Sarà abbastanza, il singolo di Mario Cianchi: "Ho scelto un brano che mi rappresentasse al meglio" - intervista Soundsblog

La carriera solista dopo aver scritto brani per Francesca Michielin, Irene Fornaciari e Carlo Alberto Di Micco

Con il suo singolo d'esordio Mario Cianchi cerca di farsi conoscere come artista solista, dopo anni passati 'dietro le quinte', scrivendo brani per Francesca Michielin, Irene Fornaciari, Carlo Alberto Di Micco, Valerio Scanu e molti altri.

Abbiamo parlato un po' con Mario di questo suo nuovo percorso.

Da autore a protagonista: come mai hai deciso di affrontare questa sfida?

Sentivo di avere delle cose da dire e volevo farlo in prima persona. Ho scelto un brano che mi rappresentasse al meglio, sia come testo che come sound e, fortunatamente, ho trovato delle persone disposte ad aiutarmi a realizzarlo a partire dal produttore Franco De Gruttola fino alla Pirames International.

In quale delle due vesti ti senti più a tuo agio: autore per altri o cantautore?

Sono due vesti completamente diverse ma mi sento a mio agio in tutte e due. Ho iniziato il mio percorso come cantante quindi è una cosa che mi viene abbastanza naturale anche se come autore, dietro le quinte, mi trovo benissimo. Mi piace molto immergermi nella scrittura e lavorare in studio di registrazione. Veder nascere una canzone è sempre una cosa emozionante.

Come sta andando la produzione del disco?

La produzione del disco procede a ritmo incalzante. Uscirà a fine settembre inizio ottobre ma siamo già a buon punto, almeno per quanto riguarda la scrittura. Sarà certamente un lavoro molto lungo e intenso.

Quando scrivi un brano pensi già a chi lo interpreterà o l'interprete è scelto in un secondo momento?

No, di solito mi rendo conto alla fine del lavoro di chi potrebbe essere l'interprete ideale il brano. La mia scrittura dipende molto dal mio stato d'animo. La mia vita quotidiana influisce molto sulle mie melodie e sui miei testi.

Si dice che in Italia manchino gli autori, e ci siano 'troppi' interpreti...tu come la pensi?

I talent hanno un po' spostato questo equilibrio mettendo in luce molti interpreti ma in Italia di autori che scrivono belle canzoni ce ne sono. Il problema è che è più difficile individuarli perché hanno meno visibilità.

In passato hai collaborato anche con artisti come Ed Sheeran, Gavin De Graw e Elisa: cosa ti hanno lasciato come insegnamento?

Mi hanno insegnato a non accontentarmi mai, a curare i dettagli e ad essere molto critico, soprattutto con me stesso. Una melodia e un testo possono essere sempre perfezionati e, visto che i tempi di lavoro spesso sono molto serrati, si deve sempre cercare di mantenere altissimo il livello di attenzione.

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