Prima l’immancabile polemica, poi la rettifica e pure una cover. La - presunta - schermaglia che ha coinvolto i Vampire Weekend e Paul Simon finisce così ‘a tarallucci e vino’ come vuole il detto. Facciamo un passo indietro. La voce che circolava era quella di una ‘lamentela’ di Paul Simon per un’eccessiva somiglianza tra il suo capolavoro “Graceland” e molti dei brani di Ezra Koenig e soci. Somiglianza facile da rilevare che poi si è trasformata in un vero e proprio ‘tributo’.
Nella colonna sonora di “Ceremony” infatti, film in uscita con Max Winkler (esatto, il figlio dell’attore che interpretava Fonzie), c’è proprio una cover di “Papa Hobo” di Paul Simon, incisa da Koenig con la collaborazione nientemeno che di Van Dyke Parks (trovate il brano in streaming dopo il salto).
Intanto Paul Simon ha smentito l’acredine nei confronti dei giovani newyorkesi durante un’intervista a Vanity Fair: “In un certo senso, siamo stati sulla stessa direzione, artisticamente parlando, ma non credo che prendano le mosse da me e, comunque, se anche lo facessero sono i benvenuti, perché ognuno si ispira sempre a qualcun’altro. E’ questo il modo in cui la musica cresce e si forma”. Pace fatta, insomma (tanto più che il figlio è un loro fan). Festeggiamola con il mash-up a inizio post.
Si avvicina la data dei “Grammy Awards” e i media statunitensi sono pronti per lanciarsi nella solita ridda di commenti, critiche e pronostici. Non fa eccezione chi, come il fenomenale Stephen Colbert, riesce a fare informazione ridendo e ironizzando sui controsensi di certe dinamiche interne all’industria musicale.
Nella puntata di ieri, sono arrivati in studio due delle band nominate nella categoria ‘alternative’: i Vampire Weekend di Ezra Koenig e i Black Keys. Battute a non finire di Colbert che ha lanciato la sua provocatoria sfida: se in passato l’unica maniera per stabilire la qualità di un disco erano le vendite (geniale la presa in giro di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” surclassato dall’album dei Monkees), oggi che la musica non vende, come fare per decretare chi merita la vittoria?
Semplice: in base alla quantità di canzoni utilizzate dai grandi marchi negli spot. Sarcasmo e - finta - contesa tra Koenig e i Black Keys a colpi di spot, con un finale che non vi sveliamo, ma che spiega meglio di molte accurate analisi come andrebbe indirizzato il malumore degli artisti….

L’originale probabilmente lo conoscete tutti a memoria: una di quelle hit pop che è impossibile non aver ascoltato almeno una volta. “Fight For This Love” di Cheryl Cole è stato il singolo-tormentone che ha anticipato “3 words”, disco uscito lo scorso anno. Un brano che Ezra Koenig, cantante dei Vampire Weekend, non ha mai fatto mistero di apprezzare.
Come prova ulteriore della sua ‘passionaccia’, la band chiamata a registrare la session per “Live Lounge” su BBC Radio 1 (uno dei migliori programmi di musica dal vivo in circolazione), ha deciso di inserire una cover del pezzo.
Se - come sostengono in molti - uno dei metri di valutazione più efficaci per giudicare un rifacimento è quanto la resa finale finisce per sembrare un brano del gruppo che realizza la cover, i Vampire Weekend hanno centrato in pieno l’obiettivo. La ‘loro’ “Fight For This Love” potrebbe essere tranquillamente contenuta nella scaletta di “Contra”, il disco uscito quest’anno. La trovate in streaming (e in download) con il widget di Soundcloud dopo il salto.
Continua a leggere: I Vampire Weekend e la cover di "Fight For This Love" di Cheryl Cole

L’occasione è di quelle importanti, per ricordarci quanto siano pericolose le catastrofi ambientali e quanto non si faccia mai abbastanza per prevenirle con interventi mirati e una politica intelligente. L’operazione benefica è in supporto di Global Green USA, organizzazione internazionale no-profit che si occupa di tematiche legate all’ambiente e all’ecologia.
Il disco è “Gasoline Rainbows”, uscirà il 30 novembre prossimo su iTunes e i proventi serviranno appunto per raccogliere fondi in aiuto di tutte le realtà colpite dal disastroso incidente della “Deepwater Horizon” che ha riversato petrolio nel Golfo del Messico. Tante le adesioni, dai The National a LCD Soundsystem, dai Vampire Weekend ai Phoenix.
The Black Keys, Passion Pit e Surfer Blood: tutti hanno concesso un brano per la compilation. C’è anche chi, come Damien Rice, è intervenuto con un inedito - “The Connoisseur Of Great Excuse”. Una raccolta con tanto buon materiale e la possibilità di fare qualcosa di concreto per supportare una causa importante. Dopo il salto, la tracklist completa.
I Vampire Weekend sono una delle band indie rock più interessanti di questi ultimi anni e Ezra Koenig, frontman del gruppo statunitense prova un’esperienza da solista interpretando un brano per il film “Ceremony” interpretato dalla meravigliosa Uma Thurman e diretto da Max Winkler che sarà presentato in anteprima al Toronto International Film Festival a fine mese. Dalle prime notizie la commedia avrà una colonna sonora molto interessante.
Faranno da sottofondo musicale alla pellicola brani di artisti del calibro di Kate Bush, Pete Townshend, Ringo Starr e The Animals, e anche un pezzo storico di Paul Simon pubblicato nel 1972 intitolato “Papa Hobo” e contenuto nell’album “Paul Simon”, secondo album di studio da solista del talentuoso cantautore noto per essere parte integrante del mitico duo in coppia con Art Garfunkel. La cover sarà interpretata proprio da Koenig. Sarà una bella sfida per lui, ma il ragazzo è abbastanza eclettico nelle sue performance da poter stare tranquillo. Nell’attesa di ascoltare un assaggio del brano cantato da Koenig, ascoltate la canzone originale, dopo il salto.
Via | TwentyFourBit

Riassunto delle puntate precedenti. Più di un mese fa arriva la notizia: la signora Kirsten Kennis ha deciso di far causa ai Vampire Weekend. Sostiene (come verrà poi confermato) di essere la ragazza che campeggia sulla copertina di “Contra”: l’ultimo -in ordine di tempo- album della band.
La foto è stata scattata nel lontanissimo 1983 e Tod Brody, che millanta di essere l’autore dello scatto, non le ha mai chiesto l’autorizzazione. Se c’è una firma, è stata contraffatta. La Kennis chiede 2 milioni di dollari come risarcimento per sfruttamento indebito dell’immagine.
Perché? Perché la foto non solo è una Polaroid scattata in un contesto ‘casalingo’ e non professionale, ma non è di Brody. Non è Brody ad averla scattata, ma la madre della Kennis (uno di quei genitori che immortalano qualsiasi momento dei figli), che poi deve averla smarrita o magari ceduta insieme ad altre. Almeno, questo è quello che sostiene lei.

Lasciamo stare per una volta tutte le critiche, le polemiche, gli attacchi (spesso provenienti dagli stessi che anni fa lo esaltavano) destinati puntualmente a un sito come Pitchfork. Le sue contraddizioni le conosciamo tutti, il tono altezzoso di alcune recensioni, la ’spocchia’ da primi arrivati su nomi e trend musicali che poi -nel bene o nel male- cominceranno ad essere linkati ovunque in rete.
Nonostante tutto, per chi scrive il giudizio su Pitchfork è e sarà sempre più che positivo. Dalla sua nascita, ha lentamente imposto un modo di parlare di musica, con una forza e un modello sicuramente sopra le righe. Un modello che ha fatto del bene alla musica indipendente, in un momento in cui la critica (soprattutto quella online) si orientava con parametri quasi esclusivamente ‘rock’, derivati dalla tradizione della ‘carta stampata’.
5-10-15-20, l’ultima idea del portale più amato/odiato è divertente. Chiedere ai musicisti più in vista della scena indie di citare un album che li ha segnati per ogni fascia d’età che hanno attraversato. Il tutto ad intervalli di cinque anni. Il disco che ascoltavano da piccoli (5 anni), da preadolescenti (10 anni), durante l’adolescenza (15 anni) e in età più ‘adulta’ (20 anni).
Continua a leggere: "5-10-15-20": la musica preferita a intervalli di cinque anni

L’impatto di una copertina contribuisce non poco alla buona riuscita di un prodotto discografico. Per chi non legge le recensioni (on line e off line) e si affida solo a radio e televisione o per chi consulta tutti i giorni decine di siti che parlano di musica, notare una cover può facilitare molto le cose. Per non parlare dell’impatto che ha in un negozio di dischi, catturando l’attenzione e contribuendo a caratterizzare la band o il singolo artista.
“Contra” è sicuramente uno degli album di questo 2010 che verranno ricordati alla fine dell’anno. La ragazza che indossa la polo in copertina è un’immagine efficace, difficile da dimenticare. Quella ragazza ora ha un nome e cognome: Kirsten Kennis. E’ stato reso noto perché ha chiesto ben 2 milioni di dollari di risarcimento ai Vampire Weekend.
Continua a leggere: La ragazza della copertina di "Contra" fa causa ai Vampire Weekend
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Vampire Weekend, Battles, Metric, Beck, Black Keys. No, non è il rooster del festival indie dei vostri sogni. È l’elenco di alcuni degli artisti che hanno partecipato alla composizione della colonna sonora di Twilight Eclipse, nuovo capitolo dell’infinita e spossante saga di vampiri/lupi mannari, bonazzi e bonazze teenager che sta spopolando in tutti i cinema del reame. Curioso che la colonna sonora di Twilight, un film così pop e mainstream venga affidata ad artisti che pop e mainstream non lo sono affatto o comunque molto meno delle varie Lady Gaga etc…
Segno dei tempi e di come le cose stiano cambiando. Creativi e uomini marketing hollywoodiani sembrano aver capito che comunque certi nomi del rock non sono più “robetta per pochi”, tutt’altro. Un fatto di fronte a cui si può storcere il naso, ma personalmente anche se non ho mai visto i film, sono contento che la colonna sonora sia di un certo livello e di una certa qualità come si può appurare da ieri, ascoltandola in streaming sul sito ufficiale del film.
Colpisce senza dubbio la presenza dei Battles che oltre a essere un gruppo indie sono anche un gruppo decisamente “difficile” e complesso a livello di sonorità. Nonostante questo la loro The Line, un po’ smussata rispetto alle canzoni del loro primo disco Mirrored, è una delle cose migliori dell’OST. Bravi davvero.

Non avrebbero potuto scegliere un brano più adatto i Vampire Weekend per realizzare il nuovo video. “Holiday” è forse una delle migliori tracce del loro Contra: un disco che -seppure non ai livelli dell’esordio- ha saputo conquistare ad ogni ascolto successivo. L’accostamento ‘vacanze, Francia del diciassettesimo secolo, riprese anni ‘60′ si rivela particolarmente efficace. Surreale quanto basta per divertire e valorizzare il pezzo.
Intanto i Vampire Weekend hanno messo a disposizione “Jonathan Low” per la colonna sonora di “The Twilight Saga: Eclipse”. Scritta alla fine dello scorso anno, è nata in un momento in cui la band era concentratissima sull’uscita di “Contra” e, per tutta risposta, ha deciso di incidere un’altra canzone. Ce la descrivono così:
E’ molto differente da qualsiasi cosa abbiamo registrato finora. Visto che sapevamo sarebbe finita in una colonna sonora, abbiamo pensato di provare a fare qualcosa di diverso. Ecco il perché della traccia con la chitarra a dodici corde. Sì, probabilmente rimarrete un po’ sorpresi…. Trovate il video di “Holiday” e lo streaming di “Jonathan Low” dopo il salto.