Amy Winehouse e la potenza del live (video)

Continuiamo la lunga maratona di Soundsblog dedicata alla scomparsa prematura di Amy Winehouse. Adesso è la volta della dimensione live, quella che più ha caratterizzato il personaggio in questione.

Con una carriera discografica brevissima, Amy ha saputo farsi apprezzare soprattutto grazie alle rivisitazioni dal vivo dei propri pezzi (e non solo): abbiamo una lunga videografia in merito, quella che basta a decretare l'immenso talento che la contraddistingueva.

Saliva sul palco, non guardava in faccia a nessuno, sembrava quasi estraniata dal mondo, concedetemi l'espressione, con fare autistico: prendeva il microfono e si sprigionava un mondo interiore fatto di sofferenza rinvenibile grazie a quel piglio nostalgico ed il timbro graffiato che non le permetteva nemmeno di finire le parole... e poi sempre quei soliti occhi spenti e calati verso il basso che dicevano più di mille parole.

Una voce black dentro un corpo bianco e minuto: grande stile caratterizzato da cambi melodici imprevisti, quasi a voler dire "lasciatemi perdere, lasciatemi stare: io non seguo gli schemi e faccio e vado dove voglio". Non è un caso quindi se la linea melodica di base non veniva sempre seguita. Ed erano proprio questi slanci di indipendenza a rendere l'artista ammaliante, affascinante, superbamente irresistibile.

E poi arrivarono loro: i suoi enormi strafalcioni, frutto della sua malattia, vennero e rovinarono la magia. Nonostante questo però le veniva perdonato sempre tutto perchè ognuno di noi conosceva la grande arte di un animale da palcoscenico come lei. Tutti speravamo in una ripresa ed invece...

Adesso diamo spazio ai video delle esibizioni dal vivo. Qui di seguito una carrellata di live da me scelti grazie ai quali ricordare le sfaccettature della peronsalità artistica di Amy. Se avete altri video da proporre fatelo pure nei commenti.

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