Logo Blogo

AC/DC: il batterista Phil Rudd condannato per possesso di droga

Pubblicato: 07 dic 2010 da David


Phil Rudd, batterista degli AC/DC, è stato condannato dalla corte Neo Zelandese per possesso di marijuana. Il musicista era stato arrestato lo scorso 7 ottobre dopo che la polizia aveva fatto un blitz a sorpresa nella barca di sua proprietà, ancorata alla Tauranga Beach Marina, trovando 25 grammi della sostanza proibita.

Nonostante si sia dichiarato colpevole, la sua richiesta che il reato non macchiasse la fedina penale è stata respinta dal magistrato Robyn Paterson, che ha condannato l’imputato per possesso di droga e ordinato una multa di circa 150€.

Se la cifra è sicuramente una sciocchezza per le tasche di una rockstar multimilionaria, è certamente ben più grave la condanna, che rischia di causare seri problemi al finora fortunatissimo Black Ice Tour degli AC/DC: secondo la legislatura di molti paesi, infatti, non è possibile rilasciare visti d’ingresso a chi sia stato condannato per possesso di droga. Fra questi paesi, anche gli Stati Uniti.

Leggendo la sentenza, il magistrato Paterson ha dichiarato seccamente al musicista: «Questo non è un semplice incidente. Lei stava ciecamente ignorando la legge. Lei stava giocando alla roulette russa». Più che russa, potremmo azzardare che forse era giamaicana…

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (5 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di carter

    carter

    07 dic 2010 - 13:00 - #1
    0 punti
    Up Down

    E quasi sicuramente il giudice che l’ha condannato si fa di cocaina! Cioe’ manco avesse avuto una piantagione di marijuana!

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento