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Crisi dell'industria discografica: male le vendite di musica online

Pubblicato: 17 gen 2011 da Pablo

vendite musica online

Meno del 20% di coloro che usano internet pagano per comprare una canzone, una quota ancora minore mette mano alla carta di credito per acquistare un intero album digitale. È quanto emerge da un nuovo studio effettuato da Nielsen Music sulle abitudini dei consumatori di musica. La maggior parte di coloro che sono disposti a pagare per acquistare legalmente un mp3 si trova in Europa e negli Stati Uniti; le popolazioni del Sudamerica, dell’Asia e del Medio Oriente preferiscono di gran lunga il “caro vecchio” download illegale.

Nonostante il successo di negozi online come iTunes, che nel giro di 7 anni ha venduto più di 10 miliardi di canzoni, gli internauti preferiscono “vedere” una canzone, magari su YouTube, piuttosto che comprarla e poi ascoltarla. I dati emersi da quest’indagine non faranno di certe piacere alle grande case discografiche: gli amanti della musica acquistano sempre meno cd e gli mp3 venduti online coprono a malapena la voragine creata dai consumatori che decidono, forse anche inconsapevolmente, di non comprare più compact disc.

A gongolare è invece il vinile. Nel 2010 le vendite per questo formato sono cresciute del 13%. Mai da quando Nielsen Soundscan calcola la quantità di musica venduta (1991) sono stati acquistati così tanti vinili. Non stupisce che a guidare la classifica di questo formato sia un classico come ‘Abbey Road‘ dei Beatles. Come si dice in questi casi: Oldies but Goldies.

Via | Rolling Stone

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22 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di carter

    carter

    17 gen 2011 - 21:16 - #1
    1 punto
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    La vendita di singole canzoni sulla lunga distanza non può che far male alla discografia e questi sono i risultati. Per quanto io sia un sostenitore Apple trovo che il modello di vendita dell’iTunes store sia sbagliatissimo e ha praticamente riportato in auge il modello degli anni 60, prima dell’avvento dei Beatles; tanti bei singoli infilati in un album senza un progetto pensato per bene!

  • gio25

    17 gen 2011 - 21:32 - #2
    1 punto
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    sicuramente la pirateria e’ l’unica forma di commercio legale x i comuni mortali…solo dei minkioni milionari possono pensare e comprare singoli pagandoli come fosse 1 kg di pane…la colpa di tutto cio’ sono le case discografiche che ammazzano la musica una fonte che dovrebbe essere gratuita come l’aria…IN SINTESI GODO TIE’

  • Profilo di rikstyle22

    rikstyle22

    17 gen 2011 - 21:39 - #3
    1 punto
    Up Down

    Sono contento, la musica dovrebbe essere una forma d’arte libera. Se proprio si vuole supportare l’artista, comprare la copia fisica, cd o vinile, almeno vi rimane in mano qualcosa!

  • Profilo di carter

    carter

    17 gen 2011 - 22:10 - #4
    1 punto
    Up Down

    Il problema del prezzo è un problema tipicamente europeo; in Inghilterra le nuove uscite non superano mai le 10 sterline, 12 se è un doppio cd. Detto ciò io conosco una marea di persone che non sgancerebbero neanche 3€ per un album, perciò questo discorso lascia il tempo che trova!

  • Profilo di drusidav

    drusidav

    17 gen 2011 - 22:11 - #5
    0 punti
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    Scusate la mia ignoranza. Io trovo invece che il modello proposto da Itunes sia ottimo.
    Mette a disposizione la possibilità di comprare anche solo una canzone,ad un prezzo stracciato… rendetevi conto.. 99 centesimi per una canzone…ma sapete che lavoro c’è dietro ad una canzone???

    Trovo molto giusto dare questa possibilità alla gente, in quanto le persone possono essere scoraggiate nel comprare tutto l’album di un artista di cui magari si vuole solo una canzone…
    Penso che ci debba essere piu sensibilizzazione sulla pirateria…
    Le case discografiche perdono soldi, licenziano il personale che deve andare in giro a cercare talenti, cosi affidiamo tutta questa ricerca ai talent show….
    purtroppo è questa la realta…

  • Profilo di holmes

    holmes

    18 gen 2011 - 00:36 - #6
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    Mi trovo d’accordo con carter. L’IVA in Italia, poi, peggiora ulteriormente la situazione; nonostante tutto, continuo a trovare molto più “gratificante” spendere dei soldi per l’acquisto di vinili o cd, piuttosto che per un singolo brano su Itunes (col rischio, magari, di perdermi pezzi più meritevoli in un determinato album).
    Non essendo praticabile una “pirateria intelligente” (della serie “scarico, ascolto e se mi piace ritengo doveroso acquistarlo”, perchè lo faremmo in pochi fessi), credo che il mettere tutto in streaming sia la vera soluzione del futuro.

  • alessiobomm1

    18 gen 2011 - 00:53 - #7
    0 punti
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    Il futuro della musica (o in particolare dei guardagni) arriverà solo dal digitale e dai concerti. La gente non compra più il fisico, si preferisce sempre di più il digitale. Ormai in Italia non so se siano solo in “4 fessi” a scaricare legalmente la musica. Questo mercato, nel nostro paese, cresce a vista d’occhio, tant’è che è l’unica sezione musicale dove le assegnazioni di oro e platino sono aumentate. Tempo pochissimi anni e la 1° posizione (annuale) dei singoli sarà, quantitamente, più di quella della 1° posizione degli album. Quest’anno è stato 140,000 download contro 400,000 copie.

  • Profilo di frankdj

    frankdj

    18 gen 2011 - 00:56 - #8
    0 punti
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    Le case discografiche non hanno mai avuto molta fantasia (mi riferisco alle major): hanno visto, ai tempi di Napster, come funzionava la cosa, e hanno acquistato i diritti per vendere gli MP3. Ma cos’è l’MP3? Un file di 5 mega su un hard disk? E questa sarebbe musica?
    Sono un sostenitore del vinile: secondo me, provare a riproporre il 45 giri, in un momento così magico per il vinile, sarebbe un toccasana. Magari picture disc.

  • Profilo di holmes

    holmes

    18 gen 2011 - 10:45 - #9
    0 punti
    Up Down

    Ma è ovvio che il principale profitto per l’artista siano i concerti. Io attribuisco il boom del digitale in Italia ai fan degli ex-talent che per far sì che il loro beniamino scali le classifiche spendono i loro 99 cents come “atto di fede”.
    Del resto, abbiamo visto come non sia molto difficile far arrivare qualcuno ai primi posti della classifica di Itunes con la petizione pro Rage Against The Machine, se non ricordo male.
    A parte queste considerazioni meramente economiche (e all’indubbio effetto “affettivo” che produce un supporto fisico, sia esso vinile o cd), secondo me l’ottica “singolo” svilisce il lavoro dell’artista, riducendolo, nè più nè meno, alla stregua di un pasticciere che sforna un dolce ogni tanto.

  • Profilo di soulsista

    soulsista

    18 gen 2011 - 11:15 - #10
    0 punti
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    E 99 centesimi sono pochi?? Cosa? Sono tantissimi, al di là del lavoro che c’è dietro.
    Anch’io sono sostanzialmente contro il download legale, se uno deve spendere 10 euro per avere un album come se lo avesse scaricato illegalmente, tanto vale comprare quel disco fisicamente o scaricarlo illegalmente.
    Nonostante questo, ci sono quei casi dove iTunes è utile: se si trova un album che non si trova nè nel web nè tantomeno nei negozi, un pensierino lo faccio.

    Sono pro-pro-pro-pro vinile, speriamo bene, anche se in alcuni negozi (almeno dove vio io) costano anche 30 euro.
    E poi anche i cd qui in Italia costano troppo (sempre la solita vecchia storia….), mentre all’estero costano relativamente poco, e se ne trovano di più.

  • Profilo di rikstyle22

    rikstyle22

    18 gen 2011 - 11:58 - #11
    0 punti
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    Tra l’altro l’MP3 non ha neanche la stessa qualità del CD. Comprare musica su iTunes equivale a buttarli i soldi.

  • Profilo di rikstyle22

    rikstyle22

    18 gen 2011 - 11:58 - #12
    0 punti
    Up Down

    “ma sapete che lavoro c’è dietro ad una canzone??? ”

    Ah beh, dubito che per fare la Macarena o wannabe delle Spice Girls i produttori abbiano passato mesi di notti insonnie.

  • Profilo di holmes

    holmes

    18 gen 2011 - 12:08 - #13
    0 punti
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    Beh se si pensa che l’altro giorno ho preso il greatest hits dei Beach Boys a 3,90 euro (e sono 20-25 canzoni circa), direi che il rapporto è già saltato :D
    A ulteriore difesa del fisico, ho notato 2 cose ultimamente: una maggiore attenzione alla cura del booklet e dell’aspetto “di presentazione” del disco da parte dell’artista, anche da un punto di vista grafico, e la tendenza nei negozi specializzati a proporre offerte a prezzi veramente vantaggiosi (fermo restando che una nuova uscita NON può costare 18 euro…è veramente troppo)

  • ca5323

    18 gen 2011 - 13:44 - #14
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    rispettando i gusti di tutti, l’ultimo CD che ho comprato è stato quello di Shakira “Sale el sol”. L’ho comprato il giorno esatto in cui è stato pubblicato e da MediaWorld l’ho trovato in offerta a 9,90 euro, esattamente quanto costava su I-tunes!! A quel punto non c’è stata scelta…faccio presente che sono appena tornato dagli USA dove le nuove uscite sono sempre in offerta e costano 9,90 dollari (poco più di 7 euro!!!) ed il catalogo invece è più caro, un principio secondo me che può avere una logica ed incentivare l’acquisto di CD nuovi…da noi invece funziona al contrario, le novità sono carissime ed il catalogo te lo tirano dietro per pochi euro…

    credo comunque che un album intero su I-tunes non possa costare più di 5 euro…

    @frankdj
    condivido quello che dici sul ritorno del vinile! il picturedisc poi è una figata!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    18 gen 2011 - 16:30 - #15
    0 punti
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    Io credo che la musica in futuro prenderà (e già sta prendendo) due strade diverse. I comuni mortali faranno sempre più affidamento sulla musica in digitale e i collezionisti e cultori rimarranno sul fisico, probabilmente vinile. Credo che la forma che sparirà per prima sarà proprio il CD, che è una via di mezzo.
    Per quanto riguarda il digitale però non ha senso il modello economico proposto da iTunes e da quasi tutti gli altri store. Che senso ha vendere un disco in mp3 a 10 euro quando su Amazon o Play.com trovo la versione CD a 5 o 6 euro? Io anche a parità di prezzo compro il CD e poi gli mp3 me li faccio da me. Avrebbe molto più senso per il digitale andare versio soluzioni di download e streaming illimitato su abbonamento. Io credo che si dovrebbe fornire un catalogo completo di tutta la discografia mondiale in una buona qualità e permettere alla gente di poter accedere a qualsiasi musica in qualsiasi momento. La tecnologia è già in grado di fare questo, i modelli commerciali si DEVONO adeguare, altrimenti giustamente moriranno. Io non son disposto a pagare nemmeno 1 centesimo per scaricare 1 canzone. Però son disposto a pagare un canone per scaricare e ascoltare tutto ovunque.
    Per quanto riguarda il fatto che la musica debba esser gratis come l’aria non sono per nulla d’accordo. La musica, quella bella, (non tiriamo in ballo la Macarena, la musica bella c’è ed è tanta), ha un costo e dei tempi di produzione. Meno diamo alla musica più la musica sarà di bassa qualità.
    Il fatto poi che la gente scarica sempre più e compra sempre meno è dovuto anche al fatto che la gente ha sempre meno cultura musicale, soprattutto in Italia. D’altronde cosa fa al TV nazionale e privata per diffondere la cultura musicale? Posson bastare X Factor e Amici per far dire alla RAI o lla Mediaset “noi diffondiamo la musica”?

  • Profilo di axl138

    axl138

    18 gen 2011 - 17:10 - #16
    0 punti
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    Io sono d’accordo con tutte le critiche: 1) il costo in italia dei cd e’ troppo elevato.. e’ impossibile che i cd nuovi da noi arrivino a costare nei negozi anche 22 euri, quando su internet in Europa li trovi a 10-12 euri appena usciti. Stesso discorso in confronto ai negozi (fisici) in USA, Uk dove pure costano poco gia’ all’uscita. 2)Gli mp3 sugli store online costano troppo, come detto da qualcuno dovrebbero costare max 5 euri gli album interi e 50cents le singole canzoni. Nn ha senso ritrovarsi a prezzi simili tra mp3 e cd, anche xche e’ disonesto dato che la qualita’ e’ NETTAMENTE diversa. 3) Il vinile e’ bello e di buona qualita’ (nn sempre) ma ha tanti svantaggi nell’era del digitale.. il cd ha grandi vantaggi ma perde un poco di qualita’… la soluzione definitiva sarebbe stata il dvd-audio, o il SACD che pero’ ritenevo meno sensato nei costi, ma nessuno dei due formati si e’ diffuso, e ormai credo nn ci sia piu’ ne tempo ne spazio….
    Io cmq di cd ne compro e continuero’ a comprarne finche’ potro’ (sempre max sui 12 euri) perche’ cmq e’ giusto pagare un prodotto quando e’ valido. Ma appunto devo essere sicuro, xche’ qui le Major fanno le furbe ma nei 80s e soprattutto 90s quante fregature uno prendeva? Album fatti con 1-2 canzoni decenti messe come singoli e il resto tutti riempitivi scadenti? e i prezzi? gli ultimi anni della lira ricordo tranquillamente cd che arrivano a 38-40mila lire e cmq i prezzi negli anni sono sempre andati a crescere in maniera lineare, sia quando si vendevano miliardi di album che quando se ne vendevano meno… perche’ queste cose nn le dicono? fanno finta di non ricordarsele? che pagavi 36mila un album con 2-3 canzoni decenti e il resto indegne schifezze? Il fatto e’ che a loro piaceva quel modello di business, la gente era costretta a farsi fregare e loro guadagnavano a fiumi.. ma ora il divertimento e’ finito care Major.. indietro non si torna !!

  • Profilo di gemmaaronica

    gemmaaronica

    18 gen 2011 - 17:54 - #17
    0 punti
    Up Down

    Io appartengo a quel 20%. Mi piace ascoltare musica, ma di buona qualità. Io ho trovato un’ottima soluzione per scaricare e ascoltare la musica che mi piace. Navigando su internet ho scoperto un sito niente male, che tiene testa a I-tunes, ed è Keradio. La cosa che trovo fantastica è che in base al mio stato d’animo, se euforico o nostalgico, mi posso ascoltare la musica. Ed è gratis! Sono veramente soddisfatta.

  • Profilo di tidus88

    tidus88

    18 gen 2011 - 18:38 - #18
    0 punti
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    che poi adesso molte canzoni costano 1.29 altro che 0.99cent

  • Profilo di max87

    max87

    19 gen 2011 - 00:33 - #19
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    sull’iCoso .. le canzoni appena uscite costano ance 1.29 Centesimi… tempo fa c’era un sito russo che vendeva musica legalmente a 0.10 centesimi a brano.. chiaramente è stato fatto chiudere sotto pressione delle major..

  • agvz

    19 gen 2011 - 11:24 - #20
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    Quello del download illegale é un vero dilemma, io non saprei tuttora dirne del tutto bene o del tutto male. Da un lato mi rendo conto che per gli artisti la musica é lavoro, e per la loro opera hanno diritto ad essere remunerati. Dall’altro bisogna considerare che anche i soldi di chi compra dischi sono guadagnati col lavoro, per cui sarebbe giusto che un consumatore spenda il giusto, e per musica valida, o comunque valida per lui.

    Comunque stiamo molto attenti, cerchiamo di dare le giuste proporzioni alle cose:

    I cantanti di successo sono RICCHI. La crisi é per noi, non per loro. E’ vero che in teoria il download non é giustissimo, ma va anche detto che questi non sono persone che guadagnano 1000 euro al mese, come lo e’ invece la stragrande maggioranza di quelli che scaricano musica …

    E le case discografiche ? vogliamo parlarne ? almeno i cantanti hanno, chi piu’ chi meno, un merito artistico ? ma le case discografiche cosa fanno ?

  • Muzic22

    19 gen 2011 - 12:21 - #21
    0 punti
    Up Down

    Io non scarico mai legalmente, perchè non si può BUTTARE 1 Euro e 30 per una canzone, quello che mi piace vado e lo compro fisico, mi rimane e so di aver contribuito, quando ho speso soldi per qualcosa di virtuale è come scaricarla illegalmente…il risultato è lo stesso!

  • alessiobomm1

    19 gen 2011 - 20:09 - #22
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    Up Down

    @holmes: 1° singolo più venduto in Italia nel 2010 è Waka Waka con più di 140,000 download. La prima dei talent è Noemi al 6° posto, ma questa è stata una hit radiofonica, non centra molto il talent. 11° Scanu, 22° Mengoni, 34° Emma. Questi sono i casi che potrebbero entrare nel tuo discorso…ma prima c’è il dato enorme di Shakira, Jovanotti (70,000 download), Kesha (40,000/50,000 download) e tutti gli altri. I fan dei talent supportano i loro artisti soprattutto con i vari Ep…è stato fatto il conteggio…oltre 1,1 milioni di CD venduti nel 2010 da artisti da talent (Amici, X-Factor). 800,000 mila provenienti da Amici…e Sanremo? Poco più di 400,000 dischi venduti (di cui 150,000 da artisti da talent). Anche X-Factor (un programma da 2 milioni di telespettatori) ha saputo vendere 300,000 dischi, 100,000 in meno di Sanremo visto da 10 milioni di persone.

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