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Soundsblog intervista in esclusiva i Sonohra in tour per "A Place For Us"

Pubblicato: 27 dic 2010 da Francesca Camerino

Soundsblog intervista in esclusiva i Sonohra

Ci piace seguire il percorso dei fratelli Fainello in arte Sonohra che abbiamo visto nascere con la vittoria nella categoria Giovani a Sanremo 2008. Attualmente il duo veronese è in tour per promuovere l’ultimo Ep intitolato “A Place For Us” uscito il 30 novembre su etichetta Rca Sony Music, che presenta 8 tracce tratte dai precedenti dischi ma in lingua inglese, a parte l’inedito “There’s A Place For Us”, brano colonna sonora di “Le Cronaca di Narnia 3″. Durante una pausa del tour abbiamo raggiunto al telefono Luca che ci ha raccontato il riscontro dei fan per l’ultimo loro lavoro e i progetti per il 2011.

Siete in tour per promuovere il nuovo disco “A Place for Us” in lingua inglese. I fan come hanno accolto le canzoni riarrangiate in chiave rock ed elettronica?

Sono state accolte bene perché comunque per un artista sperimentare non dico che sia un dovere ma è una cosa positiva che spinge ad aprire anche i confini della propria musica. Queste nuove sonorità anticipano anche gli inediti a cui stiamo lavorando, un lavoro intermedio che precede l’album previsto per il 2011.


Come è nata la collaborazione con la Twentieth Century Fox per il brano colonna sonora de “Le Cronache di Narnia”?

La casa di produzione ha deciso di far cantare ad artisti locali la colonna sonora scritta dalla cantautrice americana Carrie Underwood. Sono stati scelti 10 artisti diversi e tra questi siamo stati selezionati noi che siamo stati ritenuti i più adatti per questo tipo di film, ci è stata data un’opportunità enorme.

A quale canzoni delle vostre siete più legati?

Sicuramente “L’amore”, è stata la canzone che ci ha dato più visibilità tra le nostre, che ci ha fatto vincere il Festival di Sanremo e ha poi dato il via a tantissimi progetti anche internazionali in Sudamerica. Il disco è andato bene anche in Giappone. Sicuramente è la canzone che ci ha dato più soddisfazioni.

Soundsblog intervista in esclusiva i Sonohra
Nel 2010 c’è stata la partecipazione a Sanremo, la pubblicazione del secondo album “Metà”, la nomination ai Mtv Europe Music Awards. Come avete vissuto quest’anno?

E’ stato un anno particolare. Sanremo non è andato molto bene ma ci siamo ripresi bene per quanto riguarda i live, abbiamo vinto anche un premio al MTV The Summer Song. Alla fine se si guarda indietro è stato un anno positivo, anche se si può fare ancora meglio e questo è il nostro punto di partenza.

Come nascono le vostre canzoni: qual’ è il processo creativo e dove nasce l’ispirazione?

L’ispirazione è spontanea, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi luogo ti trovi. In genere viene composta con voce e chitarra anche con un inglese maccheronico, registrata anche su di un telefonino per non dimenticarla. A quel punto se dà delle emozioni, ci si imbastisce un testo, si inizia a pensare a un arrangiamento, da lì inizia tutto il lavoro.

Andate d’accordo sulle scelte artistiche o litigate come fanno tutti i fratelli?

Nelle scelte artistiche andiamo molto d’accordo. Ci può essere qualche dissenso ma capita su cose minime, magari litighiamo su cose molto più banali.

Che genere di musica o quali artisti ascoltate nel tempo libero?

Ascoltiamo un po’ di tutto, molta musica rock americana come David Cook o i Nickelback. Prevalentemente band americane e inglesi.

Come è cambiata la vostra vita da Sanremo Giovani 2008? I vostri obbiettivi sono gli stessi o sono cambiati nel corso degli anni?

Sono gli stessi ma bisogna fare attenzione perché in un attimo puoi perdere tutto quello che hai costruito negli anni. Per quanto riguarda la nostra vita a parte i ritmi frenetici con cui conviviamo rispetto al 2008, quando siamo a casa, anche se non capita molto spesso, facciamo una vita normalissima.

Progetti per il nuovo anno dopo il Capodanno in Piazza Brà a Verona?

La tournee proseguirà probabilmente da febbraio in poi fino all’estate. Non ci siamo posti dei limiti.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • yu91

    27 dic 2010 - 23:03 - #1
    0 punti
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    Sono molto maturati!
    Il disco è andato realmente bene non solo in Italia, e questo ep con le loro canzoni in inglese lo dimostra.. Sono due ragazzi giovani, abbastanza talentuosi e molto determinati..
    Ne hanno di strada da fare, ma a quanto vedo si fanno un mazzo per raggiungere certi obiettivi!

  • Dispensatoregratuitodibestemmie

    28 dic 2010 - 10:49 - #2
    1 punto
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    PAGLIACCI!

  • marcello walker

    28 dic 2010 - 15:49 - #3
    0 punti
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    Sono talentuosi, peccato per il brutto pezzo di Sanremo …

  • Profilo di kirametal2

    kirametal2

    29 dic 2010 - 10:06 - #4
    1 punto
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    Macchè talentuosi…

  • Profilo di knives

    knives

    29 dic 2010 - 15:41 - #5
    0 punti
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    Beh se fanno successo anche all’estero ben venga,finalmente anche artisti italiani vendono al di fuori dei nostri confini,stare li a ridicolizzarli come certe persone commentano qui mi sembra abbastanza ridicolo,al di là se apprezzi o non apprezzi la loro musica..

    Finalmente qualche italiano vende anche all’estero che non siano la Pausini o Ferro..

  • Dispensatoregratuitodibestemmie

    30 dic 2010 - 01:44 - #6
    0 punti
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    #5 Hai ragione! Ora che ci penso mi sento ORGOGLIOSO di essere connazionale di simili FUORICLASSE! Perchè soffermarsi sulla qualità e sulle doti artistiche quando due INETTI simili esportano MèRDA anche oltreoceano?? Del resto le Spears, i Biberon ecc. fanno lo stesso con la propria da decenni ormai.

  • BIo5

    05 gen 2011 - 15:27 - #7
    0 punti
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    I soliti ragazzini raccomandati, il solito pop duo costruito a tavolino. Altro che “un mazzo per raggiungere certi obiettivi”… il vero problema è che in Italia le cose continuano a funzionare in questo modo, non c’è spazio per la gente coi c0ntroc0glioni ma solamente per chi suona porcheria commerciale che sia facile da vendere in radio. E questo è mooolto triste.

    Per la cronaca. Ci sono una enormità di band validissime che vendono addirittura PIU’ all’estero che in Italia. E non parlo di Vasco, della Pausini e di Tiziano Ferro. Il semplice fatto è che bisogna andare a cercare dove sta la musica vera. Il progressive, la psichedelica, la sperimentale, il metal, l’hard rock. In Italia è pieno di musicisti con le p@lle quadrate che vengono acclamati in tutto il mondo e soltanto nel nostro paese non ottengono il riconoscimento che meriterebbero. E al posto loro ci stanno i Lost, i Finley e i Sonohra.

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