Nonostante sia attualmente impegnato in Giappone nel suo Never Ending Tour, l’entourage di Bob Dylan e i curatori del ParmaPoesia Festival ci fanno sapere che l’eclettico musicista e cantautore statunitense tornerà qui in Italia per un concerto che si terrà nella splendida città ducale nella terza settimana di giugno.
Quello del leggendario menestrello è però soltanto uno dei tanti appuntamenti in calendario fra aprile e novembre in quello che si preannuncia come un evento culturale di caratura mondiale: è prevista infatti la presenza, tra gli altri, di due premi Nobel della letteratura come Dario Fo ed Herta Muller, del regista Mario Monicelli e dello scrittore cileno Luis Sepulveda.
Per tutte le informazioni del caso, vi lasciamo al sito del ParmaPoesia Festival, tenendovi naturalmente aggiornati sul luogo e sulla data scelta per il concerto di Bob Dylan attraverso queste pagine.
Continua a leggere: Bob Dylan torna in Italia - a Parma a fine giugno

“I Bad Brains sono la più grande live band di sempre” - Dave Grohl
Afroamericani che fanno punk? Immaginatevi la bianchissima scena di Washington D.C. tra il finire degli anni ‘70 e i primi anni ‘80. Immaginatevi un gruppo che arriva dalla jazz-fusion e dal progressive, musicisti tecnicamente preparatissimi che si innamorano dei Black Sabbath e dei Ramones e decidono di cambiare radicalmente genere musicale.
C’è già abbastanza materiale biografico per rendere una band ‘di culto’. Eppure non è tutto. Immaginatevi un gruppo che viene bandito da molti locali della sua città natale -Washington, appunto- e si trova costretta a trasferirsi a New York, in una specie di apartheid musicale (ci scriveranno anche un brano, intitolato “Banned in D.C.”). Ora immaginateveli rastafariani. Sembra un rilancio all’ultima assurdità. Invece sono i Bad Brains: una delle band punk-hardcore più importanti, influenti e talentuose che abbiano mai calcato i palcoscenici.
Due dischi fondamentali per conoscerli. Due dischi che hanno influenzato tantissimi artisti che non mancano di citarli. “I against I”, innanzi tutto. Connubio praticamente perfetto tra punk e hardcore melodico. E “Rock For Light”: un monumento al reggae incrociato con il punk (e prodotto da un insospettabile Ric Ocasek dei Cars!). Un disco incredibile, anche riascoltato a distanza di anni: potente e innovativo, senza il quale molta della musica attuale non sarebbe neanche lontanamente immaginabile.
Anche per lo storico maialino gonfiabile che svolazza leggiadro tra la folla oceanica dei concerti dei Pink Floyd, come per ogni salvadanaio del mondo, è giunto il momento di essere spaccato per vedere quanti soldini si celano al suo interno: e se, come in questo caso, si dovesse scoprire che al suo interno c’è molto meno di quanto in realtà dovrebbe esserci?
Una cosa simile (anche se molto meno fantasiosa) è capitata di recente a coloro che, incaricati dai Pink Floyd di rinegoziare le royalties con la EMI, affermano che c’è un enorme disavanzo tra la cifra offerta loro dall’etichetta discografica britannica e ciò che, almeno in teoria, dovrebbe aver guadagnato in questi anni la leggendaria band inglese tra un “The Dark Side of the Moon” e un “The Wall”.
Ed è proprio l’impossibilità di capire il volume di denaro guadagnato dalla EMI attraverso le opere dei Pink Floyd, che ha portato i legali di questi ultimi a rivolgersi alla High Court britannica per stabilire una volta per tutte se l’etichetta di Londra dovrà qualcosa (e per “qualcosa” intendiamo decine di milioni di euro) alle famiglie di Richard Wright e Syd Barrett così come ai restanti membri del gruppo.
Continua a leggere: "The dark side of the royalties": i Pink Floyd fanno causa alla EMI
La stella dell’indimenticato (ed indimenticabile) Michael Jackson continua a brillare nel firmamento della musica contemporanea, così come può dimostrare la reazione con la quale migliaia di appassionati hanno calorosamente accolto l’ultima collezione di memorabilia del Re del Pop messa all’asta da “Gotta Have It!”, un negozio di New York specializzato nella compravendita di oggetti appartenuti a grandissime personalità del cinema, della società e, come in questo caso, della musica.
Davvero tanti sono gli articoli in catalogo che, nonostante l’elevatissimo prezzo di partenza dell’asta, possono essere considerati degli ottimi investimenti in ottica futura o, comunque, dei pezzi che qualsiasi fan vorrebbe possedere o anche solo ammirare per pochi attimi: si va infatti dal “copione” del videoclip di “Black or White” al testo manoscritto di “We are the world” su di un cartoncino promozionale di “Bad”.
L’asta avrà termine il prossimo 10 marzo: per ammirare tutti gli oggetti storici messi a disposizione dal negozio newyorkese, potete seguire questo link.
Continua a leggere: Michael Jackson: strepitosa collezione di oggetti del Re del Pop all'asta
Gli anni passano per tutti, tranne che per i Rolling Stones: sembra essere questo il messaggio celato (seppure in malomodo) dietro alle ultime dichiarazioni di Keith Richards rilasciate ai microfoni dell’autorevole rivista Rolling Stone (tanto per cambiare…).
“Non c’è alcun piano preciso, ma non mi sorprenderei se entro la fine dell’anno riusciremo a rivederci tutti dentro uno studio di registrazione. Ma a parte questo, stiamo pensando di dare alle nostre esibizioni una nuova dimensione, magari senza andare nuovamente dentro uno stadio di calcio e senza indossare pantaloni gialli attillati.”
Per Mick Jagger e compagni, quindi, si chiude un ciclo durato cinque decadi e se ne apre un altro che, nell’ipotesi più pessimistica, li porterà ad infiammare per i prossimi due o tre millenni i luoghi di ritrovo delle colonie umane che nel frattempo si saranno andate formando sulla Luna e su Marte.
Continua a leggere: I Rolling Stones sono immortali: forse un nuovo album entro il 2010

Ci risiamo: John Lennon è protagonista di uno spot pubblicitario, nonostante sia scomparso da 30 anni. I fans del compianto ex Beatles gridano allo scandalo, e se la prendono con la compagna di vita nonché odiatissimo bersaglio della community; io ve lo racconto sulle pagine di SoundsBlog e chiedo il vostro parere.
Vi sembra un film già visto, per caso? Avete ragione…più o meno la stessa cosa è accaduta a fine 2008, per la pubblicità di One Laptop per Child. Riaccade oggi e sa tanto di dejavù, ma a ben vedere qualche variazione sul tema c’è.
All’epoca fu per una buona causa, si disse. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla spinosa questione dell’istruzione da garantire ai bambini di ogni latitudine. Stavolta invece il compianto Lennon sponsorizza una macchina utilitaria francese. Ouch! Fulmini e saette piombano sul capo della perfida e senza cuore Yoko Ono, la responsabile dello scempio. E a difenderla scende in campo la prole….
Continua a leggere: John Lennon in un nuovo spot tv, fan in rivolta contro Yoko Ono
Sei tracce suonate in un garage nel marzo del 1982. Registrate su una cassetta RCA. Un ‘demo’, con una formazione che ancora doveva diventare quella che poi li ha portati al successo planetario. Stiamo parlando di un reperto scovato da The Metal Den e reso pubblico alcuni giorni fa.
La band, lo avrete letto, sono i Metallica. Nel ‘82 Lars Urlich aveva appena 19 anni. L’anno prima, nel 1981, tramite un annuncio, aveva conosciuto James Hetfield: un giovane chitarrista appassionato di heavy metal e punk rock. I due decisero di fondare i Metallica, assoldando Dave Mustaine alla chitarra solista e Ron McGovney al basso.
E’ proprio dal garage di Ron McGovney che arriva questo Ep. Tutti i componenti sono molto acerbi, ma ci sono già le carte in regola per quel debutto folgorante che fu poi “Kill ‘em All” appena un anno dopo. La storia la conosciamo tutti: al posto di Mustaine e di McGovney, arrivano Kirk Hammett (ex chitarrista degli Exodus) e Cliff Burton al basso.
Continua a leggere: Metallica: "Hit the lights" suonata in un garage nel 1982
Che sir Elton John abbia quasi una propensione naturale allo scandalo non è di certo un segreto, così come non è assolutamente una novità il suo voler essere sempre al centro dell’attenzione con abbigliamenti, atteggiamenti e dichiarazioni a dir poco eccentrici. L’intervista rilasciata di fresco al magazine newyorkese Parade ha però dell’incredibile ed è destinata a suscitare (o meglio, sta già suscitando) reazioni molto forti:
“Gesù era un omosessuale compassionevole e super-intelligente, in grado di capire i problemi umani. Sulla croce ha perdonato le persone che lo avevano crocifisso. Gesù voleva che fossimo inclini all’amore e al perdono. Non so che cosa porti la gente ad essere così crudele. Provate ad essere una donna lesbica in Medio Oriente: meglio essere morta!“
Come se non bastassero queste dichiarazioni, il Baronetto della musica pop britannica ha alimentato il fuoco della contestazione affermando, nel corso della stessa intervista, di essere un consumatore abituale di droghe e di non pentirsene affatto. A patto naturalmente di presenziare ad una puntata riparatoria di Porta a Porta per chiedere il nostro perdono come fatto recentemente da Morgan, ma ne dubitiamo.
Altro giro, altra corsa: dopo averci proposto i trenta costumi più succinti indossati dalla disinibita Lady Gaga, i redattori di Billboard ci regalano la loro personalissima classifica dei 50 brani più sexy ed “ammiccanti” che siano mai stati pubblicati dal 1958 ad oggi (anno di creazione della Billboard Hot 100).
Stando al prestigioso settimanale statunitense specializzatosi negli anni nella stesura di classifiche dedicate al mondo della musica nel suo complesso, a dominare questa speciale graduatoria color rosa shocking è “Physical”, cantata nel 1981 da una meravigliosa Olivia Newton-John (la co-protagonista di Grease assieme a John Travolta).
Per conoscere quindi tutte le restanti posizioni, non dovete fare altro che seguirci dopo la pausa.
Continua a leggere: Billboard: la classifica delle canzoni più sexy degli ultimi 50 anni
Non so voi ma a me incuriosiscono sempre le cosiddette “cover”: l’idea di dare un’interpretazione personale quello che ha già un’identità ben precisa è si rischioso ma, forse proprio per questo, affascinante. Quando il punto di partenza è l’album “Transformer” di Lou Reed la cosa si fa ancora più interessante, quando l’interpretazione è live e non in studio la “posta” raddoppia.
All’interno della rassegna “Storie di (Stra)ordinaria Scrittura” i Julie’s Haircut “rileggeranno” dal vivo l’intero album di Lou Reed, per l’occasione ribattezzato “Transformed”. Il 26 marzo al Cinema Teatro Eden di Carpi (Mo) assieme ai Julie’s saliranno sul palco anche Violante Placido, Angela Baraldi, Paolo Benvegnù, Alessandra Gismondi (Pitch, Vessel), Lilith (Not Moving, The Sinnersaints), Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò, Vessel), Fabio Vecchi e Carlo “Blind Charlie” Moretti.
Per maggiori info sull’evento visitate il sito dei Julie’s Haircut, dopo il continua il video di “The Devil in Kate Moss” dei Julie’s Haircut.
Continua a leggere: "Transformer" di Lou Reed reinterpretato live dai Julie's Haircut