
Florence and The Machine - Ceremonials : nei primissimi tempi e soprattutto fuori dall’Inghilterra, Florence Welch sembrava l’ennesima artista di talento destinata però ad un pubblico midstream (vedi Bat For Lashes). Poi però, settimana dopo settimana, il fenomeno Florence and The Machine ha raggiunto le masse internazionali (da noi, ahimè, grazie soprattutto ad una “You’ve Got the Love” buona anche per le discoteche) fino a vendere più di 2,5 milioni di copie. Il compito era quello di ripetere quanto fatto con l’esordio senza “sputtanarsi”. Se sul primo punto ci sono delle incognite, sul secondo possiamo tranquillamente affermare che il progetto è ancora ben saldo sui principi dell’onestà e credibilità. I singoli “What the Water Gave Me” e “Shake It Out” sono due esempi di ottimo pop, ma in tutto il disco si alternano con grande sapienza smussate influenze soul-pop (Adele?), tribal-goth (ma non così Siouxsie quanto una Zola Jesus) e art-pop anni ‘80 (da Kate Bush fino a Annie Lennox). Probabilmente la loro proposta musicale ha caratteristiche intrinseche che alla lunga stancano e non ci sono potenziali hit in grado di far fare a Florence e compagni il botto definitivo, ma tutto il resto è lodevole. (z.) Voto: 6/7
Atlas Sound - Parallax : Bradford James Cox è un personaggio unico… e lo è sotto tutti i punti di vista. Affetto dalla Sindrome di Marfan, Bradford è uno degli artisti più importanti degli ultimi anni, come dimostrano i dischi pubblicati in compagnia dei Deerhunter (vedi “Halcyon Digest” dello scorso anno) e “Logos”, l’album di debutto a nome Atlas Sound, uscito due anni fa. Come quando vai a vedere un film che aspetti da mesi dopo aver visto un trailer epocale (ogni riferimento a Tree Of Life è puramente casuale), quella che ho riscontrato durante i ripetuti ascolti di “Parallax” è una sensazione di micro-delusione, non tanto per la qualità del lavoro (decisamente elevata) quanto le aspettative, evidentemente troppo alte, che mi ero fatto. Il talento cristallino di Bradford traspare da ogni singolo suono e da ogni singola scelta compositiva… c’è veramente poco da rimproverare… manca solo parte della componente melodica che caratterizza la band principale. (z.) Voto: 7+
Rihanna - Talk That Talk : Probabilmente per non stare troppo lontana dalle scene (e di evitare quanto già successo con “Rated R”, che uscì a due anni di distanza dal boom di “Good Girl Gone Bad”) a soli dodici mesi da “Loud” torna con un nuovo disco: “Talk That Talk”. Un disco che in undici tracce (nella deluxe ci sarà anche un campionamento dei Metallica in “Red Lipstick”…) cerca di fare il punto su quanto Rihanna, o meglio il team di Rihanna, ha proposto nella sua breve e intensa carriera. Si parte con la moscia e inconcludente “You da One”, per poi passare ai ritmi in cassa dritta nell’electro-house annacquata di “Where Have You Been” e alla Rihanna di cinque anni fa della title track. Nella parte centrale arrivano la mellifua “We All Want Love” e la successiva “Drunk On Love” (salvata dall’aiuto dei The XX), che con la disney-ballad finale “Farewell” completano il trittico delle pseudo-ballads. Se la coppia “Roc Me Out” e “Watch n’ Learn” ha il sapore di b-sides o di demo rielaborate all’ultimo, l’unico segnale leggeremente coraggioso arriva dalla M.I.A-iana “Cockiness (Love It)”. (z.) Voto: 4+
A Toys Orchestra - Midnight (R)evolution : Enzo Moretto e compagni devono essere in stato di grazia compositivo: abituati a far passare tre anni tra un disco e l’altro, questa volta hanno aspettato poco più di 12 mesi per pubblicare il successore del buon “Midnight Talks”. Stato di grazia compositivo dicevo, perchè riuscire a tirare fuori tante melodie e belle armonie in tempi così ristretti non è cosa da poco. Probabilmente i dischi “pre-Midnights” potevano vantare un apporto emotivo maggiore, ma qui a colpire è proprio l’elevata immediatezza e la capacità di proporre una propria versione dell’universo indie pop/rock internazionale. Si possono trovare gli Arcade Fire nel singolo “Midnight Revolution”, i Franz Ferdinand nella scanzonata “Noir Dance”, spruzzi di elettronica (”You Can’t Stop Me Now”) fino ad arrivare alla chiusura epica quasi post-rock di “Late September”. Pop-rock a 360°… made in Italy. (z.) Voto: 6,5
A Classic Education - Call It Blazing : parlare all’interno dello stesso articolo dei dischi degli A Classic Education e degli A Toys Orchestra fa un po’ strano: “A - parola1 - parola2″, indie pop/rock tricolore e grande respiro internazionale per entrambi. Contrariamente a quello degli A Toys Orchestra, quello realizzato da Jonathan Clancy (già Settlefish e His Clancyness) e compagni è l’album d’esordio, nonostante EP e svariati concerti (tra cui anche il Primavera Sound a Barcellona). Chi li segue dai primi tempi non può non notare una grande maturazione, soprattutto a livello di scrittura e di arrangiamenti. Un disco dal vago retrogusto vintage che lavora su due livelli, uno anni sessanta e uno anni zero… e se fosse uscito sette/otto anni fa probabilmente non avrebbe sfigurato a fianco dei pesi massimi dell’indie rock a stelle e strisce. (z.) Voto: 7-
Eva Can’t - Inabisso : è abbastanza impressionante la rapidità evolutiva degli Eva Can’t. Ad un solo anno di distanza dall’album di debutto “L’Enigma Delle Ombre” (ancora scaricabile gratuitamente), bel lavoro dall’impatto immediato, la band bolognese torna con “Inabisso”, un disco decisamente più ambizioso. A grandi linee siamo ancora in ambito metal cantato in italiano, ma nel nuovo album la band guidata da Simone Lanzoni ha aumentato ancora la componente strumentale, figlia di un approccio (sempre più slegato dalla forma-canzone) molto più articolato. All’interno del disco (che alla base ha un concept ben preciso che si sviluppa dalla prima all’ultima traccia) trovano posto un numero davvero enorme di diverse sfumature: heavy classico, arpeggi folk, pianoforte e tromba, riff al fulmicotone, “ritornelli che neanche i Nomadi”, stacchi metalcore e atmosfere vagamente medievali… tutto in madrelingua e con un grande senso melodico (sia vocale che strumentale). Scaricabile gratis. (z.) Voto: 6/7
New Look - New Look : diciamoci la verità, quando c’è la bellezza fisica, il più delle volte la musica ne risente. Se poi c’è di mezzo anche una modella, le speranze di ascoltare qualcosa di buono si riducono al lumicino. Invece no, Sarah Ruba (vedere le foto su Google, grazie) e Adam Pavao (decisamente meno baciato da madre natura) si sono messi di impegno e hanno realizzato un signor disco d’esordio. Loro lo chiamano future-pop e i piatti forti della casa sono softerie in cassa (”Numbers”), suadenza tecnologica (”So Real”), cadenze robotiche a due voci (”You & I”) e r&b/soul 2.0 (”Everything”, “Ballad”). Buona risposta americana a Emika. (z.) Voto: 6/7
Negrita - Dannato Vivere : partiti con l’intenzione di portare alcune sonorità rock made in USA (RHCP su tutti) all’interno della canzone italiana, i Negrita, bisogna ammetterlo, hanno con il tempo trovato la loro strada. Una strada molto furba ma almeno ben contestualizzata. Gli album? Mai fatto grandi dischi, ma non sono neanche mai scesi negli abissi di alcuni colleghi scala-FIMI. Le grosse influenze latin/global degli ultimi lavori sono presenti anche in “Dannato Vivere” ma vengono tenute maggiormente a bada, regalando nuovamente alla band alcune vibrazioni tipicamente rock (oltre alle solite ballate). Un rock però ampliamente superato e che viene spesso tarpato da evidenti velleità da classifica, con tutto ciò che ne consegue. I fan lo metteranno in loop per settimane, gli ascoltatori passivi come sempre si accontenteranno di beccarli per radio e gli appassionati di musica probabilmente eviteranno a priori. Voi, da che parte state? (z.) Voto: 5/6
Puscifer - Conditions of My Parole : chi l’avrebbe mai detto?? Dopo un esordio deludente e pasticciato come “V Is for Vagina” (al quale fecero seguito un paio di inutili dischi di remix), i Puscifer sono tornati e sono riusciti a tirar fuori dal cilindro un disco piuttosto valido. In “Conditions of My Parole”, la band di Maynard James Keenan riesce ad unire ironia e concretezza con grande facilità. Meno violento del debutto, “Conditions of My Parole” si snoda tra ritmi downtempo (”Oceans”), indietronica (”Horizons”), sperimentazioni minimali (”Monsoons”) e alcune follie più vicine a quanto già proposto in precedenza (la titletrack e “Man Overboard”). Insomma Maynard, sei riuscito a dare un senso anche a questo progetto… ma tutti aspettiamo il ritorno di Tool e A Perfect Circle… lo sai… vero? (z.) Voto: 6/7
Civil Civic - Rules: il disco che non ti aspetti… lo scopri un po’ per caso e ne rimani affascinato dopo due note. Cosa fanno i Civil Civic? A grandi linee fondono elettronica e post-rock, ma se state già pensando ai 65DaysOfStatic siete fuori strada. “Rules” fa infatti leva su ritmi up-tempo delineati da un trascinante utilizzo del basso e riesce nell’impresa di essere uno degli album usciti di recente con la maggior concentrazione di belle melodie, pur essendo un disco completamente strumentale. (z.) Voto: 7-
Airship - Stuck In This Ocean : in mezzo a miriadi di gruppi indie, sono veramente pochi quelli in grado di avere connotazioni mainstream fin dall’esordio… gli Airship sono tra questi. Hanno tutto dalla loro parte per diventare le prossima stadium band di riferimento: arrivano dalla mecca della musica inglese (Manchester), sono bellocci quanto i Kings of Leon e non escono mai troppo allo scoperto, seguendo una linea stilistica abbastanza priva di rischi. Ci sono gli Arcade Fire in “Spirit Party”, i Placebo misti Mew nel chorus di “Kids”, alcuni falsetti alla Wild Beasts e soprattutto i fantasmi del post-brit pop di inizio anni zero (Starsailor, Coldplay, Doves). Nel complesso “Stuck In This Ocean” è decisamente godibile, ma fatica molto a decollare e a mostrare la vera personalità della band. Probabile futura high rotation su Virgin Radio… (z.) Voto: 6,5
Gianluca Grignani - Natura Umana: il precedente “Romantico Rock Show” è riuscito a rialzare le quotazioni di Gianluca Grignani, sia a livello qualitativo che di pubblico, dopo una lunga discesa iniziata con il nuovo millennio. Il compito di “Natura Umana” era quindi quello di convincere tutti che i tempi delle aiuole e di altre porcherie fossero definitivamente finiti. Se da un lato l’obiettivo è stato raggiunto (buona parte dell’album è composto da ballate elettro-acustiche sorrette da un intelligente utilizzo di archi), dall’altro lato non si può fare a meno che notare come in alcuni brani sia molto facile prevedere quello che sta per succedere, segno di una certa immobilità di una proposta musicale troppo confinata nei canoni del pop/rock e priva di quel pizzico di coraggio che quindici anni fa ha permise a Gianluca di realizzare , quel piccolo gioiello che era “La Fabbrica di Plastica”. (z.) Voto: 5,5
Drake - Take Care : Drake vive sul bilico: da una parte c’è la certa volontà di portare un po’ di aria fresca all’interno del mainstream hip n’b (come dimostra l’amicizia con The Weeknd), dall’altra ci sono le facili tentazioni da classifica. Se nel debutto dello scorso anno (”Thank Me Later”), purtroppo queste ultime avevano preso il sopravvento, non si può dire lo stesso di questo “Take Care”. Ci sono alcuni brani infatti (come, manco a dirlo, il feat con The Weeknd “Crew Love”) difficilmente attaccabili, ma continua a persistere il dubbio su quale sia il vero obiettivo del giovane canadese: invadere le chart o contribuire all’evoluzione (in positivo) del genere? Per ora rimane su una discreta, ma pericolosa, via di mezzo. (z.) Voto: 6,5
Summer Camp - Welcome To Condale : ho ufficialmente perso il conto dei “gruppettini” indie pop con (almeno) la voce femminile innamorati un po’ della C86, un po’ del dream pop e un po’ di suoni elettronici. Ultimi in ordine di tempo questi Summer Camp. Ad essere pignoli i Summer Camp sono ufficialmente un duo (Elizabeth Sankey e Jeremy Warmsley), non provengono dagli USA (nonostante pezzi come “Brian Krakow”) ma dalla patria degli Arctic Monkeys (Sheffield, UK) e tutto sommato sono maggiormente propensi alle sonorità eighties rispetto a molti dei loro “colleghi”. Già ottima la capacità di azzeccare la giusta melodia e di impacchettare potenziali hit per locali hipster (e non solo), ma per il momento non si va tanto oltre a solari (era da fare uscire qualche mese fa…) e spensierati brani pop. Non ci sono vie di mezzo: o crescono ed esplodono su larga scala o entro qualche anno ci saremo dimenticati di loro. (z.) Voto: 6/7
Active Child - You Are All I See : “You Are All I See” rischia di replicare più o meno quello che ha rappresentato lo scorso anno l’album di How To Dress Well: sperimentazione r&b/soul su basi glo-sintetiche e atmosfe dreamy. Rispetto ad How to Dress Well (tra l’altro qui presente in “Playing House”), nel disco di Pat Grossi è meno forte il lato avanguardistico e viene messo in maggior risalto il ruolo della voce. Grande esercizio di stile electro-gospel, grandi intuizioni e alcuni passaggi piuttosto emozionanti ma manca ancora qualcosa a livello compositivo e melodico. (z.) Voto: 7
David Lynch - Crazy Clown Time : diciamoci la verità, il motivo per cui si è parlato per mesi di questo album è da ricecarsi principalmente nella figura carismatica di David Lynch e, soprattutto, nelle pagine della storia del cinema. Il Lynch musicale non è sicuramente il genio visionario e onirico del corrispettivo cinematografico, ma riesce comunque a inculcare, specialmente in alcuni brani (”So Glad” e “Noah’s Ark” ad esempio), nelle menti degli ascoltatori quelle atmosfere malate e oscure tipiche delle sue opere su pellicola (”The Night Bell With Lightning” non avrebbe sfigurato in un suo film… o anche uno di Tarantino). Interessante l’esperimento di spoken-word futuristico di “Strange And Unproductive Thinking”, per il resto “Crazy Clown Time” si muove tra elettronica (vagamente Moby in alcuni punti), trip hop e sperimentazioni blues rock. Abbastanza superflua la partecipazione di Karen O in “Pinky’s Dream”. (z.) Voto: 6,5
Bud Spencer Blues Explosion - Do It : i Bud Spencer Blues Explosion ci sanno davvero fare. Rimasi impressionato fin dalla prima volta che li vidi (in tv, al concerto del 1° Maggio) dall’energia trascinante che riuscivano a sprigionare due soli strumenti: chitarra e batteria. Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio spingono parecchio anche all’interno di questo “Do It”, terzo lavoro a nome Bud Spencer Blues Explosion. Si parte con “Più del Minimo”, perfetto riassunto della visione musicale del duo (blues-rock, lunghe jam, riff su riff e passaggi vocali di contorno), ma ci pensano poi la early-Negrita “Cerco il tuo Soffio”, il pop-blues di “Come un Mare” e un paio di intermezzi (hip-rock in “Scratch Explosion”) a donare varietà al lavoro. Non sempre originale, ma in un paese come l’Italia un progetto come questo è da tenere stretto. (z.) Voto: 6,5
Sick Tamburo - A.I.U.T.O. : ecco che il progetto Sick Tamburo inizia a prendere quota: l’omonimo debutto di due anni fa mi aveva convinto a metà con i suoi riff secchi e filastrocche un po didattiche, A.I.U.T.O. (che esce ancora per La Tempesta) mostra diversi aspetti degni di attenzione e una generale (seconda) maturazione per gli ex Prozac +. Rimane forte il mix di rock e elettronica ma si fanno largo pezzi maggiormente introspettivi (Gian Maria Accusani più presente che mai) che regalano alla band di Pordenone una varietà stilistica assolutamente positiva e necessaria. (z.) Voto: 6,5
Joker - The Vision : se fino all’anno scorso il termine dubstep era sinonimo quasi sempre di qualità, nel 2011 abbiamo visto purtroppo tante, troppe, cadute di stile e furberie per ragazzini, che hanno fatto calare drasticamente la credibilità del pseudo-genere (si ripete quindi quello che abbiamo già visto accadere con l’emo). Joker arriva da Bristol (patria della musica elettronica inglese), ha qualche anno di convincente gavetta alle spalle ed esce per la prestigiosa 4AD… però con “The Vision” si va ad inserire direttamente tra quelli che in qualche modo stanno uccidendo la dubstep. Purple sound e grime per allargare gli orizzonti e pop-r&b di casa Timbaland per accontentare i palati meno fini, si alternano in egual misura, sotto una pesante cappa di plastica. (z.) Voto: 5,5
Scott Weiland - The Most Wonderful Time of the Year : sembra quasi che Chris Cornell e Scott Weiland tanti anni fa si siano messi d’accordo e abbiano firmato un patto con il sangue che comprendeva tre passaggi ben precisi: calcare con successo l’ondata del grunge con le rispettive main band (Soundgarden e Stone Temple Pilots), tentare successivamente la fortuna con risultati meno interessanti con superband (Audioslave e Velvet Revolver) e infine rendersi completamente ridicoli con un disco solista che sa di presa in giro… “Scream” per Chris Cornell e questo “The Most Wonderful Time of the Year” per Scott Weiland (che, nel caso non si fosse capito, è un album natalizio). (z.) Voto:3/4
Joe Jonas - Fastlife: no, eh! Il giochino di uscire da una terribile teen band e tentare di risultare credibili (magari con sonorità ammiccanti all’r&b) con la carriara solista è già riuscito a Justin Timberlake… mai tentare la sorte due volte. Com’è questo “Fastlife”? Vi dico solo che l’aspetto più stimolante del disco è capire quale sia il motivo che spinge un chitarrista quotato come Nuno Bettencourt a collaboarare con Joe Jonas (e Rihanna lo scorso anno)… e la risposta è abbastanza scontata. (z.) Voto: 4-
News For Lulu - They Know : non conoscevo gli italiani News For Lulu. Per questo sono andato ad ascoltarmi prima il loro debutto “Ten Little White Monsters” risalente a cinque anni fa e subito dopo questo “They Know”, da poco uscito per la Urtovox. Sembrano due band diverse: il post-rock dell’esordio si è trasformato in una proposta decisamente più retrò. Classic rock/pop americano ad ampio spettro, ospiti di spessore, e utilizzo di diversi strumenti inusuali, come gli ottimi fiati presenti in più passaggi. Il paragone più immediato è quello dei Wilco… e scusate se è poco. (z.) Voto: 7-
Altre di B - There’s a Million Better Bands : Per capire quale sia la cifra stilistica dei Altre di B bisogna aspettare un minuto e mezzo, prima che l’opener “Haruki Murakami” sveli tutto il loro amore per gli Arctic Monkeys. Se con “Haruki Murakami” non fosse già abbastanza chiaro, la successiva “Milky Moustache” toglie ogni dubbio. Riff di chitarra, timbro vocale e melodie… tutto ricorda i primi due album della (main)band di Alex Turner. Se si mette da parte questa pesante somiglianza, bisogna riconoscere che i giovani bolognesi abbiano un “tiro” notevole e in generale che ci sappiano decisamente fare. Sicuramente esistono 1000000 band migliori di loro, ma se amate certe sonorità il numero si abbassa drasticamente. Ascoltare per credere. (z.) Voto: 6+
Kelly Clarkson - Stronger: a momenti anche piacevole, ma è tutto così lontano dal mio concetto di musica… (z.) Voto: 4,5
Laura Pausini - Inedito : massimo rispetto per la professionalità di Laura Pausini, ma è veramente incredibile come ogni volta riesca ad alzare l’asticella della banalità del mainstream pop italiano. Stavo per dare quattro, ma poi ho pensato “è veramente meglio di Lulu?” (z.) Voto: 3,5
Justin Bieber - Under the Mistletoe : ci può essere qualcosa di più inutile che un disco di Justin Bieber che canta canzoni natalizie?? (z.) Voto: 3
Cass McCombs - Humor Risk Voto: 6/7 (z.)
Other Lives - Tamer Animals Voto: 7 (z.)
Los Campesinos! - Hello Sadness Voto: 6,5 (z.)
Umberto Palazzo - Canzoni Della Notte e Della Controra Voto: 7- (z.)
Professor Green - At Your Inconvenience Voto: 5 (z.)
Kuedo - Severant Voto: 7- (z.)
Blouse - Blouse Voto: 6,5 (z.)
The Caretaker - An Empty Bliss Beyond This World Voto: 7- (z.)
Atari - Can Eating Hot Stars Make Me Sick? Voto: 6,5 (z.)
Five Finger Death Punch - American Capitalist Voto: 5,5 (z.)
33ore - Ultimi Errori del Novecento Voto: 6,5 (z.)
Megadeth - Th1rt3en Voto: 6+ (z.)
Russian Circles - Empros Voto: 6/7 (z.)
Angels and Airwaves - Love: Part II Voto: 5 (z.)
Gauntlet Hair - Gauntlet Hair Voto: 6,5 (z.)
————-
LEGENDA
10: la perfezione… non esiste
9: capolavoro, fra i migliori di sempre
8: grandissimo disco, probabilmente destinato a rimanere nella storia
7: album di ottimo livello, manca solo quel qualcosa che lo renda veramente memorabile
6: discreto, passa abbastanza inosservato… innocuo
5: disco trascurabile, banale e poco degno di nota
4: album completamente inutile
3: disco dannoso, difficile trovare di peggio.
2: neanche Justin Bieber
1: …
—— Precedenti ——
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Ottobre 2011 - 2° Parte
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Settembre 2011
Agosto 2011
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Luglio 2011 - 1° Parte
I Migliori Album del 2011 (Primo Semestre)
Giugno 2011 - 2° Parte
Giugno 2011 - 1° Parte
Maggio 2011 - 2° Parte
Maggio 2011 - 1° Parte
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scott90
14 nov 2011 - 11:14 - #1sembra che per avere dei voti decenti in queste recensioni bisogna essere artisti sconosciuti..boh..l’album di Rihanna a me piace e avrei anche dato un voto più alto a quel talento di nome Florence!
Lukas88
14 nov 2011 - 11:25 - #2Zago
Ammazza 3,5 alla Pausini :O
scott90
14 nov 2011 - 11:32 - #3ah e mi sono dimenticato di Kelly Clarkson che è una bomba pazzesca, piena di grinta e di talento e vedere un insufficienza è incredibile!!!
PolOL
14 nov 2011 - 12:41 - #4come avete fatto a recensire l’album di rihanna che non è ancora uscito?
W LA PIRATERIA SU SUONDSBLOG!
non siete per niente professionisti..
Loud&Clear
14 nov 2011 - 12:56 - #5“Where Have You Been” non è house, ma trance!
Enri91
14 nov 2011 - 12:56 - #6Dai Zago. Io non penso affatto tu sia di parte (il voto a drake lo dimostra), però su certe perosnalità hai proprio dei pregiudizi. Come si fa a liquidare la Clarkson così? Almeno lei fa musica vera e metterla a mezzo voto di distanza da RIHANNA è veramente un sacrilegio.”lontano dal mio concetto di musica”..e quindi lo si liquida con un 4 e mezzo? bah.. ti do un consiglio: togliti la cosiddetta mortadella dagli occhi.
eugi2003
14 nov 2011 - 12:58 - #7Non sono affatto d’accordo con l’affermazione “quando c’è la bellezza fisica, il più delle volte la musica ne risente. ” ma proprio per niente.
Forse il look “estroso” di molti artisti che devono la maggior parte del loro successo a questo elemento può in effetti far sì che la qualità magari perda di credibilità, ma per il resto se la natura crea dei “bellocci” o “BELLI” nel vero senso della parola, non è detto che questi diventino tutti dei Bieber , no?
Qualcuno di loro diventerà un patrick wolf e saprà ben unire il LOOK alla qualità della musica. Altri diventeranno dei james Blake, piacevolissimi all’aspetto ma con ZERO voglia di essere giudicati anche solo in minima parte per questo.
E’ ingiusto quello che dici, nei confronti di tutti quei musicisti di qualità che non vogliono entrare con la loro bellezza in un pregiudizio o un clichè al pari di un “le bionde sono tutte stupide”.
Ciao.
holmes
14 nov 2011 - 12:59 - #8La cosa tragica è che la Pausini canti la stessa canzone da almeno 10 anni e nessuno se ne sia accorto…Mah.
Giulio10
14 nov 2011 - 13:18 - #9Sono riuscito in una prova magica degna di Giucas Casella.
Leggendo solo il nome dell’artista, ho indovinato il voto di Zago!!!
Oh, ci ho preso!!!
(tranne per la Pausini, prevedevo 4).
Zago, io apprezzo davvero le tue recensioni che includono anche dischi di cui le maggiori testate si disinteressano sempre.
Sei competente e preparato.
Ma come altre volte devo obiettarti due cose:
- pregiudizi nei confronti della musica mainstream
- troppa car ne al fuoco (come fai a valutare 41 album in 15 giorni??? Alcuni album richiedono ascolti e giorni per “maturare” in chi ascolta… Io non me la sento di dare un giudizio su un album ascoltato distrattamente un paio di volte).
Senza acredine, credimi, è solo il mio punto di vista
zago_soundsblog
14 nov 2011 - 13:22 - #10ogni volta devo tirare fuori esempi? :D
Florence & The Machine oltre 90.000 copie vendute in 7 giorni in Inghilterra, n.1 spodestando con facilità i Coldplay..
eugi2003
14 nov 2011 - 13:23 - #11Io sono comunque contentissima del voto che hai dato a Florence……
che smentisce coloro che credono che tu vada CONTRO alla musica mainstream a prescindere.. sei riuscito a dare un voto ALTO (considerando la media generica dei tuoi voti :P ) a una che in Inghilterra piace ai 15enni e che, appunto, passerebbero anche nelle disco più “truzze” :)
eugi2003
14 nov 2011 - 13:27 - #12@Giulio10 : secondo me se vuoi articoli scritti da chi ha ascoltato un album milioni di volte prima di giudicarlo, ci sono altri siti musicali adatti allo scopo.
Qui trovi recensioni “di getto”.. ma magari è anche una scelta stilistica di chi , proprio per scelta personale, decide di ascoltare quanta più musica possibile per darne un giudizio immediato e fresco..
Sono scelte!
viareggino
14 nov 2011 - 14:49 - #13Rated R di Rihanna vendette meno perchè non era quello che la gente si aspettava,non certo perchè è uscito 2 anni dopo Good Girl Gone Bad.
Anche perchè era come se non se ne fosse mai andata,visto che da GGGB pubblicò per ben 2 anni singoli su singoli.
Se lei si sente di poter pubblicare un album all’anno chi glielo impedisce?
Rihanna non ha più bisogno di strategie,è una star affermata e con il suo pubblico.
Veronica22
14 nov 2011 - 15:11 - #14Piccola info: in questo blog vengono recensiti album che escono solo in Italia o anche album pubblicati tipo in Usa, Uk, Giappone ma non in Italia?
Per curiosità piacendomi le recensioni di Zago, volevo vedere se avesse mai recensito alcune band che pubblicano (perchè indipendenti) solo all’estero o nel Paese di provenienza (soprattutto Usa) e se la risposta fosse affermativa se esiste un archivio qui sul blog di album che comprenda anche maggio-giugno 2010 ed avere i link. Grazie
giovanni.fas
14 nov 2011 - 15:27 - #15ma quanti dischi sforna rihanna???
capri_corno
14 nov 2011 - 15:32 - #16@ZAGO Infatti nel 2008 usci GGGB Reloaded da cui uscirono 3 singoli e nel 2009 Rated R, quindi non passarono proprio questi due anni che tu citi! Rihanna non si è mai riposata dal 2005(cioè da quando è arrivata sulle scene musicali). Ma poi cosa recensisci?Album che ancora non sono usciti???Ma fammi il piacere!!!Dalle preview e da alcune tracce che sono finite in rete stanno tutti dicendo che l’album merita!!!Solo su questo blog siete contrari!!!Ma avete ascoltato Talk That Talk?io lo dissi che era meglio di Umbrella!!!
shinichi
14 nov 2011 - 15:42 - #17come ho scritto piu volte l’album di rihanna è pessimo… voglio sentire cosa dice giò in proposito (visto ke spesso difende rihanna). questo album non è altro che un sunto della carriera della cantante (come ha detto zago) ma a parte we found love, quella prima, e una ballata di cui non rircordo il titolo, non c’è niente di sorprendente.. la canzone ke sicuro spaccherà negli usa è la PESSIMA talk that talk con jay z… DELUSIONE
RiccardoGAGA
14 nov 2011 - 16:02 - #18FAI RECENSIONI BRUTTISSIME…….. E POI UN ALBUM SI GIUDICA DALLE CANZONI, NON DA CHI CANTA LE CANZONI…. e sono sicuro che non hai ascoltato BENE un solo album di tutti questi elencati…
bside19
14 nov 2011 - 16:13 - #19La stessa florence ha detto “per il nuovo album pensate ad adele o tori amos con un po del serio dna di kate bush”….e potevate anche darle il 7 pieno ….ma da soundsblog non mi aspetto molto
Fede67
14 nov 2011 - 16:35 - #20Non concordo per nulla sulla Pausini, non sono un suo fan ma è un ottimo disco(voto 7)..Talk that talk non si discosta molto da Loud, è un album che venderà parecchio, ai fans di Rihanna piacerà di sicuro, agli altri molto meno(voto 6-)..grande disco invece “Ceremonials” il mio voto è vicino all’8..prego ascoltare l’ultimo di Seal, “Soul 2″, disco di cover ma con i controfiocchi(voto 7,5)
musicismylife87
14 nov 2011 - 16:35 - #21eddai zago, un 7 a florence potevi anche darlo. io ti stimo ma continuo a obiettarti che la scala di giudizi è troppo, davvero troppo severa. la musica non è messa così male come i tuoi voti sembrano dirci: valuti tutto probabilmente legandoti ai grandi capolavori del passato. non si può però valutare un romanzo moderno comparandolo alla divina commedia o alla coscienza di zeno, altrimenti è ovvio che non si passa mai la sufficienza. altro difetto, secondo me, il tuo ampio raggio d’azione: dai voti da justin bieber ai queen. è come se un critico letterario valutasse opere di filosofia, poesia, politica, psicologia: oltretutto portandosi dietro le sue preferenza inevitabili e mettendo il tutto su una gerarchia; filosofia vale più di poesia che vale più di politica. ogni critico dovrebbe avere il suo campo, e mettere su una scala da 0 a 10 opere di diversi ampi e con diversi obiettivi non ha senso. se no a questo punto un’opera filosofica dovrebbe avere sempre e comunque voti più alti di un bel romanzo, perchè indaga la verità e non intrattiene (tipica cosa che si riscontra fra musica indie e pop). credo serva un rinnovamento dei metri di giudizio che liberi il campo da errori valutativi. (ps. sulla pausini concordo.)
courage
14 nov 2011 - 16:53 - #22Ahahah è la prima volta che mi trovo d’accordo con te…
Anzi sei stato fin troppo buono col 3,5 alla Pausini… xD
ssimone75
14 nov 2011 - 17:15 - #23il commento sulla Pausini è perfetto: standing ovation!
moonsafari
14 nov 2011 - 17:51 - #24Personalmente preferirei leggere un commento piu’ approfondito riguardo a un Umberto Palazzo o ai Megadeth (che per quanto non li stimi sono comunque un gruppo con un passato notevole alle spalle) che alle Rihanne e alle Pausine,anche se il commento di Inedito mi ha fatto sganasciare! :D
Mi associo a chi pensa che tu abbia peccato di severita’ col nuovo di Florence & The Machine,mentre ahime’ concordo su Joker,le prime cose sembravano interessanti ma si e’ banalizzato anche lui…purtroppo per il dubstep i giorni dell’Hyperdub sembrano lontani,un po come sono lontani da Grignani sia i giorni della Fabbrica di plastica (purtroppo) che quelli dell’Aiuola (per fortuna);i Negrita invece si confermano degli onesti mestieranti,e non e’ cosa da poco…Per finire,a me Drake continua a non dire niente ma di certo e’ meno nocivo di altri personaggi che ammorbano l’R&B odierno.
“ma tutti aspettiamo il ritorno di Tool e A Perfect Circle”
Ribadiamolo,va!
@holmes: fossero soltanto dieci,ormai e’ da diciotto anni che la Pausini spala badilate di terra sulla bara della musica leggera italiana.
modem
14 nov 2011 - 20:33 - #25ahahahahh 3.5 alla Pausini non ho parole, mi vergogno di essere italiano.
xal318
14 nov 2011 - 21:26 - #26cioe’ a Bieber hai messo 3 per coerenza con la legenda che dice “2: neanche Justin Bieber” ? no xche 3 mi pare troppo x quell’incapace…
Tra parentesi sto post m’ha fatto ricordare dell’album del maestro David Lynch, me n’ero completamente dimenticato, gli devo dare n’ascoltata…
Per quanto riguarda i megadeth con me han chiuso da tempo, e mustaine con i suoi deliri da “cristiano rinato” filo-teaparty ha perso tutta la mia stima… come si puo’ cambiare a quel modo sinceramente stento a capirlo.. poveretto mi fa pena
holmes
15 nov 2011 - 01:00 - #27@moonsafari: non volevo infierire :D
Comunque posso anche capire il fare canzoni pop e spensierate, che non per forza debbano esprimere chissà cosa, ma diosanto questa a poco neanche cambia le parole tra un disco e l’altro (e potrei citare anche un Ramazzotti, incredibilmente osannato anche all’estero-America Latina- pure lui)
mimmo79
16 nov 2011 - 10:31 - #28…no…Zago…per favore: per dare 3,5 alla Pausini…gli altri NON ESISTONO a questo punto! Davvero impietoso.
Tenete infine conto che Laura è come l’oste che fà la carbonara più buona di Roma da 20 anni…piacerà o non piacerà…MA COME LA fà LUI non la fa nessuno!!!! ;)
Gennaro83
18 nov 2011 - 13:17 - #29Credo fortemente, che la “recensione” su Laura Pausini sia provocatoria, in primo luogo perchè presenta caratteri di superficialità e in secondo luogo, perchè non penso sia possibile dare una valutazione simile, alla luce delle capacità indiscusse della cantante, rapportate in special modo a molti artisti del panorama italiano e internazionale.
Seguo da tanto il lavoro di Zago e lo apprezzo perchè è un compito laborioso meticoloso e utile per gli appassionati di musica e classifiche.
Devo ammettere che in alcune recensioni, lo condivido pure, ma la maggior parte delle volte si fa prendere troppo la mano forse dal suo bagaglio musicale che lo affossa in degli schemi dai quali non può e non vuole uscire.
Per carità, io da fan do 10 al cd di Laura, e so che non è cosi per tantissimo pubblico, però dico anche: “si può dare un 7, …un 6….un 5….ma non è possibile 3,5 è troppo provocatorio”.
Come anche non mi trovo d’accordo sul 5- di Giorgia, sul 4,5 dei Modà ecc. ecc. e poi dà 6 a Zucchero che secondo il mio parere è sceso un pò qualitativamente parlando, e non merita punti in più rispetto a questi lavori. (ovviamente è il mio parere e ho fatto giusto i primi esempi che mi sono venuti in mente).
Musica e numeri secondo me non vanno d’accordo perchè la prima è un’arte, mentre i secondi rappresentano una scienza, ma ammetto che è un piacere dilettarsi nel darli e nell’esprimere commenti e opinioni.
Il mio invito è quello di riempirli di un pò più di coerenza.
Piggye
23 nov 2011 - 14:39 - #30Per me queste recensioni non sono per niente vere… Con tutto il rispetto, dare 3.5 ad un CD fa rima con INOBIETTIVITA’.
Il CD della Pausini è VERAMENTE di poco migliore rispetto a quello di Justin Bieber? Voce,musiche,testi.. Il paragone non regge. Mi dispiace ma è così
Antonio Barbato
24 nov 2011 - 20:07 - #31ma come e possibile dare un3.5 alla pausini ma stiamo skerzando
musico
28 nov 2011 - 03:14 - #32io do 3.5 all’udito di zago mentre ascoltava l’album della Pausini:)
DarioMorabito
03 dic 2011 - 16:50 - #333,5 ad INEDITO???
A Zago smettila manco l’avrai ascoltato…