Mentre in Italia le più influenti case discografiche cercano di accordarsi con gli internet provider per offrire agli utenti un “lasciapassare” che gli permetta di scaricare lecitamente (ovviamente previo aumento, seppure minimo, del canone mensile d’abbonamento) tutto ciò che vogliono dal catalogo delle major coinvolte, in paesi come la Francia, la Corea del Sud e Taiwan si è cercato di limitare la pirateria (musicale e non) intervenendo direttamente sulla connessione delle persone scoperte nell’atto di servirsi illegalmente di programmi P2P.
Tale pratica, consegnata alla storia recente come “dottrina Sarkozy”, trova però una strenua opposizione nei legislatori e nei giudici dell’Unione Europea, così come possono dimostrare le seguenti dichiarazioni di Karel De Gucht, Commissario Europeo per il Commercio:
“La Comunità Europea non appoggia e non accetta l’idea che un’eventuale intesa nel quadro dell’ACTA (gli accordi commerciali anticontraffazione) crei l’obbligo di disconnettere i privati cittadini da Internet in conseguenza di un’attività di download illegale. La regola dei ‘tre colpi’ (ossia delle tre metodologie di disconnessione adottate dal governo francese) o dei sistemi di risposta graduale non rivestono carettere obbligatorio in ambito europeo. I paesi membri dell’Unione si approcciano alla tematica in modi differenti, il nostro compito non è quello di obbligare nè di appiattire la discussione ma quello di conservare questa flessibilità.”
Per il momento, quindi, non verrà emanata alcuna legge comunitaria che obblighi gli stati membri a recepire una norma anti-pirateria che, se fosse formulata in modo simile a quella che c’è attualmente in Francia, permetterebbe a tutti i fornitori di servizi internet di scandagliare il traffico dati di tutti gli utenti collegati, violandone in perpetuo il diritto alla privacy.
france
03 mar 2010 - 10:28 - #1ma meno male che c’è Caaarlaaa Bruuniiii….
gio25
03 mar 2010 - 11:19 - #2chi e’ contro la pirateria bruciasse all’inferno
clauderouges
03 mar 2010 - 15:25 - #3Io però a questo punto vorrei sapere a che punto sono questi accordi con i provider di cui parlate e quali sono i provider interessati, perché si parla tanto di pirateria ma se io volessi pagare di più per avere un accesso illimitato a tutta la musica che voglio CHI DEVO PAGARE???!!!
drusidav
03 mar 2010 - 15:33 - #4RAGAZZI FIDATEVI DI ME CHE LAVORO NEL CAMPO MUSICALE….
LO SCHEMA è SEMPLICE:
LA GENTE SCARICA ILLEGALMENTE MUSICA -> ALLE CASE DISCOGRAFICHE MANCANO I SOLDI -> MANCANDO I SOLDI DEVONO LICENZIARE QUALCUNO -> LICENZIANO COLORO CHE SI OCCUPANO DI CERCARE NUOVI TALENTI -> CONSEGUENZA DI CIO : MENO QUALITà DELLA MUSICA -> E CONSEGUENTE SOVRAPPOPOLAMENTO DEI TALENT SHOW COME AMICI E XFACTOR (che secondo me non sono nati male come idee perche si sostituiscono a coloro che sono stati licenziati e che avrebbero dovuto cercare i talenti)…….
Propongo ad ognuno di noi (me compreso) di smeetterla di scaricare illegalmente la musica….. le opportunità ci sono…. non vogliamo compare un cd di pezzi che non sappiamo neanche come sono…e spendere 30 40 euro
beh su itunes c’è la possibilità di scaricare le canzoni a 90 centesimi e di sentire un anteprima di trenta secondi….meglio di cosiii….
CIoe ragazzi …90 centesimi per un canzone non è niente…… pensate all’aartista che si è sbattuto per scrivere la canzone, tutto il lavoro che ce dietro…
Pensiamoci…… la pirateria è sbagliata…… anche perhce piu noi scarichiamo piu le case discografiche per rientrare nei costi di produzione aumentano i prezzi dei dischi….
pattok
03 mar 2010 - 20:05 - #5drusi…..concordo…
ci vorrebbero sistemi + efficienti di controlli e multe salate…
e l’uccisione del maledetto emule….
govinda
04 mar 2010 - 13:03 - #6Le case discografiche muiono perchè i dirigenti hanno fatto i soldoni hai bei tempi e non si sono preoccupati di sviluppare modi alternativi per diffondere musica. E come nelle grosse aziende il modo più facile è segare i lavoratori. Non credo proprio che muoiano di fame. Si parla di majior visto che sono quelle che in termini di soldi perdono di più. Stranamente ci sono molti autori validi anche internazionali che divulgano gratuitamente parte della loro musica. Scaricare sarà sbagliato sicuramente, ma lucrare spudoratamente lo è altrettanto. E’ una guerra che hanno scatenato loro.