
Ma quali Beady Eye, il cuore torna sempre agli Oasis. Questo, in soldoni, è il pensiero espresso da Liam Gallagher, che per la prima volta confessa una certa nostalgia per la sua vecchia band, sciolta a causa dei dissapori con il fratello Noel Gallagher. Dalle pagine del Daily Mail, il cantante ha dichiarato
«Se la gente pensa che io sia felice per lo scioglimento degli Oasis, allora si sbagliano. Benché io ami i Beady Eye, preferirei essere ancora negli Oasis, perché quella era casa mia. Gli Oasis erano la mia vita»
Liam ha poi aggiunto che però non sente nostalgia dei concerti faraonici con decine di migliaia di spettatori:
«I concerti enormi sono solo ammassi di gente, non hanno anima. Sono felice di averli fatti, ma non ne sento la mancanza. In ogni caso, non ho niente da provare.»
Nel frattempo, c’è chi è pronto a giurare che una reunion degli Oasis non sia poi così improbabile…

Noel Gallagher, famoso per non avere peli sulla lingua quasi quanto l’illustre fratello, ha attaccato il panorama odierno della musica “mainstream”, definendo “atroci” gli artisti che popolano i piani alti delle classifiche.
«Ho guardato la puntata natalizia di Top of The Pops ed è stato qualcosa di atroce. Ogni singola canzone sembrava provenire dallo stesso genere musicale. C’era sempre un po’ di rap da qualche parte, e tutti cantavano con lo stesso tipo di voce in stile soul. Era spazzatura.»
E ha poi ricordato i bei tempi andati, rendendo onore agli arci-rivali Blur:
«I giorni degli Oasis e dei Blur sono stati l’ultimo grande assalto alle classifiche della musica alternativa. Il fenomeno del Britpop era enormemente differente [dal panorama attuale]. Eravamo tutte band grandiose dal vivo. Adesso tutto questo non c’è più.»
Noel Gallagher sarà in tour a partire da febbraio per promuovere il suo primo album solista Noel Gallagher’s High Flying Birds.
via | Mirror

Liam continua a dirlo (forse perché, visti i risultati dei suoi Beady Eye, lo spera fortemente…), Noel non smentisce né approva. Per l’ennesima volta, una reunion degli Oasis torna a diventare una possibilità non troppo remota. Prima la data folle del 2015 (il ventennale dell’album “(What’s the story) Morning Glory?”) con tanto di frecciatina al fratello, poi la notizia (vera?) di Noel che - stando a quanto dice il fratello - si dispera perché vorrebbe mettere di nuovo in piedi la band (lo stesso Noel dichiarò poco prima: “Non ho lasciato la band perché ero stanco degli Oasis, ma perché ne avevo abbastanza di Liam”).
Ora a parlare è Alan McGee, guru del brit-pop, capo della storica Creation Records e scopritore degli Oasis. Dall’alto della sua esperienza con i due, durante un’intervista alla BBC 6 Music ha dichiarato:
Penso che ci sia ancora un sacco di affetto fra i due, che ci crediate o no. Quando si arriva al dunque, sono fratelli. Durante una crisi profonda, starebbero uniti. Anche se non sarà per il tour di ‘Morning Glory’ penso che vedrete gli Oasis suonare ancora dal vivo. Magari non torneranno insieme come band, ma potrebbero fare un live per beneficenza, se solo la smetteranno di insultarsi l’uno con l’altro.
Intanto McGee è al lavoro per realizzare un musical sulla storia degli anni del brit-pop. Al suo fianco, come autore, un’altra istituzione dell’epoca: il testo sarà infatti opera di Irvine Welsh, lo scrittore che ha firmato “Trainspotting“, il primo romanzo della sua carriera, da cui è stato tratto il celebre film.

Noel Gallagher non sembra sta particolarmente simpatico all’attrice hollywoodiana Katie Holmes, che ha preteso la cancellazione di un innocente video amatoriale girato per caso da un membro dell’entourage dell’ex-Oasis. A raccontare il fatto, accaduto nel backstage del talk show “The Late Show With David Letterman”, è lo stesso Noel:
«Ci siamo imbattuti per caso nella Scientologista di punta Katie Holmes mentre andavamo in studio. Siamo usciti dall’ascensore e bang, lei era lì. Il mio amico Scully stava registrando un filmato per il mio sito web, ed è capitato che riprendesse questo momento. Sembrava un po’ seccata dai nostri accenti del nord-west e dalle strette di mano, ma non c’era certo bisogno di mandare uno del suo staff a chiederci di cancellare il video! Fottutamente incredibile.»
Noel Gallagher sta attualmente girando il mondo per promuovere il suo primo album da solista High Flying Birds.
via | NME

Liam Gallagher non ha dubbi: suo fratello Noel vuole disperatamente una reunion degli Oasis. Dopo essersi già dichiarato possibilista per riformare la band nel 2015, in occasione del ventesimo anniversario dell’album What’s the Story… Morning Glory, il cantante dei Beady Eye parla dalle pagine di NME:
«So che il nostro bambino brama disperatamente che gli Oasis ritornino insieme. E con questa cosa nel 2015 penso che lui e io potremmo senza dubbio mettere da parte i nostri problemi. Ma credo che ci sia ancora spazio per i Beady Eye e per gli High Flying Birds, o come diavolo si chiamano. Senza dubbio…»
Ci chiediamo come finirà questa storia, che alterna dichiarazioni al vetriolo a proposte di reunion fra ben tre anni…

Nel 2012 di riuninaronno gli Stone Roses per alcuni concerti. E perchè non potrebbe essere così anche per gli Oasis? Proprio loro, i due fratelli che si sono separati (e non nel migliore dei modi) potrebbero dare vita ad una nuova serie di date live. L’occasione è il ventennale dell’album “(What’s the story) Morning Glory?”. L’album è ai primi posti dei più venduti in Inghilterra di sempre. Lo ha dichiarato Liam:
“Nel 2015 potremmo fare un tour per celebrare ‘Morning Glory’ e i suoi 20 anni”
Pace fatta? Di già. No, perchè arriva comunque la frecciatina per Noel:
“Penso che Noel prima debba provare questa nuova esperienza da solista, per rendersi conto che non è poi così bravo senza suo fratello”

In un’intervitsta rilasciata a NME l’ex-Oasis Noel Gallagher ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto conoscere Kurt Cobain prima che il leader dei Nirvana morisse tragicamente nell’aprile del 1994.
«Vorrei aver conosciuto Kurt Cobain. Ho sempre avuto un’affinità con lui. Come me era mancino, aveva gli occhi blu, era dei Gemelli [in realtà Kurt Cobain era nato il 20 febbraio quindi era del segno dei Pesci, NdR], amava i Beatles. Avrei adorato passare del fottuto tempo con lui. Una volta ho chiesto come fosse Kurt Cobain a Mark Coyle, che ha co-prodotto Definitely Maybe e lavorava come tecnico del suono con i Teenage Fanclub quando andarono in tour con i Nirvana, e lui mi ha risposto ‘È un fottuto pazzo, ma lo adoreresti’»
Gallagher ha poi proseguito elogiando Nevermind, il leggendario album dei Nirvana che diede il via al fenomeno grunge su scala mondiale:
«Tutti gli album grandiosi diventano ancora più grandi col tempo. Non invecchiano mai e non passano mai di moda. Se oggi ascolti Nevermindsembra ancora rock che proviene dal futuro»
Continua dopo la pausa.
Continua a leggere: Noel Gallagher: "mi sarebbe piaciuto conoscere di persona Kurt Cobain"

Mentre il suo disco solista è ormai in dirittura d’arrivo, mentre i litigi a distanza con il fratello Liam non accennano a placarsi (con tanto di minacce di denunce poi ritirate), Noel Gallagher guarda con un misto di malinconia e - ritrovata - obiettività al suo passato con gli Oasis. Le ultime dichiarazioni ai microfoni del magazine “Grantland”, spiegano bene come e quando le cose hanno iniziato a incrinarsi seriamente fra i due e - forse - tradiscono un po’ di malcelata nostalgia.
Non avremmo mai dovuto registrare “Standing On The Shoulder Of Giants”. Ero alla frutta. A quel tempo, non avevo motivo o desiderio di fare musica. Non avevo una direzione. Avevamo venduto tutti quei ca**o di dischi e non c’era nessuna ragione di farlo. Sono andato avanti e lo abbiamo fatto, anche se non avevo ispirazione e non potevo trovarne da nessuna parte. Ho scritto le canzoni solo per il gusto di fare un album. Avremmo avuto bisogno di motivazioni per andare in tour ma, al tempo, non la pensavo così. Tutti pensavamo che solo “Go Let It Out” fosse un buon pezzo.
Una crisi in piena regola, aggravata ovviamente dalle vendite eccellenti dei primi due dischi e dal fatto che tutti si aspettavano grandi risultati dalle sue capacità di songwriter. Troppa pressione e i critici che hanno valutato ogni sua canzone post-What’s The Story un passo falso. Noel vorrebbe che quello di “High Flying Birds” fosse un nuovo inizio, una specie di liberazione.
Diciamo che la mia carriera va al contrario. Diciamo che questo nuovo album solista è il mio debutto e che i primi due dischi, quelli che hanno venduto 20 milioni di copie, saranno invece gli ultimi due. Se funzionasse così, tutti gli altri album che mi hanno portato fino a lì sarebbero considerati un ca**o di viaggio. Sarebbero percepiti come album che rappresentano la strada verso l’eccellenza.
Speranze vane, ovviamente. L’unica possibilità è che il nuovo disco di Noel Gallagher faccia dimenticare anche i suoi passi falsi, nonostante siamo pronti a scommettere che non tutti i fan degli Oasis condividono il suo punto di vista…

Neanche a farlo apposta (?) a poche ore dai nostri festeggiamenti per il diciassettesimo anniversario di “Definitely Maybe”, il capolavoro degli Oasis datato 1994, arriva un nuovo brano da “High Flying Birds“: il prossimo, primo album in studio di Noel Gallagher. Si intitola “If I had a gun” e non è esattamente una sorpresa per i fan dei fratellini terribili di Manchester…
Il brano infatti è già noto: due anni fa, Noel lo suonava durante i soundcheck dei concerti per testare voce e chitarra acustica. Qualcuno non si era lasciato sfuggire quella ballad romantica mai ascoltata in precedenza e l’aveva registrata. Da lì alla diffusione in rete il passo era stato breve.
Mentre aspettiamo il 17 ottobre per l’uscita del disco, godiamoci allora un’altra anteprima che aumenta i sospetti della presenza di molto materiale d’archivio nell’album. A un primo ascolto questa “If I had a gun” non sembra male: ‘marchio di fabbrica’ Gallagher e un buon testo. Voi cosa ne pensate? Dopo il salto trovate entrambi le versioni.

Nei primi mesi del 1994 gli Oasis non avevano ancora pronto il disco d’esordio ed erano già allo sbando. Noel aveva cacciato il primo produttore Dave Batchelor, conosciuto durante il suo lavoro di roadie con gli Inspiral Carpets. Tutto da rifare: i brani non avevano mordente, non avevano il ‘tiro’. La band andò in vacanza ad Amburgo. Tornò poco dopo, col morale a terra e Alan McGee della Creation Records (l’etichetta con cui avevano firmato qualche mese prima) che scalpitava. Dov’era questo disco? Cosa rispondere alla stampa, ma soprattutto alla BBC Radio 1 che aveva trasmesso “Columbia”, in anteprima, per ben 19 volte, nonostante non fosse mai arrivato nei negozi?
Gli Oasis partirono per la Cornovaglia. Dietro al banco di regia, ’stavolta c’erano Mark Coyle e lo stesso Noel Gallagher, convinto che sarebbe riuscito a catturare la forza del gruppo anche in studio. Si sbagliava, ma non di molto: la band non era pronta per registrare i brani insieme e fu costretto a effettuare tantissime sovraincisioni dei vari strumenti. Risultato? Un pasticcio, ma non si sarebbe potuta affrontare una terza session. Marcus Russell della Creation prese in mano la situazione e contattò l’ingegnere del suono Owen Morris. Morris confermò la diagnosi (”Hanno fatto un casino…”) e si mise al lavoro. Quello che ne uscì il 30 agosto di 17 anni fa fu “Definitely Maybe” come lo conosciamo. Uno degli esordi più potenti degli ultimi vent’anni.
Prima posizione nella classifica UK, sette dischi di platino e un record: l’album d’esordio che ha venduto più copie nel minor tempo nella storia della musica inglese. Liam e Noel Gallagher, Paul Arthurs, Paul McGuigan, e Tony McCarroll si trovarono catapultati tra le rock ‘n’ roll star, proprio come recitava il profetico titolo della prima canzone in scaletta. Degli atteggiamenti di entrambi i fratelli Gallagher non parleremo in questa occasione, tanto meno della rivalità con i Blur per il primato in quella che fu definita la scena Brit-pop. I due ci ‘deliziano’ ancora oggi con siparietti al limite del ridicolo, mentre Albarn, Coxon e soci hanno intrapreso altre strade in ambito musicale. Quello che ci interessa è il valore di “Definitely Maybe” come disco e, in questo caso, c’è da togliersi il cappello.
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