Quando uno viene presentato come predestinato sente, come minimo, un po’ di agitazione sulle proprie spalle. Ma non sembra il caso di James Blake: il giovane e bravo musicista londinese, fattosi conoscere con una serie di ep di venature dubstep e consacrato da tutti, BBC compresa, come uno dei nomi da tenere d’occhio per questo 2011.
L’omonimo disco di debutto è uscito da pochi giorni anche in Italia e se volete farvi un’idea di come suona fate un salto sul blog olandese 3VOOR12, dove potete ascoltare in streaming gratuito il disco.
Se ancora non vi basta eccone ancora: il bel video, diretto da Alexander Brown di The Wilhelm Scream secondo singolo estratto del disco e degno seguito di Limit To Your Love.
ciruz_92
09 feb 2011 - 21:43 - #1a me non piace…troppo noioso….
rikstyle22
09 feb 2011 - 23:19 - #2il primo hype serio del 2011…. peccato sia solo hype…
carter
10 feb 2011 - 00:34 - #3Sarà che io e il dubstep non andiamo molto d’accordo ma continuo a non capire l’esaltazione che c’è per il suo album. Si può essere sperimentali finchè si vuole ma ci voglione le canzoni e non è un caso che lui sia diventato famoso con una cover!
asraele
10 feb 2011 - 04:09 - #4Dire che è diventato famoso con una cover è una cosa un po, perdonami, messa li a caso. Gli EP, 3, che precedono l’album hanno fatto il giro veloce fra tutti i golosi di roba nuova, lo si teneva un po tutti sott’occhio, tutti li ad aspettare il disco, che è arrivato, spiazzando tutti. E’ vero che il pezzo da novanta, il traino, dell’album è una cover FE NO ME NA LE di un brano gia molto bello di fiest, ma qui non si sta parlando di un songwriter, non si parla di uno che costruisce dei concetti su degli arabeschi di parole, ma di un musicista, un artista che, a parer mio, ci sta. Non è solo hype, l’album è semplicemente fantastico e segna in un modo ben preciso la musica di oggi e quella di domani. Non è solo dubstep, qui di dubstep ce n’è poca, c’è più soul, quasi. Soul=anima. Adoro il suo saper usare il più grande strumento musicale mai esistito: il silenzio.
Il suo calibrare i suoni rendendoli molto teatrali mi affascina.
carter
10 feb 2011 - 11:04 - #5Io invece continuo a trovare esagerato e fuori luogo definire questo album soul. Al di là di alcuni fraseggi nell’album io di soul ce ne vedo ben poco.
Personalissima opinione, ma questo mi sembra il classico album che tutti elogiano ma che poi in pochi ascoltano persistentemente!