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Schede Album

Queen: il 21 novembre di trentasei anni fa usciva il capolavoro "A Night at the Opera"

pubblicato da intweetion in: Rock Oldiesbutgoldies Schede Album Curiosità

Queen: il 21 novembre di trentasei anni fa usciva il capolavoro "A Night at the Opera"

Mettiamolo subito in chiaro: “A Night at the Opera” è IL capolavoro dei Queen. Registrato in diversi studi del Regno Unito (il Trident Sarm, il Roundhouse, l’Olympic, il Rockfield, lo Scorpio e i Lansdowne Studios), nacque però come metà di un progetto più ampio. Il progetto prevedeva l’uscita di un doppio album che avrebbe dovuto contenere anche il successivo “A Day at the Races” (pubblicato poi l’anno dopo). Motivo? Un omaggio - e un ‘concept’ - alla folle e geniale comicità dei Fratelli Marx (i rispettivi titoli sono gli stessi di due dei più famosi film del collettivo statunitense).

Se fu possibile separare i due dischi (soprattutto a causa delle insistenze della EMI) divenne invece impossibile separare “A Night at the Opera” da quello che è probabilmente il punto più alto della scrittura del compianto Freddie Mercury. Stiamo - ovviamente - parlando di “Bohemian Rhapsody”, la mini-suite di 5′ e 55′ (curiosa coincidenza: il 5 era la data di nascita di Mercury) che unì opera, pop e rock in un brano epocale. Diffidate dai detrattori che la ritengono troppo ‘pomposa’ e pretenziosa: la Rapsodia è un gioiello di composizione che impreziosisce un album già memorabile.

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Enrico Nigiotti e l'amaro debutto

pubblicato da tommyromi in: Pop Italians Do It Better Recensioni Schede Album Amici

Presentazione: Ecco la scheda album relativa al disco post “Amici” di Enrico Nigiotti.

Giudizio complessivo:La direzione musicale a metà strada tra il rock e il soul/blues appare in partenza come una proposta interessante anche perchè un tipo di vocalità come quella del cantante risulta essere piuttosto indicata per uno stile come questo.

Purtroppo però queste belle premesse cedono il passo ad un’amara delusione che si riscontra alla fine dell’ascolto delle tracce presenti nel progetto discografico. Le canzoni infatti appaiono come dei fuochi di paglia nel senso che la bella armonia che si ode in ogni loro inizio è destinata a spegnersi immediatamente non appena partono i vari ritornelli (e in alcuni casi anche un pò prima). Ed ecco quindi che la magia si rompe ancora prima di iniziare. Che peccato!

Lista tracce - Voto:

Libera nel mondo - 5+
Una cosa seria - 5
Mostrami il tuo amore - 5
Tu non farlo - 6
Ora basta - 5 (meno)
Addio - 5
Tu incantevole - 5

Voto complessivo: 5

Pierdavide Carone con "Una Canzone Pop" diventa il migliore "Amico" di sempre

pubblicato da tommyromi in: Pop Italians Do It Better Recensioni Musica e Tv Schede Album Alessandra Amoroso Amici Marco Carta Loredana Errore Pierdavide Carone

Presentazione: In molti attendevamo l’opera prima del cantautore dell’ultima edizione di “Amici“. Adesso Pierdavide Carone, col suo “Una Canzone Pop” (un vero e proprio album e non un Ep), ha finalmente esordito nella discografia…ed è subito record di vendite.

Giudizio complessivo: E’ proprio il caso di dire che in tutte queste edizioni del talent show non si era mai visto (sarebbe meglio dire “sentito”) un disco di debutto migliore di questo. Ogni singola canzone del prodotto in esame ha il suo perchè e questo viene raccontato dall’interprete in maniera eccelsa, con molto trasporto, con una giusta enfasi ed un’ottima padronanza empatica. Eh si gente: Mr Carone con i suoi pezzi sa cogliere tutti gli aspetti della realtà che ci circonda riuscendo ad essere allo stesso tempo serio, romantico, scanzonato, divertente e “stupido” (per quest’ultimo aggettivo vedi “Il Ballo Dell’Estate”) con la capacità quindi di essere in grado di mettersi nei panni degli altri ed arrivando così a permettere che il volgo possa immedesimarsi in quello che lui canta.

E poco conta che il ragazzo non abbia dalla sua parte una vocalità particolare alla Marco Carta, alla Alessandra Amoroso o alla Loredana Errore. Il suo senso musicale e la sua capacità di scrittura sono qualità più che sufficienti visto che sono molto difficili da trovare nel nostro paese, soprattutto se consideriamo una fascia d’età come quella a cui lui appartiene: infatti ricordiamo che il giovane talento ha poco più di venti anni, motivo che ci induce a pensare che la base sonora autocostruita sia più che solida (lo porterà molto lontano). Conclusione? Pierdavide “ci piace…e pure troppo”.

Lista tracce - Voto:

Una canzone Pop - 6 e mezzo
Mi Piace… Ma Non Troppo - 6 e mezzo
La Ballata Dell’Ospedale - 7
Di Notte - 7+
Jenny - 6 (meno)

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Loredana Errore: la “Ragazza Occhi Cielo” vola in un "folle" paradiso

pubblicato da tommyromi in: Pop Italians Do It Better Recensioni Musica e Tv Schede Album Amici Emma Marrone Loredana Errore

Presentazione:L’album di debutto dell’ormai ex di “AmiciLoredana Errore ha visto finalmente la luce.

Giudizio complessivo: Che differenza abissale rispetto all’Ep di Emma Marrone! La qualità musicale che ha “Ragazza Occhi Cielo” è di gran lunga superiore a quella di “Oltre” (qui la scheda album). C’è da ammettere comunque che per la signorina Errore, rispetto alla vincitrice del talent show, è stata trovata una più giusta collocazione discografica… ma d’altronde è anche facile inserire in un preciso stile sonoro una vocalità stramba come la sua.

Di sicuro in futuro si spera che le vengano affidate canzoni più particolari come “La Vedova Nera”, brano in cui la cantante mostra positivamente tutta la propria bizzarria e la propria “follia” (come è sugerito nel titolo di questo post).

Inoltre è da notare come bisognerebbe puntare su pezzi che siano più ritmati, più pazzi e più energetici proprio perchè si dovrebbe mettere in risalto la particolarità della sua voce, cosa che invece viene un pò a mancare con le ballads. Se queste ultime camminano sul filone di “La Voce Delle Stelle” non ci possiamo lamentare ma se già ci si avvicinano ad un sound come quello che caratterizza “L’Inventario” allora sarebbe meglio allontanarsi.

Concludendo possiamo affermare che Loredana con questo disco di debutto vola in alto (altro che “cielo”, qui si parla di “paradiso”) e lo fa con tutta la sua stravaganza “indemoniata”…però c’è ancora molto su cui lavorare!

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Con "Oltre" Emma Marrone diventa "nera" come il vuoto

pubblicato da tommyromi in: Pop Italians Do It Better Recensioni Schede Album Pink Amici Emma Marrone Pierdavide Carone

Presentazione: L’Ep della vincitrice dell’ultima edizione di “AmiciEmma Marrone ha finalmente avuto il suo debutto… e le classifiche l’hanno premiato. Anche noi di Soundsblog faremo lo stesso? Continuate a leggere per scoprirlo.

Giudizio complessivo: Purtroppo no! A parte il fatto che le canzoni presenti nel disco sono quasi tutte già conosciute da tempo salvo tre , il che induce l’ascoltatore a guardare questo prodotto con poca motivazione visto che non rappresenta una novità, c’è anche da aggiungere, cosa più grave, che la collocazione discografica della cantante non è stata per nulla “azzeccata”.

Si continua a puntare su di una dimensione pop-rock quando invece a mio parere, concetto che ho più volte ribadito, si doveva tentare una strada più “r&b” friendly senza rinunciare comunque al genere musicale prima citato. Forse riuscire a portare Emma verso un tipo di sonorità che si avvicini a quella della sua “cugina” (per via della vocalità) americana Pink non sarebbe una cattiva idea.

Per i suddetti motivi “Oltre” risulta essere un lavoro vuoto, per nulla accattivante, privo di spunti stimolanti e che quindi è stato in grado di ritagliarsi uno spazio nella chart solo per via del successo del famoso talent show. Menomale che c’è Pierdavide Carone a farsi valere.

Lista tracce - Voto:

Sembra strano - 5 (meno) (peggior traccia)
L’Esigenza Di Te - 5
Calore - 6 (meno)

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Goldfrapp : "Head First", gli anni '80...un quarto di secolo dopo.

pubblicato da Madkid in: Novità discografiche Pop Elettronica Dance Schede Album Cool Britannia

Presentazione: Debutta nei negozi fisici e virtuali d’Italia Head First, il quinto album di Alison Goldfrapp e il fido compare Will Gregory su etichetta Mute Records/EMI.

Giudizio complessivo: Ero stranito, con le idee non proprio chiare subito dopo il primo ascolto delle 9 tracce che compongono il disco. Non riuscivo a decidere se mi era piaciuto oppure no. Ce n’è voluto un secondo eppoi un terzo per venirne a capo…e…no, direi che alla fine non l’ho apprezzato più di tanto.

Cos’è andato storto? Il saccheggio La massiccia ispirazione agli anni ‘80? Non direi…non ci si aspettava certo il prosieguo sulla strada “bio” di Seventh Tree. Gli eighties vivono un periodo di revival pazzesco di questi tempi, tirano un sacco; e il bel singolo apripista Rocket minacciava eloquentemente al riguardo.

Cosa allora? La produzione? Gli arrangiamenti? Neppure…quelli anzi sono al solito curati, impeccabili. Ecco, forse ci siamo…a mancare è la sostanza. Head First è la sufficienza risicata (se non proprio la mediocrità in certi passaggi) confezionata ad arte, una noiosa ripetizione col vestito luccicante delle feste.

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Il disordine delle cose - album e tour

pubblicato da Ilaria Danesi in: Novità discografiche Indie Indie Rock Italians Do It Better Recensioni Schede Album

Sono arrivata alla musica de “Il disordine delle cose” intercettando sul web il video de “L’astronauta”, primo singolo estratto dall’album d’esordio. Colpita dalla delicatezza del video (disegnato ed animato dall’illustratrice Valeria Belloro) così come del brano, sono risalita all’intero progetto che mi ha fatto scoprire una band interessante, sicuramente da tenere d’occhio nel panorama dell’indie nazionale.

“Il disordine delle cose” si forma nel 2007 in Piemonte, riunendo cinque elementi con diverse e variegate esperienze musicali nell’ambito indie degli ultimi dieci anni. E’ un disco etereo questo album omonimo, come la ragazza tratteggiata in copertina e gli schizzi all’interno del booklet.

Sono tante ed importanti le collaborazioni a questo primo album: Syria, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Paolo Benvegnù, Elena Diana e Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Marco Notari, Enrico Allavena (Bluebeaters) Marcello Testa (La Crus), Giotto Napolitano (Fratelli di Soledad) e tanti altri.

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"9" inquadra a metà le direzioni discografiche degli "Amici" di Maria

pubblicato da tommyromi in: Novità discografiche Pop Italians Do It Better Musica e Tv Tokio Hotel Schede Album Alessandra Amoroso Amici

Presentazione: E’ proprio il caso di dire che la nuova compilation di “Amici” deve affrontare la sua prova del “9″ in quanto deve cercare di ripercorrere lo stesso successo dell’album dello scorso anno. Per il momento è già riuscito a vendere più di 130.000 copie (è stato pubblicato appena quattro giorni fa).

Giudizio complessivo: Si dice che ciascun “Amico” di Maria abbia avuto il suo inedito costruito appositamente sulla propria “pelle” artistica, circostanza che nel concreto pare essersi verificata solo in parte. Infatti metà dei brani assegnati sono in linea con la collocazione discografica che alcuni ragazzi dovrebbero prendere una volta usciti dal talent-show, la restante parte invece risulta essere completamente fuori strada.

Le assegnazioni individuate nel giusto modo sono quelle relative a Pierdavide Carone (il cantautore scanzonato e allo stesso tempo profondo), Matteo Macchioni (l’Andrea Bocelli della situazione, quello a metà strada tra lirica e pop), Angelo Iossa (l’unico a carattere più internazionale dell’ultima edizione del programma) e Davide Flauto (solo il Tokio Hotel poteva stargli “bene”, aggettivo che va virgolettato).

I ragazzi per i quali è stata invece sbagliata la collocazione discografica sono Anna Altieri (il pop rock nel quale si cimenta non è il suo forte; meglio le ballads), Enrico Nigiotti (riesce di più nei pezzi in cui è presente una vocalità sporca anzichè una lineare e melodica), Emma Marrone (si ostina a voler emulare il rock alla Gianna Nannini senza avere la consapevolezza della propria anima r&b, cosa che qualcuno dovrebbe farle capire) e Loredana Errore (la vera forza di questa edizione ha avuto come “regalo” un pezzo senza arte nè parte che non mette in risalto la sua personalità eccentrica e sensibile).

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These New Puritans: con "Hidden" si nascondono dietro ai beat

pubblicato da Riccardo "Zago" Zagaglia in: Novità discografiche Elettronica Indie Rock Schede Album

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Presentazione: “Hidden” è il secondo disco degli inglesi These New Puritans.

Giudizio complessivo: Gli Horrors insegnano, la nuova tendenza è proporre un secondo album più coraggioso e più sperimentale rispetto al debutto. A guadagnarci siamo sia noi ascoltatori sia le stesse band che aumentano la propria credibilità. I These New Puritans arrivano da un debutto (”Beat Pyramid”, 2008) interessante ma molto acerbo, che non andava molto oltre ad alcuni singoli decisamente azzeccati. Ora si proiettano nel nuovo decennio carichi come non mai e vogliosi di fare le cose in grande. “Hidden” infatti porta la band ad un gradino successivo, la produzione è molto curata e nonostante i punti in comune con “Beat Pyramid” non siano pochi (dopo tutto è il loro sound…solo loro aggiungerei) si ha l’impressione di stare ascoltando qualcosa di nuovo. In linea generale l’album è abbastanza monocorde e tende a ripetere gli stessi stilemi canzone dopo canzone (come il beat di batteria ad aprire le danze). Per farvi capire in che cosa ci si immerge ascoltando questo disco, immaginatevi beat elettronici, suoni tribali, effetti electro/wave e linee vocali vicine all’hip hop piene di ripetizioni (che le fanno somigliare a dei veri e propri slogan), alternate a cori spettrali. Interessante anche “Hologram”, che si differenzia dal mood generale dell’album. Si macina di tutto (nel singolo c’è pure qualcosa di dancehall) in una forma completamente nuova che può non piacere, lasciare interdetti o annoiare ma questo non toglie nulla ad un album più che riuscito.

Lista tracce - Voto:

Time Xone - s.v.
We Want War - 8
Three Thousand - 7
Hologram - 8
Attack Music - 7
Fire-Power - 7

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Bon Jovi: In "The Circle" sono sempre loro... purtroppo

pubblicato da Riccardo "Zago" Zagaglia in: Novità discografiche Rock Pop Schede Album Bon Jovi

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Presentazione: “The Circle” è l’ undicesimo disco dei Bon Jovi, uscito a due anni di distanza da “Lost Highway”.

Giudizio complessiovo: Certo, si può dire che siano veramente pochi i gruppi che dopo tanti anni di carriera continuano a proporre cose interessanti, ma va detto che i Bon Jovi sono almeno almeno quindici anni che vanno avanti “di mestiere” senza avere più nulla da dare e da dire. “The Circle” ne è la riconferma nella sua natura di disco inutile, trascurabile che nulla aggiunge alla discografia del gruppo e che anzi, rischia di togliere, allungando la lista (già lunga) di prove incolori della band americana. Almeno hanno messo da parte il country-rock dell’ultimo “Lost Highway” (sì, per i Bon Jovi la sperimentazione massima è rappresentata da queste cose) e sono tornati a fare quello che han sempre fatto, ovvero alternare brani di rock melodico a ballate semi-acustiche, con auto-riferimenti sempre più presenti (oltre alla ormai famosa “Born To Be My Baby/We Weren’t Born To Follow“, cosa vi ricorda l’intro di “Work For The Working Man”?). I fan apprezzeranno? Molto probabile, dopo tutto è questo che vogliono e i Bon Jovi lo sanno (e lo sanno fare) perfettamente.

Lista tracce - Voto:

We Weren’t Born to Follow - 6
When We Were Beautiful - 6
Work for the Working Man - 5
Superman Tonight - 6 (Miglior Traccia)
Bullet - 4 (Peggior Traccia)
Thorn in My Side - 6

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