di sempre più sfacciato e provocatorio e dal mediocre debutto in 18° posizione, sembra non esserci più tanto posto per il pop “acqua e sapone” (fino ad un certo punto…) di Pixie Lott: non c’è nulla di scandalosamente trash o musicalmente offensivo, ma da “Young Foolish Happy” traspare proprio il senso di opera insignificante. Scialbo e insipido. (z.) Voto: 4,5
Susan Boyle - Someone to Watch Over Me : altra dimostrazione di come l’equazione “belle canzoni+bella voce=bel disco” non sia sempre valida. Prodotto da scaffale da supermercato affollato in periodo pre-natalizio. (z.) Voto: 4,5
Daughtry - Break the Spell : la band dell’ex-American Idol Chris Daughtry probabilmente non è migliore di quella di Chad Kroeger (vedi sopra), ma almeno sono “solo” tre album che ripetono la stessa formula (di zero interesse fin dagli esordi…) e almeno qui in Italia non ce li propinano fino allo sfinimento. (z.) Voto: 5-
Mac Miller - Blue Slide Park : qualcuno si ricorda ancora di Asher Roth? Ecco… questa è probabilmente la fine che farà anche Mac Miller, white-rapper al debutto discografico con “Blue Slide Park”. Forse “Donald Trump” non è disastrosa quanto “I Love College”, ma nonostante l’età, per lui è difficile prevedere un futuro da rapper credibile. In “Blue Slide Park” mette sul tavolo le sue carte vincenti (pop-rap, vagamente nineties, semplice e fresco) che però sotto nascondono grossi limiti, legati a motivi anagrafici… ma non solo. “Blue Slide Park” ha debuttato al n.1 in USA con quasi 150.000 copie vendute… facile pensare che il 95% di quelle copie siano state acquistate da un pubblico under-25, un pubblico che in breve tempo maturerà, cambiando i propri gusti musicali e passerà ad altro, lasciando Mac Miller nel dimenticatoio. L’unico modo per evitare questo destino è aggrapparsi come un parassita a Clams Casino, che qui produce due brani: “My Team” e “One Last Thing”. (z.) Voto: 5+
Bill Ryder-Jones - If… : il nome Bill Ryder-Jones probabilmente non vi dice nulla, ma era il chitarrista dei The Coral e se anche questo nome non vi dice nulla… beh, avete sbagliato blog, qui si parla di musica. Abbandonata la main band, Bill come un novello Frusciante si è messo in proprio intraprendendo una carriera più intimista e malinconica. “If…” è il primo album a suo nome e si tratta di una sorta di soundtrack basata sul romanzo “If On A Winter’s Night A Traveller” di Italo Calvino. Brani generalmente strumentali di folk orchestrato, ai quali solo a tratti fanno da contorno melodie vocali degne di Nick Drake o Elliot Smith. Un album dolce, emozionante e a conti fatti decisamente riuscito. (z.) Voto: 7
Korallreven - An Album by Korallreven: se continua così, ogni mese mi toccherà parlare di un disco di debutto di un duo dream-pop. Tendenza o meno, gli svedesi Korallreven sono Marcus Joons e Daniel Tjäder (già nelle file dei The Radio Dept.) e pubblicano per la Acephale la loro opera prima: “An Album by Korallreven”. Tanti anni ‘80 e tante melodie ariose (presenzia anche Julianna Barwick), ma si respirano anche gli anni ‘90 nella aceofbase-iana “Honey Mine” e nelle nascoste chitarre pseudo-latin di “The Truest Faith” (riferimenti ai New Order?), per poi sconfinare nel nuovo millennio con la chillwave di “Comin’ Closer”… e che dire della lunga e conclusiva “Comin’ Down”? Un disco vario e piacevole, ma in cui si fa ancora fatica a capire chi siano realmente i Korallreven. Voto: 6/7 (z.)
Birdy - Birdy : cosa si può dire di una ragazzina di 15 (QUINDICI) anni che realizza un album di cover di Bon Iver, The National, Cherry Ghost, Fleet Foxes, Phoenix e tanti altri, mentre le coetanee inglesi ascoltano Justin Bieber o Cher Lloyd?? Assolutamente nulla, soprattutto considerato che il risultato finale è tutt’altro che blasfemo. Certo stiamo pur sempre parlando di un semplice album di cover e la presenza di una major dietro fa venire qualche dubbio, ma per ora va benissimo così. Voto: 6+ (z.)
Kaos One - Post Scripta : Kaos One è il più grande rapper italiano di sempre?? Probabilmente sì. “Fastidio” è il più importante album rap italiano di sempre?? La risposta è sempre la stessa… probabilmente sì. Dopo il sottovalutato “Karma” del 2007, nonostante parecchia attività live, nessuno si sarebbe aspettato un suo ritorno discografico così improvviso: dal momento della notizia (boom tra i blog e forum degli appassionati) al momento dell’uscita è passato pochissimo tempo… tattica di marketing che possono permettersi solo personaggi di culto come lui. “Post Scripta”, diciamolo, non verrà di certo ricordato come il miglior lavoro di Kaos One e, nonostante piccoli e opportuni (siamo sicuri?) ammodernamenti, inizia a mancare l’effetto sorpresa. Lui è sempre bravissimo, sia a livello di liriche che di espressività, però non riesce più a far venire la pelle d’oca con la costanza di quindici anni fa. Otto brani tra i quali spicca il trip hop di “Danse Macabre” quelli contenuti in “Post Scripta”, album che comunque ci fa rendere conto di quanto la scena rap made in Italy avesse bisogno del ritorno del suo messia. Voto: 7- (z.)
Lowline - Lowline : questi li avevo scoperti per caso più di tre anni fa in un momento musicalmente iperfamelico con il video di “Monitors”. All’epoca non c’era quasi nessuna informazione su di loro… e così è stato per molto tempo, fino a quest’anno, quando hanno (finalmente) deciso di pubblicare l’omonimo album di debutto. Pop/rock che evoca la loro Manchester a dosi di indie rock e post-punk, risultando decisamente piacevole lungo tutta la durata del disco. Il grosso problema è che se già nel 2008 erano un po’ fuori tempo massimo (dopo che i vari Interpol/Editors avevano già rivisitato in lungo e in largo la scena), oggi risultano esssere decisamente superati. Se si sorvola su questo aspetto, le dodici tracce che compongono “Lowline” possono essere delle ottime compagne di viaggio. Voto: 6+ (z.)
The Amazing - Gentle Stream : durante lo scorso decennio i Dungen hanno scritto pagine importanti della musica svedese tanto da essere visti come una sorta di Mars Volta europei musicalmente molto meno logorroici e pieni di sè. Reine Fiske, che nei Dungen è il chitarrista, da qualche anno è anche il leader degli The Amazing, con i quali ha appena pubblicato “Gentle Stream”. A livello di proposta musicale sono meno fulminati dei Dungen ma si muovono comunque all’interno della psichedelia rock, sporcandola con contaminazioni folk rock. Gran belle canzoni quelle contenute in “Gentle Stream”, 8 passaggi in cui si alternano lontani ricordi di Nick Drake, Pink Floyd o Jethro Tull e armonie melodiche sognanti ed evocative. Voto: 7- (z.)
Tycho - Dive Voto: 6,5 (z.)
Esperanza - Esperanza Voto: 7 (z.)
Pianos Become The Teeth - The Lack Long After Voto: 7- (z.)
65daysofstatic - Silent Running Voto: 6 (z.)
JLS - Jukebox Voto: 3,5 (z.)
Thee Oh Sees - Carrion Crawler/Dream Voto: 6/7 (z.)
Vladislav Delay - Vantaa Voto: 6/7 (z.)
Esoteric - Paragon of Dissonance Voto: 7- (z.)
Mr. Oizo - Stade 2 Voto: 6/7 (z.)
Crookers - Dr.Gonzo Voto: 6,5 (z.)
Amycanbe - Mountain Whales Voto: 6/7 (z.)
————-
LEGENDA
10: la perfezione… non esiste
9: capolavoro, fra i migliori di sempre
8: grandissimo disco, probabilmente destinato a rimanere nella storia
7: album di ottimo livello, manca solo quel qualcosa che lo renda veramente memorabile
6: discreto, passa abbastanza inosservato… innocuo
5: disco trascurabile, banale e poco degno di nota
4: album completamente inutile
3: disco dannoso, difficile trovare di peggio.
2: neanche Justin Bieber
1: …
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MARKUS76
28 nov 2011 - 10:59 - #1Mi incuriosisce Kate Bush…STOP!
mattejo
28 nov 2011 - 11:06 - #2Il disco di Ferro (nel suo genere) sfiora la perfezione. È almeno da 9.
vale9001
28 nov 2011 - 11:22 - #3Si ma dare lo stesso voto di Mengoni, ma anche no :)
vale9001
28 nov 2011 - 11:24 - #4No, addirittura meno di Mengoni a cui hai dato 5.5.
laura00
28 nov 2011 - 11:33 - #5Secondo me è inferiore ad Alla mia età (per curiosità a quello che voto avresti dato) ma leggermente inferiore a Nessuno è solo e ai precedenti. Io ad eccezione della pomposissima title track ho trovato che le altre ballad sono meno cariche ed impeto dei progetti precedenti (vedi sere nere, ed ero contentissimo, alla mia età, il regalo più grande etc…) e sinceramente le ho gradite tantissime. La bossanova poi mi piace, secondo me il miglior testo dell’album, nuovo come tipologia per Ferro :). Invece al contrario è nei pezzi r’n'b che ho trovato un passo indietro, “hai delle isole negli occhi” o “10.000 scuse” potevano benissimo come sound essere in 111 (citata infatti in uno di questi 2 pezzi). Nel complesso si vede del nuovo però. D’accordo anche io che almeno 5.5 (per coerenza coi voti 5.5 a Mengoni e il 5- al banale disco di giorgia) si poteva dare, anche perchè concludendo con “Il Ferro del 2011, pur rimanendo un punto di riferimento all’interno del mainstream italiano” e dai 5+ cioè gli altri allora sono proprio senza speranza :)
laura00
28 nov 2011 - 11:34 - #6#leggermente superioe
gra106
28 nov 2011 - 11:41 - #7Come volevasi dimostrare Zago non si smentisce mai -.-”
fermin90
28 nov 2011 - 11:43 - #8Ok visto che si stanno sparando voti sensa senzo il mio voto per il disco di tiziano è 10 :) Guardate che mica si diventa o si viene considerati raffinati critici musicali se si danno voti bassi…
fermin90
28 nov 2011 - 11:48 - #9*senza
fermin90
28 nov 2011 - 11:50 - #10o mamma questa mattina la vedo dura volevo scrivere *senza senso :)
filfil
28 nov 2011 - 12:11 - #11Disaccordo sul voto a Ferro. Per me un bel 7+! Ma sono gusti personali, come quelli di Zago, non bisogna essere d’accordo per forza :-))) si accettano e basta
azzimi
28 nov 2011 - 12:40 - #12Io sono d’accordo con filfil :)
Poi capisco che non si possa essere d’accordo col voto, ma dare 9 o 10 è esagerato o_o 10 è la perfezione, ma un cd perfetto non esiste!
shinichi1
28 nov 2011 - 12:57 - #13io sono d’accordo con zago.. anche secondo me questo albuim è un piccolo passo indietro… il disco secondo me si perde nel finale in maniera clamorosa e le canzoni “forti” sono meno belle rispetto a quelle di alla mia età (a parte la fine che è proprio bella)
mattejo
28 nov 2011 - 12:57 - #14Bisogna contestualizzare. Io gli concedo un 9 “nel suo genere”, difficilmente si trovano dischi così validi nel mainstream. È chiaro poi che se si allarga il campo d’analisi, il voto può anche scendere.
Comunque, dischi da 10 in pagella per me esistono, certamente sono pochi, però ci sono.
xdenis
28 nov 2011 - 13:02 - #15Un album pop, come quello di Tiziano, o è veramente innovativo o difficilmente dai critici musicali riceve voti alti. Il pop è un genere che deve essere immediato, deve colpire il pubblico al primo ascolto, deve essere semplice, deve convincere più gente possibile. Sporadicamente è un lavoro articolato di suoni, testo, interpretazione che convince sia pubblico mainstream che critica
vale9001
28 nov 2011 - 13:04 - #16Il voto di Zago dato ad alla mia età era 6+.
vax85
28 nov 2011 - 13:12 - #17Lo trovo molto riuscito a livello musicale e di arrangiamenti, veramente sopra la media pop italiana, un pò meno a livello di testi dove noto un passetto indietro rispetto a Nessuno è solo ed alla mia età. Però musicalmente meglio di nessuno è solo senza dubbio. Comunque ragazzi ci sta che un disco riesca meglio degli altri, non significa che il prossimo non possa essere meglio di questo e pure dei precedenti.
shinichi1
28 nov 2011 - 13:19 - #18infatti… non sopporto chi X FORZA deve dire ke l’album appena uscito è migliore del precedente… ke poi questo succede i primi mesi, xke poi facendo un’analisi a freddo subito si conviene col dire ke il cd prima era meglio eccc
il cd di ferro è buono, ma alla mia età era scritto meglio, sia come testi (questo è OGGETTIVAMENTE vero) ma anche a livello musicale (anche se qui poi dipende dai gusti)
vax85
28 nov 2011 - 13:19 - #19intendevo riesca peggio
NaNo90
28 nov 2011 - 13:51 - #20L’insufficienza a Tiziano Ferro è veramente assurda… dovrebbero farti smettere di fare queste recensioni assurde, di musica non ci capisci veramente niente.
Señor_Faber
28 nov 2011 - 14:34 - #21… no ok ma allora di musica davvero non ne capisci niente!
L’album di Ferro è qualcosa di geniale, musicalmente poliedrico, profondo, con sfumature originali mai sentite prima nella musica italiana.
Insufficiente?
A Mengoni hai dato di più?
Pff.
vax85
28 nov 2011 - 14:48 - #22Si babò ciao, mò è rivoluzionario.
keddesh
28 nov 2011 - 17:13 - #23Mio padre è un grandissimo fan di Kate Bush e lui stesso ammette che gli ultimi album sono delle ciofeche. Per intenderci i classici album fatti per tirarsela un po’, ma che alla fine dei conti sono fatti più per l’artista che per il pubblico. Solo un pubblico da puzza sotto al naso potrebbe apprezzare album soporiferi come questi (e onestamente Aerial è l’apice del sonno!) e non sono nemmeno sicuro che anche questo tipo di pubblico apprezzi realmente ciò che ascolta.Forse si mettono solo voti alti perchè è giusto così, perchè è Kate Bush, ma soprattutto perchè è musica che fa figo andare in giro a dire di ascoltarla. Chi deve capire, capisce…
masodar
28 nov 2011 - 17:38 - #24complimenti a keddesh & family per la sagacia…
http://www.anydecentmusic.com/review/3888/Kate-Bush-50-Words-for-Snow.aspx
http://www.metacritic.com/music/50-words-for-snow
l’orecchio di chi ascolta kelly clarkson non è pronto a certe cose
moonsafari
28 nov 2011 - 17:43 - #254 ai Nickelback?Ma sul serio?Cos’e',un impeto di generosita’? :D
Se c’e’ un gruppo che costituisce un’eccezione alla regola del manco Justin Bieber e’ quello di Kroeger e soci!Poi questo disco e’ possibilmente ancora piu’ brutto degli altri…
Kaos One e’ un grande rapper e su questo non ci piove,anche se per me gli album definitivi del rap italiano sono altri (pur non discutendo la grandezza di Fastidio)…CRX possiamo considerarlo rap?
Infine i Sepalcure mo me li segno…e’ vero che di dubstep quest’anno e’ uscita un sacco di robaccia pero’ le cose buone ci sono,ad esempio SBTRKT…
polfri
28 nov 2011 - 18:01 - #26Ciao zago! è uscito anche il dico di Mina! come mai non lo recensisci?
musicismylife87
28 nov 2011 - 18:14 - #27Alla mia età era da 7,5. Questo da 6+. Mi ha deluso…
alessiobomm1
28 nov 2011 - 18:53 - #28Ricordo a tutti, anche a Zago, che Tiziano Ferro ha ripetutamente detto nelle recenti interviste che questo album è una specie di raccolta di pezzi scritti nei 10 anni di carriera. Quindi, è ovvio che si trovano dei pezzi simili nelle sonorità e nel testo ai pezzi dell’album 111 (in risposta ad un utente), proprio per questo motivo. Concordo sul voto, non si potrebbe dare mai un voto decente a dei pezzi “vecchi” nella composizione e nella scrittura, ma inediti al pubblico. In ogni caso, meglio questo genere di raccolte inedite.
enry86
28 nov 2011 - 20:57 - #29Il voto decente si potrebbe dare eccome invece, se non si partisse sempre dal presupposto che il mainstream italiano deve per forza fare schifo. Allora se il ragionamento è questo, tanto vale non dare nemmeno i voti, perchè perdono di significato. Cioè nella legenda 5 significa: disco trascurabile, banale e poco degno di nota . Tutto si può dire di un album di Ferro tranne questo mi pare.
BIo5
28 nov 2011 - 21:52 - #30Il disco dei Nickelback è inferiore ai precedenti e su questo posso essere d’accordo. Ma dargli 4 dimostra soltanto che anche questo blog è scritto da “pseudo-recensori” che non capiscono assolutamente nulla di musica, e soprattutto di che cos’è la ricerca melodica. Perchè ballate come Lullaby, Hangin On To Heaven e Trying Not To Love You sono canzoni veramente fenomenali. Ed io che ho appena scritto questo commento sono un metallaro.
Voi che odiate i Nickelback a prescindere avete veramente stancato con le vostre stupide e completamente ingiustificate invettive. Specialmente quando in circolazione esistono altre band che SUL SERIO stanno distruggendo il mondo della musica, come i Franz Ferdinand, i Kings Of Leon, i The Killers, i Metro Station e tantissime altre sulla loro falsariga. Gente che non solo non è in grado di comporre musica, no, non sanno neanche suonarla e cantarla come si deve. Eppure tutti se la prendono coi Nickelback, e guardacaso nessuno mai è in grado di dare delle motivazioni VALIDE sul perchè. Tutti detestano i Nickelback, e nessuno sa neanche il perchè. Mi sembra assurdo.
moonsafari
28 nov 2011 - 22:16 - #31“distruggendo il mondo della musica”
Se,vabbe’.Con tutto che non mi piacciono i The Killers sto parlare continuamente di questa presunta morte della musica sta cominciando a stancare.Cosi’ come sono stanco di quelli secondo cui basta il vocione,i capelli lunghi e il riffone col chitarrone per creare un capolavoro del rock e dei fascisti della “vera musica” (che non esiste) secondo i quali questa vada tassativamente assoggettata a delle regole precise,manco stessimo parlando di formulette matematiche.Mi piacerebbe poi che elaborassi il tuo “sono un metallaro”.
Ps. Perlomeno finora Brandon Flowers non e’ ancora venuto a casa a sfasciarmi i CD,poi non saprei…
sim-
28 nov 2011 - 22:36 - #32Infatti Mengoni è da 8 almeno..;)
BIo5
29 nov 2011 - 03:02 - #33Bada bene che stai parlando con uno che non crede affatto che bastino “il vocione ed il riffone col chitarrone” per fare un capolavoro. E neanche con un “fascista della vera musica” come dici tu. Stai puntando il dito sulla persona sbagliata, visto che sinceramente ritengo di saperla apprezzare, la buona musica. Indipendentemente dal genere, dai preconcetti e dal periodo storico di provenienza. Detto questo, per rispondere come si deve al tuo post sarebbe necessario inoltrarsi molto approfonditamente in un gran numero di tematiche, cosa che non ho nè il tempo, nè la voglia di fare a meno che tu la prossima volta non chiami in causa argomenti che abbiano una portata un po’ più ristretta.
Però volevo comunque concedermi una puntualizzazione. Sì, io ritengo che esistano eccome le band che stanno distruggendo il mondo della musica, e specialmente quello del rock. Perchè al giorno d’oggi hanno cominciato ad emergere una infinità di formazioni dalla discutibilissima validità OGGETTIVA, e che comunque riescono a sfondare. Ho scritto oggettiva, perchè in molti casi purtroppo non è affatto una questione di opinioni. Il cantante dei Kings Of Leon è stonato come una campana ammaccata, e non ci vuole un genio per rendersene conto. Dunque, come può LUI essere un musicista famoso a livello mondiale? Ma questo era solo un esempio. La stessa solfa vale anche per innumerevoli altri. Dei miserabili mestieranti, che scrivono canzonette di una banalità disarmante (altro che i Nickelback) e che oltretutto non brillano neppure per le loro capacità di esecuzione tecnica. Ma nel marasma di ciò che il mercato di adesso propone, vengono considerati fra i massimi esponenti della scena rock moderna. Se questo tu non lo chiami infangare il buon nome della musica fatta per il verso, allora è un problema tuo.
Cosa c’è poi da elaborare sul fatto che sono un metallaro? C’è qualche dettaglio che ti sfugge??
rikstyle22
29 nov 2011 - 16:33 - #34“Il cantante dei Kings Of Leon è stonato come una campana ammaccata, e non ci vuole un genio per rendersene conto. Dunque, come può LUI essere un musicista famoso a livello mondiale?”
Quindi chi fa’ musica strumentale (senza parti cantate) è un incapace?
BIo5
29 nov 2011 - 17:40 - #35Ma cosa c’entra? Sei fuori strada, quello era solo un esempio. Il punto è che al giorno d’oggi ci sono un sacco di cosiddetti “artisti” che riescono a diventare ricchi e famosi pur non avendone neanche lontanamente il merito. Cosa c’entra il fatto che una canzone sia cantata o strumentale? Il problema non è quello. Il problema è che ci sono centinaia di band composte da gente non vale un c****. Non sanno cantare ma fanno i cantanti. Non sanno suonare ma fanno i chitarristi. Non sanno comporre ma si ostinano a scrivere. Ed il mercato li spinge lo stesso, e li considera dei fenomeni o delle grandi rivelazioni. E’ questo che sta portando alla lenta degenerazione del panorama musicale. Io non ho niente contro le band strumentali. Non so come possa esserti venuto in mente, perchè il discorso mi sembrava chiaro.
BIo5
29 nov 2011 - 17:45 - #36Ed il tutto era nato dal fatto che poi la gente se la prende coi Nickelback… che pur non avendo inventato niente di nuovo o di eccezionale, in quello che fanno sono dannatamente bravi. Se non al momento proprio i migliori.
moonsafari
29 nov 2011 - 19:09 - #37@BIo5: se ascolti soltanto Virgin Radio (la cui visione di rock e’ a dir poco limitata) allora i Nickelback sono il non plus ultra,altrimenti…
“Cosa c’è poi da elaborare sul fatto che sono un metallaro?”
Su Internet affermare di essere metallari puo’ significare qualsiasi cosa.
Me.
30 nov 2011 - 18:08 - #38cosa c’entrano i the Killers coi Nickelback? per favore, non mettiamoli in mezzo a band con cui non hanno a che fare assolutamente nulla. Classico commento di un metallaro incazzato.
Andrea P
01 dic 2011 - 14:05 - #39Per quanto trovi il disco nuovo di Ferro un pochetto noioso e troppo frammentato, non capisco come si possa dire che è “incanalato verso una direzione sempre più priva di sorprese”. È esattamente il contrario, a parer mio: in questo nuovo lavoro Ferro mette troppo, sperimentando con troppi generi, e allontanandosi dalla dimensione compositiva più intima che ne ha decretato il successo. Un artista pop che in un disco mette r’n'b, rap, bossanova, jazz, soul, intervallando tutto questo a ciò che sa fare meglio (ovvero le ballad romantiche) non capisco come possa essere definito poco originale. Semmai è vero che dovrà trovare, in futuro, il giusto equilibrio tra le parti.
Fermo restando che i testi, gli arrangiamenti, e le strutture musicali dei brani sono nettamente superiori a qualsiasi altro artista pop mainstream italiano. Scusate se è poco.
sfide
07 dic 2011 - 16:00 - #40Bravo zago, kaos è il miglior rapper italiano di sempre, è vero che questo album è inferiore ai precedenti ,ma è comunque un ottimo album, il migliore della scena hip hop da anni, quando torna il re del rap fà comunque la differenza, dall’86 ad oggi la stessa superiorità sugli altri rapper italiani
xal318
07 dic 2011 - 20:47 - #41ahahah m’era sfuggito questo post peccato caxx0, vedo i soliti sfigati fan dell’indie rock che si arrabbiano quando gli si fa notare che sentono musica suonata (e cantata) da incapaci, un po come le varie rihanna e katy perry perche’ loro si credono tanto superiori. poveretti fate davvero ridere…
I nickelback han un po rotto sinceramente, ma han rotto molto di piu’ sti gruppi indie sfigati (infatti son quasi tutti gia’ bolliti miseramente, i nickelback son qui ancora a rompere invece).
P.S.: avere un cantante che non sa’ cantare equivale ad avere un chitarrista che non sa suonare. La voce e’ lo “strumento” del cantante. Se fai musica strumentale e non sai suonare gli strumenti sei ovviamente un incapace. E’ proprio imbarazzante leggere certi discorsi, poi vi lamentate del perche’ s’e’ sparsa la voce che sti gruppi indie stanno distruggendo la musica… leggendo/sentendo voi questa tesi viene avvalorata