Sollecitato da alcuni dei vostri commenti, mi sono precipitato su Youtube per verificare quanto da voi segnalato: “Di Notte” di Pierdavide Carone di “Amici” somiglia al brano portato a Sanremo da Dontalla Rettore qualche anno fa che ha un titolo anche alquanto simile ( “Di Notte Specialmente” ).
Dopo il salto vi mostriamo un video in cui a cantare è proprio Miss Rettore la quale ci propone la canzone incriminata. In effetti le analogie, come ci avete fatto notare, sono molteplici, ma neanche tante. Plagio?
Nonostante abbia già avuto modo di chiarire il suo punto di vista sulle accuse rivoltegli da Morgan in occasione della prima esibizione al sessantesimo festival di Sanremo con la sua “Credimi Ancora”, Marco Mengoni ha così risposto ai redattori di Mondoteen che, nel corso di un’intervista, gli hanno chiesto se ha o meno copiato il pezzo dell’ex Bluvertigo:
“Assolutamente no, io sono un ragazzo semplice, non ho voglia di copiare gli altri. Morgan poi è stato il mio maestro, per quale motivo dovevo copiargli poche battute dalla canzone! Poi ognuno è libero di pensare ciò che vuole.”
Solo con il tempo (e le prossime interviste dell’ex X-Factor così come del suo “mentore”) si riuscirà quindi a sapere se ci sarà o meno questa sorta di riappacificazione.
Forte del più che onorevole terzo posto raggiunto al sessantesimo festival di Sanremo con la sua “Credimi Ancora”, Marco Mengoni ha deciso di uscire allo scoperto e di rispedire con forza al mittente le accuse di plagio rivoltegli da Morgan attraverso la web-tv di Simona Ventura.
Subito dopo aver dichiarato seccamente che “si tratta di accuse prive di fondamento formulate per sfruttare il momento di notorietà relativo al brano”, il cantante di Ronciglione sbocciato artisticamente durante la terza edizione di X-Factor (che ha poi vinto) si è infine rivolto ad un avvocato, che ha prontamente difeso il suo assistito affermando quanto segue:
“Gli autori Marco Mengoni, Piero e Massimo Calabrese, Stella Fabiani gli editori Cantieri Musicali e Biplano, respingono ogni accusa di paternità diversa da quella dichiarata in Siae del brano ‘Credimi ancora’.”
Naturalmente vi terremo informati degli sviluppi futuri della faccenda, sperando che il tutto possa risolversi pacificamente senza l’intervento della cavalleria togata.
Si susseguono le accuse di plagio e le critiche tra gli artisti dopo la conclusione del Festival di Sanremo. Ma si sa che la polemica é l’anima della kermesse musicale. Ci segnalano un altro possibile plagio da parte di Pupo e compagni con “Italia amore mio”. Al primo ascolto la canzone sembra riprendere parecchio o comunque assomigliare al brano “Strange Love” di Little Annie, di cui vi segnalo il video, che qualche anno fa fu anche colonna sonora di uno spot di una nota marca di jeans. Ascoltate anche voi e confrontatela con il brano incriminato. Che ne pensate?

Le accuse di plagio ai brani in gara a Sanremo 2010 non si fermano: a poche ore dalla conclusione della kermesse, che ha visto trionfare Valerio Scanu, le polemiche non accennano a diminuire. Anzi…la macchia si allarga e coinvolge numerosi altri artisti.
Nei giorni passati vi abbiamo già parlato del caso-Noemi; sono seguite analoghe accuse (più o meno fondate) allo stesso Scanu, a Nino D’Angelo, al terzetto Pupo/Principe/Tenore.
Oggi si aggiunge alla combriccola di presunti scopiazzatori il terzo classificato Marco Mengoni. A chiamarlo in causa è…nientepopodimenochè Morgan, il suo ex-mentore di X-Factor evidentemente calatosi nelle più antipatiche vesti dell’accusatore. Credimi Ancora sarebbe, a giudizio di Mister Castoldi, copiata a tratti da un suo brano mai edito. Teatro del J’accuse mediatico, la web-tv appena lanciata da Simona Ventura.

Eccallà! L’ennesima polemica in territorio “Sanremo 2010” riguarda Noemi e la sua canzone “Per Tutta La vita” la quale è accusata di plagio.
Il brano dell’ex partecipante di X Factor somiglierebbe alla canzone “Oggi Però ” del meno conosciuto Daniele Babbini. Qui un video in cui vengono messe a confronto le due strofe dei rispettivi pezzi: in effetti la somiglianza c’è.
A quanto pare ad accomunare i due brani ci sarebbe anche l’autore dei testi, un certo Diego Calvetti. Coincidenze o cos’altro? A voi i commenti.
Cosa sarebbe il Festival di Sanremo senza roventi polemiche, scandali veri o presunti, insinuazioni e chiacchiericcio? Una gara di canzoncine nel complesso mediocri o poco più, è -non a torto- l’opinione generale. L’edizione 2010 della kermesse da questo punto di vista non si sta facendo mancare nulla: i drogati (rei confessi) fuori, le conduttrici piò o meno pallose, più o meno ben vestite dentro. I fiori della riviera ligure fuori dalla scena, i brani in dialetto dentro, e via ad andare…
Dopo la telenovela Morgan una delle ‘note a margine’ del festival che più stavano facendo discutere la rete era il saccheggio ai danni dei Sigur Ròs, fatto passare come stacchetto originale. Ne è conseguito un polverone telematico, con accuse di scopiazzamento lanciate dai fan del sodalizio islandese in rivolta.
Rockol ha posto la questione al più diretto interessato, il maestro dell’Orchestra Marco Sabiu (in foto). Che ha sgonfiato il caso in 30secondi come un palloncino esausto:

L’effetto è stato straniante per molti. No, non vedere la Clerici imbustata in un vestito più piccolo di qualche taglia, roteare forme generose e braccia su quelle note. Non solo, almeno. Il problema erano proprio le note. L’inedito (?) stacchetto di questa edizione del Festival dei Fiori (a proposito di fiori: qualcuno ha notato le infime dimensioni dei bouquet, piuttosto? Li hanno strappati da un’aiuola?).
Quell’intermezzo che Marco ‘Harry Potter’ Sabiu ha diretto fino allo sfinimento e che segnava l’ingresso di ospiti e momenti più o meno topici ha destato parecchi sospetti. Una specie di deja-vu continuo, come quando non ricordi il nome di quel compagno delle elementari a cui hai schiacciato la merenda per cinque anni.
Dopo ore di analisi con i più potenti software di riconoscimento audio (no, non è vero: ce l’hanno suggerito i -preparatissimi- lettori di Soundsblog) siamo arrivati a capo della questione. E il verdetto è uno solo: plagio. Un plagio raffinato, non c’è che dire, ma pur sempre di plagio si tratta. Anche se viene dal mondo dell’indie. Da un paese freddo e lontano (altro che clima mediterraneo). Dopo il salto, il video con la risposta. Intanto riascoltate lo stacchetto incriminato qui.
(Nella foto: il Maestro Marco ‘Harry Potter’ Sabiu fa ascoltare lo stacchetto di Sanremo ai suoi vicini di casa islandesi)
Continua a leggere: Lo 'stacco' di Sanremo 2010 firmato dai Sigur Ros?
Esattamente come la signora Longari di Mike Bongiorno (o come Del Piero), anche i Men at Work sono caduti sull’uccello: una corte australiana ha infatti punito la famosissima band degli anni ‘80 per aver utilizzato impropriamente, nella loro hit mondiale “Down Under”, una parte consistente della melodia di una filastrocca per bambini degli anni ‘30 sull’uccellino “Kookaburra”.
Su sollecitazione della Larrikin Music, rappresentante dell’autrice del brano plagiato (Marion Sinclair), i giudici hanno ascoltato in sincrono i due brani e, così facendo, si sono accorti dell’incredibile somiglianza tra il riff di flauto di “Down Under” e la strofa principale di “Kookaburra Sits in the Old Gum Tree”.
Per conoscere l’entità del risarcimento milionario occorrerà attendere almeno fino alla fine di febbraio: nell’attesa, vi lasciamo al video ufficiale di “Down Under” e al filmato di un telegiornale australiano che riporta la notizia e ci dà così la possibilità di ascoltare il plagio in tutta la sua cristallina evidenza.
Continua a leggere: Cade un mito degli anni '80: "Down Under" dei Men at Work è un plagio
I legali di Manfred Mohr ed Ebony Latrice (in arte Phoenix Phenom) hanno citato in giudizio i Black Eyed Peas con l’accusa di plagio.
I due artisti di Chicago, infatti, affermano che “Boom boom pow” somigli spaventosamente alla loro “Boom dynamite”, pubblicata dall’etichetta Interscope Records diversi mesi prima del celeberrimo singolo di Fergie e compagni estratto da “The E.N.D.”.
A prescindere da ogni considerazione sulla tempistica scelta da Mohr e Latrice per far partire la denuncia (ambendo così ad un risarcimento immensamente più corposo in funzione delle vendite stratosferiche di “The E.N.D” e del relativo singolo), rimaniamo in attesa di scoprire come si pronuncerà il giudice lasciandovi ammirare, nel frattempo, i due videoclip in questione per capire assieme a voi se ci sono davvero delle concrete analogie tra “Boom dynamite” e “Boom boom pow”.
Continua a leggere: I Black Eyed Peas accusati di plagio per "Boom boom pow"