Nel suo campo, Peter Jenner è una vera e propria istituzione: oltre ad aver organizzato il leggendario concerto dei Rolling Stones ad Hyde Park nel 1969, è stato il manager storico di gruppi come i Clash e i Pink Floyd che, inutile dirlo, non hanno di certo bisogno di presentazioni. Forte delle sue impareggiabili esperienze lavorative passate, Jenner è intervenuto al recente Westmister eForum per offrire il suo autorevole punto di vista sulla spinosa questione della pirateria musicale, o meglio, del “file sharing” inteso come fenomeno culturale prima ancora che criminale:
“Se teniamo fede ad una legge sul copyright, cioè un qualcosa che cerca di legiferare sul sacrosanto diritto a copiare, è inutile dire che stiamo percorrendo un vicolo cieco che non ci può portare da nessuna parte: è come cercare di amministrare il traffico aereo con delle leggi sul trasporto ferroviario, non si può controllare il diritto delle persone a scaricare, gestire e copiare file con il proprio computer, è una questione di democrazia e di cultura. Piuttosto, cerchiamo invece di sviluppare nuovi modelli di business musicale, dato che tutti i tentativi di bloccare il file sharing in ogni sua forma e dimensione sono sicuramente destinati a fallire.
Dobbiamo riformare l’industria discografica: oggi le major detengono diritti quasi monopolistici sui propri artisti sotto contratto, vedono i loro dischi come ‘prodotti’ e non come ’servizi’. Possiamo agire in tantissimi modi, ad esempio accordandoci con i fornitori di servizi internet a banda larga o introducendo abbonamenti semestrali o annuali a determinati siti di file sharing, un pò come accade adesso con RapidShare. Basta anche solo una sterlina per ogni persona che utilizza internet per scaricare file musicali ‘non autorizzati’, per avere un ritorno di decine di milioni di sterline per ripagare indirettamente gli artisti.”
Secondo Jenner, quindi, le case discografiche e i musicisti devono scendere a compromessi e cambiare totalmente il proprio punto di vista sul file sharing, considerandolo non più come il prodotto di una mente criminale ma come un potentissimo strumento per raggiungere milioni e milioni di utenti grazie alla magia della condivisione.
rikstyle
20 lug 2010 - 13:47 - #1Se il buongiorno si vede dal mattino (Rolling Stones, Clash, Pink Floyd) non poteva questo signore uscirsene con baggianate. Infatti ha detto la sacrosanta verità su tutto. Combattere la pirateria è logicamente impossibile, l’unica carta che rimane da giocare è quella di venire incontro a chi scarica appunto sfruttando la magia della condivisione.
clauderouges
20 lug 2010 - 13:58 - #2Prima o poi la capiranno anche i “capi” delle etichette discografiche. Io non sono favorevole alla pirateria e compro molti CD, ma è un fatto innegabile che la pirateria sia incontrollabile. Inoltre ho l’impressione che l’industria si stia muovendo davvero troppo lentamente rispetto alle possibilità tecnologiche che offre internet. Sono anni che sto cercando in Italia un servizio di abbonamento al download LEGALE e che abbia un catalogo davvero esausriente, ma la ricerca è davvero frustrante. Anche chi ama la musica come me ed è disposto a spendere per ascoltarla in Italia è destinato a doversi accontentare di servizi “a metà”, con cataloghi ancroa scarni. Fino a due anni fa in Italia c’erano due servizi di ascolto illimitato (MSN e Tiscali) poi li hanno chiusi. Ora c’è solo Dada, ma è ancora ad uno stadio piuttosto iniziale. Li ho provati tutti e sono sempre alla ricerca di qualcosa di più completo e di veramente comodo. Ho scritto più volte anche ad Enzo Mazza, presidente della FIMI e lui sostiene che l’industria si stia muovendo. Come mai noi abbiamo sempre questi servizi a metà e nel resto d’Europa e in America ci sono servizi come Spotify o Rhapsody? Quando arriverà un servizio di download illimitato legale? Ve lo dico io quando: quando sarà troppo tardi e la gente si sarà completamente abituata a non spendere un centesimo per ascoltare il lavoro altrui. Il discorso vale anche per film e spettacoli TV. Possibile che nel 2010 ancora esistano le pay TV e uno debba pagare 20 euro al mese per avere una scelta limitata anziché avere un catalogo vasto di film? Io spesso devo ricorrere alla pirateria perché sui canali legali non trovo ciò che cerco.
SmoQ
20 lug 2010 - 15:02 - #3Vallo a spiegare a quelle cime (di rapa) di barbareschi e d’alia…
threedaysgrace
20 lug 2010 - 15:24 - #4Giustissimo!!!!
go
20 lug 2010 - 15:34 - #5Effettivamente la soluzione mi sembra semplice, invece di una cosa del tipo ‘mi prendo 1 euro per ogni disco che vendi’, basterebbe dire ‘per produrre il tuo disco mi devi pagare 100.000 euro’. Poi se il tizio vende poco o tanto per qualsiasi motivo che tene frega, il costo del tuo servizio ti è stato pagato.
xml
20 lug 2010 - 17:11 - #6I Floyd (e quindi anche le persone dell’entourage) sono SEMPRE stati avanti rispetto agli altri di almeno due decenni, in tutto. E anche queste dichiarazioni lo dimostrano, una volta di più….
govinda
20 lug 2010 - 17:11 - #7il motore di tutto è l’ingordigia…
FareProgresso
20 lug 2010 - 17:11 - #8La Libera Espressione passa anche per la Condivisione http://fareprogresso.blogspot.com/2010/05/la-libera-espressione-passa-anche-per.html
truzzo4ever
22 lug 2010 - 09:46 - #9concordo assolutamente con lui,il file sharing è condivisione ed è stupido che le etichette e gli artisti tentino di fermare questo fenomeno
kirametal92
22 lug 2010 - 09:47 - #10concordo appieno con lui,la libera espressione deve avere anche libera condivisione
nico-tra-le-nevi
22 lug 2010 - 18:07 - #11A tutti voi che avete postato qui sopra:
Se proprio volete pagare…
Non sarà perfetto (mancano i Fab Four) ma c’è iTunes! e ha un sacco di musica!