
Dimenticate questa versione di Sting rock’n'roll. Il cantante col passare del tempo e degli album diventa sempre più introspettivo affacciandosi ad un tipo di musica che risulta essere più intimista.
Per il suo nuovo album (in uscita a luglio) che porta il nome di “Symphonicities”, l’ex dei Police ha ben pensato di chiedere l’aiuto della Royal Philharmonic Concert Orchestra, diretta da Steven Mercurio, al fine di reinterpretare in chiave classica/sinfonica alcuni dei suoi più grandi successi come “Every little thing she does is magic” e “Roxanne”. Ecco cosa dice l’artista in merito alle sue nuove idee musicali:
“Avere a disposizione un così ampio spettro di colori per dare una nuova veste ai brani è indubbiamente eccitante”.
Intanto fa sapere che il due di luglio partirà da Vancouver col suo nuovo tour.
“Sto già pensando a come reinventare dal vivo le canzoni che sono stati i veri e propri pilastri della mia carriera”.
Molto coraggioso il nostro Sting. Chissà se lo rivedremo più indossare “i panni commerciali”?!
clauderouges
18 mag 2010 - 20:55 - #1Mah, di solito queste orchestrazioni di canzoni pop/rock mi lasciano sempre un po’ deluso perché appesantiscono soltanto i pezzi sezna portare nulla di orginale. Avrei rpeferito un album di inediti.
govinda
19 mag 2010 - 08:21 - #2Dai Gordon !proprio perchè sono dei pilastri lasciali li dove sono e non farteli crollare addosso.