Nel corso di un’intervista concessa ai colleghi del portale britannico Classic Rock, l’ex cantante dei The Jam nonchè icona storica della musica inglese Paul Weller ha espresso tutto il suo disappunto sul modello di crescita artistica che la TV sta proponendo negli ultimi anni ai giovani di talento:
“Gli artisti che mi hanno influenzato quando ero piccolo erano tutti dannatamente bravi in quello che facevano. Oggi invece la situazione è profondamente mutata: ai miei tempi prima per raggiungere il successo dovevi lavorare come un mulo per sfondare con le tue capacità, adesso invece basta andare in TV per diventare degli artisti riconosciuti e famosi.
Mi spiegate allora che razza di messaggio vogliamo dare ai nostri figli? Che è tutto facilmente ottenibile? Che le cose che contano nella vita si possono ottenere senza fatica? Io però non ce l’ho assolutamente con i ragazzi che decidono di partecipare ad X-Factor o a programmi simili: quelle sono diavolerie create dai miei coetanei, da gente dei media a cui non gli importa assolutamente nulla del talento o della musica, ai ragazzi piace mettersi in gioco e se l’avessero creati loro i talent show sarebbero stati immensamente migliori di quelli che ci propina oggi la TV.”
E voi, come la pensate al riguardo?
noodles86
09 lug 2010 - 16:58 - #1Ha pienamente ragione!
Grande Paul!
Jazzfusion
09 lug 2010 - 17:10 - #2Sinceramente a me iniziano a far pena tutti quelli che sparano a zero sui Talent show…. anche perchè molti dei loro partecipanti di gavetta ne hanno fatta eccome… tutti questi grandi artisti che hanno avuto la fortuna di uscire alla ribalta in un momento in cui le case discografiche spendevano soldi per promuovere e rischiavano per lanciare nuovi artisti, se fossero nati al giorno d’oggi ,dove questo non succede più, sarebbero i primi a tentare anche la strada del talent… quindi perfavore che se ne stiano un pò zitti e facciano il loro lavoro!!!
rikstyle
09 lug 2010 - 17:26 - #3ha ragione, i Talent Show sono una vergogna per la musica e tutto quello che riguarda indirettamente la musica, è l’antitesi della musica e dello scopo per cui è stata creata.
SigurRos82
09 lug 2010 - 17:40 - #4I Talent Show mi sembrano, nella maggior parte dei casi, delle pantomime per dei mediocri alla ricerca di sogni di (vana) gloria. La gente che vi partecipa e che ha alle spalle anni di gavetta ci può anche essere, però ha scelto la strada del mettersi in mostra scendendo a compromessi.
Davvero, le persone che amano la musica e che amano suonare sul serio (e che hanno un briciolo di amor proprio, è sottinteso) è difficile che contemplino quel genere di opportunità.
E sinceramente…lo sparare a zero mi sembra più che giustificato, visti i toni fuori misura che contraddistinguono questi programmi e il loro proliferare a tutte le latitudini.
spazzolinosporco
09 lug 2010 - 21:39 - #5Ma che vuoi che capisce sto tizio
pattok
10 lug 2010 - 00:07 - #6non concordo…forse la vostra visione è ferma solo a tutti gli amiciani e a mengoni e…magari per alcuni pure alla ferreri…
ma da x factor è uscita pure Noemi…(se non vi piace manco lei allora giustifico i vostri odi verso i talent,ma io voglio sottolineare che almeno un concorrente buono ne esce e non ha bisogno di vincere ma arrivare solo 5a)
courage
10 lug 2010 - 10:23 - #7Io sono d’accordo con pattok, Noemi è una delle emergenti più interessanti. Poi ovviamente può non piacere, come possono non piacere la Ferreri, la Amoroso o Emma però direi che ognuno può avere i suoi gusti e nessuno è obbligato ad ascoltare qualcosa che non è di proprio gusto.
Sicuramente dai talent esce gente non molto meritevole, però considerate che anche chi fa la gavetta non assicura buona musica (senza fare nomi: Gigi D’Alessio).
Certo la gavetta serve, ma a volte i ragazzi dei talent hanno fatto gavetta, ma siccome si fa di tutta l’erba un fascio allora fa comodo odiali.
clauderouges
10 lug 2010 - 10:48 - #8In sé i talent show non sarebbero male se ci fossero anche altri programmi musicali nella TV italiana. E’ l’assoluta mancanza di alternative che fa dei talent show un male per la cultura musicale. Non è vero che TUTTI quelli che vanno ai talent show non hanno fatto la gavetta (vedi Cluster) ma sono casi rari.
Credo che l’aspetto più negativo dei talent, più che quello che sottolinea Weller, sia che i talent si nutrono solo di se stessi ormai. Nella maggior parte dei casi i cantanti che ci vanno hanno una bella voce e grandi doti ma una cultura musicale inesistente, o perlomeno limitata alla musica pop italiana degli ultimi 10 anni. Come può una persona definirsi cantante se non conosce la musica rock degli anni 70, la musica classica, il blues, il jazz eccetera. Come può un cantante ispirarsi a Laura Pausini o a Ligabue? In Italia poi abbiamo il grande svantaggio di essere troppo limitati alla nostra musica nazionale. Ci sono troppi aspiranti artisti cresciuti a karaoke che pensano che cantare su delle basi MIDI sia il massimo dell’arte e che non sanno nemmeno cosa sia un’orchestra.
I talent in definitiva non sarebbero male, ma da soli danno davvero una visione della musica a 2 gradi su 360.
clauderouges
10 lug 2010 - 10:50 - #9L’esempio di Mengoni è al dimostrazione di quanto ho detto. Con una voce così potrebbe spaccare il mondo e poi si accontenta di cantare quelle schifezze insignificanti. Non basta la voce per essere artista, ci vuole cultura e etica.
amaya
10 lug 2010 - 11:03 - #10In linea di massima ha ragione: serve gavetta e lavoro su se stessi per riuscire a trovare un proprio mondo e un proprio stile.
Ciò non toglie che i talent, purtroppo, sono uno dei pochi modi per emergere e accedere alla grande distribuzione… Se ci fosse meno spocchia e i giovani potessero usufruirne per mettersi in mostra senza rischiare di incorrere in pregiudizi, questi programmi potrebbero essere un ottimo modo per conoscere nuove proposte e aprire a nuovi generi, visto che una fetta di pubblico poco preparata musicalmente e pigra si troverebbe questi emergenti proprio sotto il naso… e magari, chissà, potrebbe rimanere colpito da un genere che non aveva mai considerato precedentemente!
holmes
10 lug 2010 - 16:29 - #11Thumbs up per Paul Weller!
Dio (o chi per lui) ci salvi da un futuro musicale basato interamente sui talent…ricordatevi che questi show non creano cantanti, ma PERSONAGGI, che godono di uno stuolo di fan numeroso già agli “esordi” discografici, solo perchè la trasmissione televisiva consente una visibilità a 360°, mettendo in luce prima di tutto il carattere (o peggio l’aspetto), a scapito del talento… se c’è.
Certo, ogni tanto esce qualcosa di decentemente ascoltabile (non nego di aver apprezzato qualche volta Noemi), ma siamo sempre sul 6/6+/6,5 massimo.
Oltre il condivisibilissmo discorso sulla gavetta, poi, la cosa che ritengo più “pericolosa” è che si possa dare il messaggio che la sola musica da ascoltare sia quella che passa in tv.
robertarock
11 lug 2010 - 00:39 - #12spazzolino sporco troll sei acnora qui per sparare cavolate?
rinh
15 lug 2010 - 14:50 - #13se volete fare un concorso serio fate quello di Miceli
http://www.panamamusic.it/