
In Italia fare la rock star non paga le bollette. Amara considerazione che chiunque cerchi di farsi strada nel mondo della musica non può che condividere. A meno di non arrivare a consistenti cifre di vendita, la maggior parte dei musicisti sono costretti a vivere di altro quando scendono dal palco.
I ragazzi di Pronti Al Peggio hanno pensato di provare a raccontare il ‘lato B’ delle vite di figure più o meno note del panorama indipendente. Il titolo del format è Fossi Figo: un’idea davvero efficace per far capire quanto impegno, passione e determinazione siano necessari per continuare a proporre la propria musica. Crederci, insomma, anche quando si esce di casa per guadagnarsi uno stipendio.
La credibilità di una band o di un artista è legata anche a questi aspetti. L’episodio con cui vogliamo presentarvi Fossi Figo vede come protagonista il frontman di uno dei gruppi che stanno ottenendo maggiore attenzione e riconoscimenti in questo momento: Pierpaolo Capovilla de Il Teatro Degli Orrori.
Capovilla lavora come cameriere in un ristorante di Venezia. Quelli di Pronti al Peggio sono andati a registrare un’intervista per chiedergli di raccontare questo lato, sicuramente poco noto, della sua vita quotidiana. Il risultato è un ritratto interessante, che aggiunge non poco alla sua immagine e alla passione per la musica che trasmette live e su disco. Di seguito i due video della puntata.
obiwan73
13 apr 2010 - 13:07 - #1Solo in un paese ottuso e ignorante come l’Italia un artista della levatura di Capovilla si deve ridurre a fare il cameriere per portare a casa la pagnotta…
giorgi89
13 apr 2010 - 14:06 - #2che strage!ma la meritocrazia prenderà mai piede in questo Paese?(è una domanda retorica)
tara-84
13 apr 2010 - 14:37 - #3Queste cose non fanno altro che aggiungere spessore ad una persona che ritengo un ottimo artista!
Visti dal vivo, il Teatro, mi hanno particolarmente sorpreso dalla loro sporca perfezione sonora, lasciandomi addosso uno dei più potenti concerti a cui abbia mai assistito.
Persone che sono cresciute artisticamente negli anni e che, senza tanti supporti, sono riusciti a non piegarsi al marketing rimanendo sulle loro idee.
L’italiano medio non si merita musica del genere….sarebbero solo perle ai porci.
Felice quindi di ascoltare musica “di nicchia” e di riempirmi la testa soltanto con musica che mi scelgo io!
Alessandro Gori
13 apr 2010 - 14:44 - #4 (nascondi)Questo Capovilla, modestamente, mi sta sui cosidetti. Veramente il re dell’atteggio.
france
13 apr 2010 - 15:32 - #5il Re dell’Atteggio…è un musicista ed un autore con i co**ioni e non può vivere di quello che sà fare meglio, ma non gli manca l’umiltà per fare un altro lavoro…c’è chi vale un decimo di lui ed ha un successo immeritato!!!
Cimurro
13 apr 2010 - 16:43 - #6Vivere d’arte è difficile ovunque. Anni fà a Londra incontrai il bassista di un gruppo psichedelico degli anni 90 ( mooooolto underground) e faceva il ragazzo delle pulizie ad una sala di registrazione.
+EnIgMa+
13 apr 2010 - 17:43 - #7Molto bravi ma il cantate è trooooooppo alcolizzato…nei live non si capisce assolutamente un c@azz0 dei testi!
Nick223
13 apr 2010 - 20:20 - #8limitarsi a considerare Capovilla solo un musicista è davvero ridicolo.. lui è davvero un poeta dei giorni nostri al pari di un De André che fu.
figuriamoci a considerarlo un cameriere…
viviamo davvero un in un paese “musicalmente” ignorante.
Tenetevi pure i vostri beniamini di x-factor e di amici della defilippi. Che schifo!
chiara86
13 apr 2010 - 22:35 - #9un genio…assolutamente…forse il fatto che non siano tanto conosciuti al di fuori del giro è una cosa positiva…rimangono una rara perla in mezzo ad un mare di schifo…
simonedelo69
13 apr 2010 - 22:40 - #10Qualcuno sa dove è questo posto??
trigun86
14 apr 2010 - 10:25 - #11Bimbi bimbi, su dai, tutti in fila per due e dritti in classe… siete imbarazzanti
Non credo sia così pessimo che si debba “ridurre” a fare il cameriere, lo rende molto più umano ed anzi, un pò mi fa sperare che forse forse pure io qualche cosa di decente lo potrò combinare prima o poi.
Non nascondo che un pò mi secca che lo si consideri solo ora con ITDO mentre con i One Dimensional Man li si filava davvero troppo poco.
Forse paragonarlo a De Andrè è un pò esagerato, ma ammetto che me lo ricorda, se non altro per la sua maturità (in tutti i sensi :p)
mimì89
14 apr 2010 - 11:56 - #12anche secondo me è azzardato paragonarlo a de andrè…cmq ben vengano artisti così in gamba!
e ricordiamocelo che non si vive di solo talent show!
tanaka
14 apr 2010 - 14:29 - #13Urca, non lo sapevo. La cosa mi lascia abbastanza stupito e spaventato, in qualche misura. Ok che vivere di musica è difficile, non lo si scopre oggi, però, seppur non popolarissimi, un minimo “Il Teatro Degli Orrori” son conosciuti. Certo non pensavo facessero i miliardi, ma camparci si. Se manco loro…
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“A meno di non arrivare a consistenti cifre di vendita”.
Oddio, no, pensavo ai concerti. Con le vendite lo escludevo a priori, manco ci pensavo.
Di quelle si sa, se uno é un cantautore (e magari qualcosa se la suona da solo), per cominciare a campare di sole vendite, temo debba superare le 10′000 copie.
Per un interprete (che magari non suona) direi il doppio.
Un gruppo figuriamoci. Anzi a pensarci mi chiedo se ci sia un gruppo in Italia che campa direttamente delle vendite.
govinda
15 apr 2010 - 09:54 - #14Secondo me, l’umilta che si guadagna in una situazione del genere non può che essere produttiva. Molti gruppi preferiscono rimanere “underground” ma fedeli ai loro principi è continuano comunque a sfornare ottima muscia. Certo miglirare economicamente può aiutare sicuramente anche la produzione musicale ma non devrebbe essere lo scopo ultimo.
ferlinghetti
17 apr 2010 - 00:27 - #15e invece pierpaolo capovilla - nella sua verità, semplicità, profondità - mi sembra oggi l’unico possibile erede di de andré.
lunga vita al teatro degli orrori, alla materia infuocata e assoluta della loro musica. teneteci svegli! grazie.
MONTE83
27 apr 2010 - 21:07 - #16oddio così “di nicchia” i TDO non sono più…fanno 800-1000 persone ad ogni concerto, sempre sold-out…sicuramente fa il cameriere per arrotondare ad anche perché facendo tour solo in italia non si può stare quasi costantemente in tour come fanno tanti mostri sacri dell’underground americano per es…insomma non credo che i TDO se la passino poi così male…i mitici Jesus Lizard che io sappia vivevano di musica (non certo da ricchi posso immaginare) ed erano più di nicchia..la differenza é che suonando un pò ovunque in giro per il mondo potevano fare molte più date e vivere di quello e per quello…cmq grandi TDO
SONAHR
18 dic 2010 - 02:51 - #17Assolutamente e profondamente commosso da quanta poesia è in Pierpaolo Capovilla