Sono arrivata alla musica de “Il disordine delle cose” intercettando sul web il video de “L’astronauta”, primo singolo estratto dall’album d’esordio. Colpita dalla delicatezza del video (disegnato ed animato dall’illustratrice Valeria Belloro) così come del brano, sono risalita all’intero progetto che mi ha fatto scoprire una band interessante, sicuramente da tenere d’occhio nel panorama dell’indie nazionale.
“Il disordine delle cose” si forma nel 2007 in Piemonte, riunendo cinque elementi con diverse e variegate esperienze musicali nell’ambito indie degli ultimi dieci anni. E’ un disco etereo questo album omonimo, come la ragazza tratteggiata in copertina e gli schizzi all’interno del booklet.
Sono tante ed importanti le collaborazioni a questo primo album: Syria, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Paolo Benvegnù, Elena Diana e Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Marco Notari, Enrico Allavena (Bluebeaters) Marcello Testa (La Crus), Giotto Napolitano (Fratelli di Soledad) e tanti altri.
Presentazione: E’ proprio il caso di dire che la nuova compilation di “Amici” deve affrontare la sua prova del “9″ in quanto deve cercare di ripercorrere lo stesso successo dell’album dello scorso anno. Per il momento è già riuscito a vendere più di 130.000 copie (è stato pubblicato appena quattro giorni fa).
Giudizio complessivo: Si dice che ciascun “Amico” di Maria abbia avuto il suo inedito costruito appositamente sulla propria “pelle” artistica, circostanza che nel concreto pare essersi verificata solo in parte. Infatti metà dei brani assegnati sono in linea con la collocazione discografica che alcuni ragazzi dovrebbero prendere una volta usciti dal talent-show, la restante parte invece risulta essere completamente fuori strada.
Le assegnazioni individuate nel giusto modo sono quelle relative a Pierdavide Carone (il cantautore scanzonato e allo stesso tempo profondo), Matteo Macchioni (l’Andrea Bocelli della situazione, quello a metà strada tra lirica e pop), Angelo Iossa (l’unico a carattere più internazionale dell’ultima edizione del programma) e Davide Flauto (solo il Tokio Hotel poteva stargli “bene”, aggettivo che va virgolettato).
I ragazzi per i quali è stata invece sbagliata la collocazione discografica sono Anna Altieri (il pop rock nel quale si cimenta non è il suo forte; meglio le ballads), Enrico Nigiotti (riesce di più nei pezzi in cui è presente una vocalità sporca anzichè una lineare e melodica), Emma Marrone (si ostina a voler emulare il rock alla Gianna Nannini senza avere la consapevolezza della propria anima r&b, cosa che qualcuno dovrebbe farle capire) e Loredana Errore (la vera forza di questa edizione ha avuto come “regalo” un pezzo senza arte nè parte che non mette in risalto la sua personalità eccentrica e sensibile).
Continua a leggere: "9" inquadra a metà le direzioni discografiche degli "Amici" di Maria

Presentazione: “Hidden” è il secondo disco degli inglesi These New Puritans.
Giudizio complessivo: Gli Horrors insegnano, la nuova tendenza è proporre un secondo album più coraggioso e più sperimentale rispetto al debutto. A guadagnarci siamo sia noi ascoltatori sia le stesse band che aumentano la propria credibilità. I These New Puritans arrivano da un debutto (”Beat Pyramid”, 2008) interessante ma molto acerbo, che non andava molto oltre ad alcuni singoli decisamente azzeccati. Ora si proiettano nel nuovo decennio carichi come non mai e vogliosi di fare le cose in grande. “Hidden” infatti porta la band ad un gradino successivo, la produzione è molto curata e nonostante i punti in comune con “Beat Pyramid” non siano pochi (dopo tutto è il loro sound…solo loro aggiungerei) si ha l’impressione di stare ascoltando qualcosa di nuovo. In linea generale l’album è abbastanza monocorde e tende a ripetere gli stessi stilemi canzone dopo canzone (come il beat di batteria ad aprire le danze). Per farvi capire in che cosa ci si immerge ascoltando questo disco, immaginatevi beat elettronici, suoni tribali, effetti electro/wave e linee vocali vicine all’hip hop piene di ripetizioni (che le fanno somigliare a dei veri e propri slogan), alternate a cori spettrali. Interessante anche “Hologram”, che si differenzia dal mood generale dell’album. Si macina di tutto (nel singolo c’è pure qualcosa di dancehall) in una forma completamente nuova che può non piacere, lasciare interdetti o annoiare ma questo non toglie nulla ad un album più che riuscito.
Lista tracce - Voto:
Time Xone - s.v.
We Want War - 8
Three Thousand - 7
Hologram - 8
Attack Music - 7
Fire-Power - 7
Continua a leggere: These New Puritans: con "Hidden" si nascondono dietro ai beat

Presentazione: “The Circle” è l’ undicesimo disco dei Bon Jovi, uscito a due anni di distanza da “Lost Highway”.
Giudizio complessiovo: Certo, si può dire che siano veramente pochi i gruppi che dopo tanti anni di carriera continuano a proporre cose interessanti, ma va detto che i Bon Jovi sono almeno almeno quindici anni che vanno avanti “di mestiere” senza avere più nulla da dare e da dire. “The Circle” ne è la riconferma nella sua natura di disco inutile, trascurabile che nulla aggiunge alla discografia del gruppo e che anzi, rischia di togliere, allungando la lista (già lunga) di prove incolori della band americana. Almeno hanno messo da parte il country-rock dell’ultimo “Lost Highway” (sì, per i Bon Jovi la sperimentazione massima è rappresentata da queste cose) e sono tornati a fare quello che han sempre fatto, ovvero alternare brani di rock melodico a ballate semi-acustiche, con auto-riferimenti sempre più presenti (oltre alla ormai famosa “Born To Be My Baby/We Weren’t Born To Follow“, cosa vi ricorda l’intro di “Work For The Working Man”?). I fan apprezzeranno? Molto probabile, dopo tutto è questo che vogliono e i Bon Jovi lo sanno (e lo sanno fare) perfettamente.
Lista tracce - Voto:
We Weren’t Born to Follow - 6
When We Were Beautiful - 6
Work for the Working Man - 5
Superman Tonight - 6 (Miglior Traccia)
Bullet - 4 (Peggior Traccia)
Thorn in My Side - 6
Continua a leggere: Bon Jovi: In "The Circle" sono sempre loro... purtroppo

Presentazione: Con “Raditude” i Weezer arrivano al settimo album in studio ad un solo anno di distanza dal “Red Album”.
Giudizio complessivo: Che dire dei Weezer, negli anni ‘90 hanno fatto grandi cose, ovvero due album (”Weezer/Blue Album” e “Pinkerton”) che hanno (ri)definito il concetto stesso del power-pop e hanno influenzato evoluzioni future del punk-pop. Poi un lento declino fino al “Red Album” dell’anno scorso che almeno conteneva un gioiellino a nome di “The Greatest Man That Ever Lived“. Oggi siamo nuovamente qui a parlare di loro dopo solo un anno dall’ultima uscita discografica. Troppo poco evidentemente, perchè all’interno di “Raditude” c’è veramente poco (oserei dire nulla) di degno di nota ed è evidente una forte mancanza di idee. Cosa sono oggi i Weezer? Il solito gruppo che dopo anni di carriera cerca di tirare avanti la baracca realizzando album mediocri solo per andare in concerto e far quadrare i conti. Si segnala la collaborazione con i “figliastri” All-American Rejects in “Put Me Back Together” e quella ancora più evitabile con Lil Wayne in “Can’t Stop Partying”. Ok, non è brutto e non è traumatico (dato che sono anni che i Weezer deludono) come l’ultimo di Cornell, ma con “Raditude” abbiamo perso definitivamente anche i Weezer.
Lista tracce - Voto:
(If You’re Wondering If I Want You To) I Want You To - 6
I’m Your Daddy - 6 (Miglior Traccia)
The Girl Got Hot - 5
Can’t Stop Partying - 4 (Peggior Traccia)
Put Me Back Together - 6
Continua a leggere: Weezer: con "Raditude" li abbiamo persi definitivamente
Presentazione: Primo album di inediti per la bravissima Noemi. “Sulla Mia Pelle”, in un certo senso, potrebbe rappresentare il disco d’esordio. Vediamo come la giovane cantante ha debuttato.
Giudizio complessivo: La vena soul/r&b che questo album possiede fa davvero sognare; la voce dell’artista è qualcosa di spettacolare: quel suo graffiato molto “crudele” ci ricorda che nel panorama vocale italiano non è tutto “dolce e melodioso” come Laura Pausini. Sappiamo anche essere “cattivi e sporchi”, qualità rinvenibili in un’altra esordiente che porta il nome di Alessandra Amoroso.
Proprio quest’ultima avrebbe dovuto avere nel proprio album “Senza Nuvole” i brani presenti in “Sulla Mia Pelle”. Purtroppo molto probabilmente il fattore “fascia di riferimento a cui destinare il prodotto” ha portato a far scegliere canzoni meno mature rispetto al disco della cantante reduce da X Factor.
Noemi, grazie a questo album, esordisce col botto: ciò le permette di candidarsi ad essere una non meteora della musica del nostro bel paese. Lunga vita!
Lista tracce - Voto:
All’infinito - 8 (miglior traccia)
L’amore si odia (feat. Fiorella Mannoia) - 8
Non so amare di più - 6
Tutto questo scorre - 7
I sentimenti - 7 +
Continua a leggere: Noemi: "Sulla Mia Pelle" è stato rubato ad Alessandra Amoroso
Presentazione: ”Come To Life”, l’ultimo album della bella australiana Natalie Imbruglia, quello delle collaborazioni con Chris Martin dei Coldplay, è finalmente uscito.
Giudizio complessivo: Avete presente quando in un film bisogna aspettare il secondo tempo per vedere un pò più di azione, qualche risvolto interessante, insomma… qualcosa che attiri di più? Bene: questo è il caso di questo disco. E’ quasi come se alle prime 5 canzoni mancasse quel fattore in grado di stimolare chi ascolta; poi, a partire dal sesto brano (che non a caso è “Want“, primo singolo estratto nonchè miglior pezzo del disco) il tutto prende un’altra piega grazie ad una svolta più pop, più interessante, più creativa, più moderna e più accattivante.
“Il film” trova la sua bella conclusione grazie ad un inaspettato colpo di scena (”All The Roses”, ballata molto potente) e ad un gran finale “corale”, elemento rinvenibile nella già nota “Wild About It“.
Lista tracce - Voto:
My God - 6
Lukas - 6
Fun - 7
Twenty - 6
Scars - 5 (peggior traccia)
Continua a leggere: Natalie Imbruglia: ''Come To Life'' è l'album diviso in due tempi
Presentazione: “She Wolf”, il nuovo album della bomba sexy Shakira, è finalmente disponibile.
Giudizio complessivo: Pop scontato, r&b scontato, latin scontato, rock scontato, oriental style scontato, elektro scontato, dance-hall scontato. Il nuovo album della cantante colombiana si presenta come un disco ricco di banalità… ma ci piace! Le canzoni del nuovo album sono tutte molto interessanti anche se si rifanno a qualcosa di già sentito. Si va dalla tagliente “Did It Again” alla oriental “Why Wait” per poi passare all’elettronica ed accattivante “Men In This Town” e concludere con la divertentissima “Spy”.
Le produzioni di Pharrell sono davvero speciali: uno dei produttori più in gamba dell’ultimo periodo ha confezionato per la nostra beniamina dei prodotti di alto livello, cosa che non succedeva da tempo. Il suo stampo è chiaramente visibile ma per fortuna è riuscito a distaccarsi un pò da quello che era il suo solito per proporre dei pezzi non innovativi ma che comunque hanno il loro perchè.
Grazie a questi elementi “She Wolf” si candida ad essere uno dei migliori prodotti discografici di questo autunno… ma la concorrenza è in agguato!
Lista tracce - Voto:
She Wolf - 7
Did It Again - 8 (miglior traccia)
Long Time - 6 (peggior traccia)
Why Wait - 8
Good Stuff - 7
Men In This Town - 8
Continua a leggere: Shakira: "She Wolf" è l'album scontato ma bello

Presentazione: “Axe to Fall” è il settimo album in studio dei Converge, probabilmente il più grande gruppo metalcore degli ultimi dieci anni (o di sempre?).
Giudizio complessivo: Violento, estremo, implacabile, potente, micidiale, senza tregua e senza scampo, questo è “Axe to Fall”. Oddio, lo erano anche i lavori precedenti (”Jane Doe” probabilmente rimane e rimarrà sempre il loro grande capolavoro), ma qui tutto sembra essere al posto giusto. Tutto il miglior metalcore passa attraverso “Axe to Fall”, che lo trita e lo stravolge in una forma esplosiva e personale. Non mancano alcune interessanti novità: alcuni brani (”Worms Will Feed” è al limite del post/sludge) presentano un ritmo più catartico rispetto al Converge-Standard, altri invece suonano più tipicamente “metal”. Le ultime due tracce poi (”Cruel Bloom” e “Wretched World”) sono due rarità nel repertorio dei Converge, il primo risente in positivo della presenza di Steve Von Till (Neurosis) e dei suoi lavori solisti all’insegna di un folk rock tetro, il secondo invece è qualcosa di completamente indefinibile (ma proprio per questo affascinante). “Axe to Fall” è un’album con molte sfumature e che presenta grande varietà di soluzioni e di atmosfere, amalgamate nel migliore dei modi. L’album è in streaming sul MySpace del gruppo.
Lista tracce - Voto:
Dark Horse - 8
Reap What You Sow - 8
Axe To Fall - 8
Effigy - 7
Worms Will Feed - 7
Wishing Well - 7
Damages - 8 (Miglior Traccia)
Continua a leggere: Converge: con "Axe to Fall" si riconfermano i migliori (nel loro genere)
Presentazione: Con un pò di ritardo rispetto alla data di messa in vendita, pubblichiamo oggi la scheda album di “Memories Of An Imperfect Angel”, il nuovo progetto discografico di Mariah Carey.
Giudizio complessivo:La delusione per questo nuovo prodotto è alta: si pensa sempre che Mariah sia quella della “The Emantipation Of Mimi era” ma purtroppo nel momento in cui si ascolta il cd ci si rende conto che la realtà è tutt’altra. L’ecletticità, la bellezza, la potenza vocale e la magia di quel disco non sono elementi rinvenibili in questo di cui stiamo parlando: l’r&b proposto nell’ultimo lavoro stanca, annoia e sembra forzato.
La cosa più curiosa, poi, è che quelli che si chiamano interlude (compresi prologue e reprise) risultano essere più interessanti delle canzoni che possiamo definire “normali” (per capirci meglio, quelle con durata standard): tra tutte spicca la ballata “Languishing”, vera e propria perla.
A livello vocale è la solita Mimì: urletti e sussurri che a lungo andare stufano. Lei è brava, bravissima però…”l’angelo dovrebbe cadere sulla terra e proporre qualcosa che sia meno ‘metafisico’: stare sempre in alto a volte fa venire il mal di testa, fattore che potrebbe portare ad avere ripercussioni negative sulle vendite”.
Lista tracce - Voto:
Betcha Gon’ Know (the prologue) - 7
Obsessed - 6
H.A.T.E.U. - 7