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"Il volo" insegna: l'unico modo per il successo degli italiani in America è... la tradizione?

Pubblicato: 27 mag 2011 da Alberto Graziola

Il gruppo de “Il volo” ha fatto successo in America. Innegabile. Complimenti ai tre giovani ragazzi che hanno conquistato gli Usa.

Loro sono stati ’scoperti’ nel programma Ti lascio una canzone di Antonella Clerici. E da lì, qualche tempo dopo, lo sbarco in America. E la conquista, per ora. Non è da tutti, assolutamente…

Ma facciamo una piccola osservazione. Hanno conquistato grazie a cosa? Alla loro bella voce che reinterpretava brani classici e intramontabili come “O sole mio”. Per inciso, è una canzone napoletana nata nel 1898. Non proprio recente no? Eppure è bello vederla ripresa, ricantata e ancora amata dopo più di cento anni. E’ bello anche sentirla cantare da Il volo che la interpreta in modo impeccabile. Ma, c’è un ma…

Come avete già fatto notare anche voi lettori nei commenti al precedente post, sembra quasi che gli Americani siano rimasti ancorati ai luoghi comuni classici dell’Italia. Sono passati decenni ma i concetti di sole, mare, mandolino e pasta (preferibilmente spaghetti) son duri da abbattere. Scalare le classifiche americane (sopratutto del Nord America) è difficile per qualsiasi straniero. In Italia pochi sono riusciti (leggi Bocelli o Pavarotti) e adesso Il Volo.

C’è da esserne fieri? Assolutamente. Ma dall’altro lato, nel vedere l’aria assorta del pubblico quando li ascolta, fa riflettere. Sembra di vedere scritto “Oh ecco l’italiano che canta la sua canzone tipica, che bravo!”. Ma non c’è solo quella. E’ come se noi avessimo voluto ascoltare sempre e solo vecchie canzoni americane. Ma sempre e solo di quel genere. E’ come se da noi arrivassero Mariah Carey, Rihanna o Britney Spears nelle classifiche solo perchè ci cantano le cover di “California dreamin” dei Mama’s & Papa’s. E fa sorridere perchè, giustamente, loro non lo farebbero mai.

Sarebbe quindi bello vedere un gruppo o un cantante italiano che riesce ad entrare nella Billboard per un pezzo nuovo, fresco, orecchiabile e sopratutto non classico. Non già famoso e standard. E’ facile entrare nella classifica degli album più venduti in America? Assolutamente no. E’ facile entrare nella classifica degli album più venduti in America con un brano classico italiano tradizionale? Un pochino di più…

Complimenti quindi al gruppo del Volo. La speranza è che, una volta confermato il successo, possano anche proporre nuovi brani loro o reinterpretare qualcosa del nostro repertorio, un po’ più recente.

Magari da “Maledetta primavera” in poi. Anche una “Damned spring” la accettiamo, eh…

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di modem

    modem

    27 mag 2011 - 20:07 - #1
    3 punti
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    Bell’ articolo. COMPLIMENTI.

  • Profilo di modem

    modem

    27 mag 2011 - 20:11 - #2
    1 punto
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    Il pubblico in delirio. WOW.

  • Profilo di pattok

    pattok

    27 mag 2011 - 20:24 - #3
    3 punti
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    quoto…in america i cantanti italiani che sfondano sono solo i tenori… e secondo me non vedremo mai un cantante italiano pop (anche con una canzone in inglese) entrare nella billboard

  • Profilo di rikstyle22

    rikstyle22

    27 mag 2011 - 20:54 - #4
    5 punti
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    Un cantante pop italiano non lo vedremo mai in america perchè il nostro pop è il più antiquato del mondo: noi siamo rimasti alla canzoncina folk/pop-rock tradizionale, perbenista nei testi e scontato nei temi. Non ci siamo evoluti, aggiornati, adeguati. Nel bene e nel male il resto del mondo si evolve, con le varie mode del momento, ma noi rimaniamo sempre incollati al sole-cuore-amore dei reduci dei talent show.
    Praticamente l’Italia musicalmente è tutt’ora ferma agli anni ‘50. Parlando sempre del mainstream ovviamente.

  • Profilo di berbeerre

    berbeerre

    27 mag 2011 - 22:07 - #5
    1 punto
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    Ottimo articolo!!!

  • gio26

    28 mag 2011 - 02:57 - #6
    1 punto
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    l’italia musicalmente ma anche in tutti i campi…e nella società e’ rimasta all’età della pietra siamo un popolo di ignoranti,rassegnati….derisi da tutti e quel poco di interssante fatto grazie ai nonni e genitori…

  • Markus76

    28 mag 2011 - 07:48 - #7
    2 punti
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    La cosa che mi chiedo è questa: nel nord Europa nascono una miriade di talenti a livello internazionale. Mi riferisco alle varie: Bjork, Robyn, Fever Ray… E’ mai possibile che qui in Italia esportiamo ancora questi che ci manca solo che si presentino sul palco con una pizza e un mandolino???

  • YapYap

    28 mag 2011 - 08:21 - #8
    4 punti
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    È così, sono stato a Francoforte e c’era una specie di “settimana italiana” in cui si mangiava italiano e si ascoltava musica italiana, cantata da italiani, ma praticamente si andava dalle hit di Anna Oxa a Fausto Leali, passando per Nada e Gino Paoli. E la piazza era formata da ragazzi, non da anziani immigrati italiani, che si divertivano un mondo e ci ballavano anche sopra. All’estero siamo ancora quelli lì.

  • Profilo di rediplastica

    rediplastica

    28 mag 2011 - 15:10 - #9
    1 punto
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    1. che senso ha mettere insieme 3 voci perfettamente uguali? (molto bravi eh)
    2. un gruppo italiano sbarca in America e cosa canta? O’ sole mio. Bene, bravi e originali.

  • Polinine

    29 mag 2011 - 21:09 - #10
    1 punto
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    Intanto bisogna dire che le canzoni italiane, anche in inglese, sono eccome entrate nelle classifiche di Billboard. Ricordiamoci di Gloria (nella versione di Laura Branigan), più di recente dei Lacuna Coil così come di Zucchero che qualche anno fa è entrato nella Top degli album con il suo disco di duetti. Per non parlare del successo traordinario della italo dance. Bocelli è un fenomeno a parte e sti tre ragazzi in ogni caso hanno colpito molto anche i giovani grazie alle loro partecipazioni in tv. Se poi guardiamo ad altri Paesi ricordiamoci che i nostri cantanti entrano spesso in classifica e comunque vanno oltre il bel canto diventando star internazionali. Il già citato Zucchero, Eros Ramazzotti, Laura Pausini… e non è un pubblico di italo americani quello di chi compra i loro dischi e vanno ai concerti.

  • Kero-Chan

    30 mag 2011 - 12:29 - #11
    0 punti
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    Sono bravissimi, ma fidatevi, per sfondere in USA hanno avuto una bella spintarella interna, essendosi circondati delle persone “giuste”!!! Non è facile scalare la billboard con un album di impostazione lirica in lingua Italiana per giunta, ve lo dico io che qui c’è un complotto discografico da far paura!

  • Profilo di jonny

    jonny

    30 mag 2011 - 12:53 - #12
    1 punto
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    purtroppo la musica italiana è gestita in maniera pessima da quei quattro discografici italiani col prosciutto sugli occhi e i tappi nelle orecchie……eppure giovani talentuosi e innovativi ci sono anche in Italia ma sono senza contratto o legati a picolissime etichette discografiche!!!! Si preferisce dare spazio ai “talentuosi dei talent” che ripropongono sempre la solita zuppa e che mai potranno avere successo fuori dall’Italia, figuriamoci in USA.
    Effettivamente il mondo occidentale ha dei pregiudizi anche musicali nei confronti del nostro paese (caro YapYap, la Germania escluso qualche raro caso non è che può vantarsi più di tanto su di noi)……..però se la tradizione funziona ben venga gente come Il Volo che canta brani che hanno fatto la storia della musica italiana e che vende in America!!!!
    PS: già negli anni 70 grandi cantanti italiani (Mina Mia Martini Umberto Tozzi etc.) esportavano all’estero il loro successi con ampi riscontri in Europa, Sudamerica e Giappone. Proviamo oggi ad esportare la Amoroso o Scanu o anche i Modà all’estero e vedrete che non se li c@g@ nessuno!!! dipende solo dagli altri o dal tipo di musica e di cantanti di basso livello che proponiamo?????

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