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Daniele Silvestri live a "Rock in Roma": il report

Pubblicato: 19 lug 2011 da intweetion

Daniele Silvestri live a "Rock in Roma": il report

Che è una serata ‘particolare’ lo si capisce da subito. Da come Daniele Silvestri e la sua band salgono sul palco di “Rock in Roma“, davanti a un Ippodromo delle Capannelle affollatissimo. Rilassati, sembra di osservarli durante una session in studio. D’altronde sono gli amici di sempre, prima che musicisti del gruppo. Piero Monterisi alla batteria, Maurizio Filardo alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso e Ramon Josè Caraballo alla tromba e alle percussioni: tutti si conoscono da anni, tutti o quasi sono partiti da quel “Il Locale” che ora non esiste più ma è stato una traccia indelebile nella formazione della cosiddetta ‘Scuola romana‘.

Pronti per stasera? Ore 21:30! Ci sara’ un po’ di affollamento sul palco…

Era il post scritto poche ore prima del concerto sul suo blog. Promessa mantenuta, tanto che il live è quasi un gioco a indovinare “chi sale ora?”. Ospiti accolti e messi a proprio agio: nonostante il palco non sia certo un salotto, finisce per somigliargli molto. Inizia Raiz degli Almamegretta, poi l’amico di sempre, Niccolò Fabi che duetta con Silvestri su “Sornione”, una fugace e esilarante apparizione di Pino Marino, Peppe Servillo degli Avion Travel che recita con la solita, magistrale bravura. Un’improvvisata di Valerio Mastandrea su “Gino e l’alfetta”, vestito da donna, che semina il panico e suona anche la batteria con Monterisi.

Daniele Silvestri live a "Rock in Roma": il report

C’è spazio per una commemorazione importante, appena scoccata la mezzanotte. Il ricordo della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Un momento svuotato di ogni retorica, accompagnato da un filmato d’archivio di un telegiornale dell’epoca, che lo stesso Silvestri ricollega al brano con cui è iniziato il concerto: la cover di “Io non mi sento italiano” di Gaber, come antitesi a uno dei motivi di orgoglio rappresentato dal giudice palermitano.

Poi c’è la musica. Ed è un piacere per chi scrive, ritrovare dopo qualche anno dall’ultimo concerto visto, un Daniele Silvestri in piena forma. Complice l’intesa con una band molto più che rodata, la sensazione è di un artista che riesce ancora a divertirsi, supportato da un suono solido e da una grande ’spinta’ di ogni elemento. Arrangiamenti che forse rischiano poco (tranne nel finale ’sudamericano’ con percussioni, ukulele e chitarra classica o nell’inserimento di un quartetto di fiati, gran valore aggiunto su alcuni brani), ma ottengono molto in termini di risposta del pubblico e impatto emotivo.

I ‘rischi’, Silvestri li corre con la scaletta che riesce ad accontentare tutti senza essere scontata. Prende a piene mani dal passato (con una simile discografia sarebbe un delitto non farlo), rielabora, insiste sfruttando l’accoppiata ritmica Monterisi/Caraballo e approfitta delle tastiere di Misiti: marchio di fabbrica di un suono che la Capitale si porta dentro dagli anni ‘90. Il finale è affidato - prevedibilmente - a “Cohiba”, ma il momento in cui Silvestri e il pubblico si ‘restituiscono’ tutto l’affetto e la passione di anni è “Testardo”: un liberatorio “Mortacci tua” che viene anche dedicato. A chi, lo lasciamo immaginare a voi.

Foto | via

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di -marko

    -marko

    19 lug 2011 - 23:19 - #1
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    Ho visto Silvestri due volte dal vivo, una volta in un concerto proprio, l’altra poco tempo fa in occasione del concerto pro-Pisapia a Milano.
    Devo dire che lo conoscevo poco, ma l’ho trovato fantastico sia nella scelta dei brani ( spesso artisti che si evolvono rinnegano le hit passate più ” popolari”, mentre lui canta sempre e comunque la celebre ” Salirò”) sia nel rapporto con il pubblico, molto coinvolgente!
    E l’ultimo singolo ” Ma che discorsi” ha davvero un gran bel testo.

  • Profilo di chiara86

    chiara86

    20 lug 2011 - 12:29 - #2
    0 punti
    Up Down

    io c’èro :-) bellissimo concerto… divertente, commovente, attuale, irriverente, brani del passato e del presente… l’ultimo album per me è un piccolo capolavoro della musica italiana e credo che 12 mila persone alle capannelle siano la testimonianza che silvestri oramai è una colonna portante della musica… beh se lo merita… S.C.O.T.C.H. SE LO MERITA!!

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