Vi proponiamo il video integrale del concerto tenuto da Massimo Varini al La Pietra Music Planet di Trento lo scorso 29 novembre.
Non si tratta di una grande platea; in sostanza è un’esibizione promozionale fra pochi intimi per la presentazione di una nuova chitarra. Ma non potevamo lasciarsci sfuggire l’occasione di riproporre uno dei migliori chitarristi e compositori italiani che calcano attualmente le scene.
Il concerto dura oltre 50 minuti e propone pezzi strumentali dai due recenti album Anacrusis I e Anacrusis II, con alcuni extra come la particolarissima versione del nostro inno nazionale.
Di seguito la scaletta dei brani:
Walkin’ Man 1.00″
Ascoltami 5.50″
Inno di Mameli 10.00″
promozione Eko Mia
First Train To Home 16.00″
Andrà Tutto Bene 20.00″
A Christmas Night 25.50″
Last Time 29.40″
A22 35.25″
Chick To Chick 40.30″
Gate 18 45.20″
Il Mio Mondo è in Do Settima 50.20″

Per raccontare il rapporto viscerale e ossessivo che legava Jaco Pastorius al suo strumento, vi basti sapere che realizzò il suo primo basso fretless da solo: armato di scalpello, martello e mastice, rimosse infatti i tasti del suo Fender Jazz e rivestì il risultato con dieci strati di resina epossidica, del tipo usato per le barche. Fu tale l’identificazione con quel gesto - e con il fretless in generale - che sono in molti a credere che sia stato lui stesso l’inventore dello strumento (ovviamente non è così: i primi modelli comparvero già negli anni ‘60).
Altra curiosità rivelatrice su John Francis Anthony Pastorius III: il suo primo approccio alla musica non avvenne imbracciando un basso, ma suonando la batteria. Il destino si mise di mezzo, gli procurò una frattura a un polso e, pur di non rimanere inattivo, il giovanissimo Jaco iniziò ad esercitarsi con quello che sarebbe poi diventato il suo strumento.
Tecnica e talento uniti a una personalità decisamente sopra le righe: queste tre caratteristiche resero Pastorius la leggenda che conosciamo, che celebriamo nella data in cui avrebbe compiuto sessant’anni e che ha influenzato centinaia di musicisti. Leggenda nata con l’approdo ai Weather Report, la mirabolante band jazz-fusion in cui Jaco iniziò a militare nel 1976. Ci arrivò consegnando un nastro con la sua versione di “Donna Lee” di Charlie Parker al leader Joe Zawinul l’anno precedente e rischiando seriamente di non far parte del gruppo. Ansioso di ricevere una risposta, aveva anticipato l’ascolto della cassetta con una telefonata a Zawinul - rimasta nella storia - in cui si definiva “il più grande bassista del mondo”.
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Ma poteva la prezzemolina Lady Gaga farsi sfuggire per l’ennesima volta l’occasione di proporre finalmente la sua idea del Natale? Giammai.
Ed ecco che arriva, a sorpresa (?), un nuovo ep targato Germanotta grazie al quale diffondere il messaggio musicale che ha intenzione di divulgare per le festività.
Il progetto si chiama “A Very Gaga Holiday”, viene trainato dalla cover di “White Christmas” e sarà accompagnato dai rifacimenti di “Orange Colored Sky”, “You And I” e “The Edge Of Glory”. Ah dimenticavo! Il nuovo messaggio musicale prima accennato? Il jazz… e ci voleva pure vista la “strana normalità” con cui la cantante si presenta al grande pubblico per la prima volta.
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Ancora un video dal successo annunciato di “Duets II”, l’album che vede l’ottantacinquenne crooner Tony Bennett collaborare con una incredibile parata di ospiti. Dopo quello che immortala la sua versione di “The lady is a tramp” insieme a Lady Gaga, arriva “Speak Low”, immortale brano di Kurt Weill che Bennett canta accompagnato da Norah Jones.
Anche in questo caso, video sobrio, un leggero virato blu per aggiungere enfasi all’atmosfera da jazz club: il tutto è interamente girato in sala d’incisione con l’orchestra sapientemente ripresa dietro una serie di veli. Il brano è di quelle gemme immortali impossibile da sbagliare, a cui la coppia regala un’interpretazione curatissima e piena di stile che, invece di risultare fredda, emoziona proprio per quanto è incentrata sulle rispettive abilità vocali. Gran colpo messo a segno da entrambi.

Nuova uscita discografica per Mario Biondi: arriva a un anno di distanza dal suo ultimo album “If”, è un Ep (una sorta di mini-album), è disponibile su iTunes, si intitola “Gambling man” e contiene quattro brani. Registrati dal vivo durante l’ultimo tour (durante il quale è stato accompagnato per alcune date dalla “Big Orchestra”: quaranta elementi diretta dal maestro Giacomo Loprieno) insieme a “Mother earth”, un inedito, sempre in versione live.
Gli altri tre sono la cover di “What’s happening brother” di Marvin Gaye, “Love is a losing game” di Amy Winehouse e “Yes You”. Intanto Mario Biondi ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo album, che spera di pubblicare entro la fine dell’anno. Sarà un disco di duetti, con nomi noti e meno noti e conterrà l’inedito disponibile nell’Ep. Ecco cosa ha dichiarato in proposito:
Continuo a ricevere richieste di collaborazioni, così mi sono deciso a incidere un album di duetti. E’ un progetto che mi appassiona e in cui darò visibilità ad artisti giovani e meno giovani che meritano una ribalta più ampia di quella che hanno avuto finora. Spero di completarlo e di pubblicarlo entro la fine dell’anno.
Un mondo di cartone e cartoni quello che possiamo vedere nel nuovo video di Raphael Gualazzi girato per il nuovo singolo “Love Goes Down Slow”. Qui in alto il contributo per vederlo.
Il cantante si ridà all’inglese: dopo la parentesi di successo sanremese (senza dimenticare l’Eurofestival) ed un’estate passata tra concerti andati molto bene, il cantante ritorna nel suo habitat naturale, quello caratterizzato dalla lingua straniera e dal jazz scanzonato.
La canzone, non particolarmente appetibile, fonda la sua particolarità sulle stonature intenzionali di Raphael, stonature che non risultano essere fastidiose e che si incastrano bene nell’atmosfera del brano. Che ne pensate voi?
Questa storia è una storia d’amore. Lui si chiama Riley, lei Lucille. La storia si svolge nei primi decenni del secolo scorso, lungo le sponde del Mississippi e nei confini dello stato omonimo. Lei è una chitarra: una Gibson, nera. Lui è un ragazzo che ha iniziato a lavorare nei campi di cotone, pagato una miseria, giovanissimo. Ha poco più di vent’anni quando arriva a Memphis. A Memphis c’è il blues e Riley si è appassionato alla musica cantando i gospel in chiesa.
A Memphis ci sono anche le emittenti radiofoniche, Riley inizia a fare il DJ. Si sceglie un nome d’arte: The Beale Street Blues Boy. Poi semplicemente Blues Boy. Aggiunge le iniziali al suo cognome: il risultato è B.B. King, con cui firma le prime canzoni. Il suo produttore è un certo Sam Phillips, l’uomo che avrebbe poi fondato la Sun Records. Intanto il Blues Boy ha acquistato la sua prima Gibson e suona un po’ ovunque, caratterizzando i suoi assoli con una tecnica nuova. La chiamano “hummingbird” (colibrì) e consiste nel produrre un suono vibrato con piccoli movimenti, scivolando sulla corda.
Una sera B.B. King si è appena esibito in concerto in una sala da ballo dell’Arkansas. Fa freddo e l’ambiente è riscaldato da una stufa a kerosene. Il combustibile invade il pavimento e scoppia un incendio. Tutti corrono fuori e King si accorge di aver lasciato la chitarra all’interno. Torna dentro e la salva dalle fiamme. Due ragazzi avevano fatto a pugni per una donna, poco prima. Una ragazza di nome Lucille. il Blues Boy coglie l’analogia decide di non separarsi mai più dalla sua chitarra e di darle quel nome. Da quel momento, tutte le sue sei corde, compresa l’inseparabile Gibson ES-355 custom, si chiameranno così: “Lucille”.
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Ultimamente si sta molto discutendo sul ritorno discografico di Tony Bennett e, nonostante sia lui il vero protagonista, si parla più delle popstar che collaborano nel suo nuovo “Duets II” anzichè del jazzista stesso. Ma molto probabilmente a questo puntava la casa discografica: Amy Winheouse, Mariah Carey e Lady Gaga costituiscono occasioni molto ghiotte per le vendite, quindi…!
Aggiungiamo alla lista una nuova artista, quella che forse si avvicina maggiormente al mondo musicale di Tony: stiamo parlando di Norah Jones che regala la sua preziosa voce per “Speak Low” di cui vi mostriamo il video (in sala di registrazione) qui in alto.
Jazz allo stato puro ragazzi. Purtroppo però il pezzo risulta essere molto noioso, pieno di momenti morti in cui addirittura si presentano silenzi imbarazzanti. Io, per pubblicizzare il lavoro, avrei puntato su un’altra clip/canzone, o no?

“Duets II” di Tony Bennett sta per essere dato alla luce (il 20 settembre). In rete è già possibile ascoltare alcune previews dei brani contenuti al suo interno.
Abbiamo a disposizione l’incursione jazz ben riuscita di Lady Gaga con ‘The Lady Is a Tramp’, la dolcezza delle note emanate da Mariah Carey in ‘When Do the Bells Ring For Me’ e la particolarità vocale della leggenda Amy Winehouse che collabora in ‘Body and Soul’. Andate dopo il salto per un first listen della anteprime.

In questi giorni di frivolezze trash e di divertimento spicciolo figlio della malsana equazione “estate=tutti in spiaggia a ballare i tormentoni”, la musica classica potrebbe rappresentare la perfetta via di fuga.
Se siete amanti del mare ma preferite godervi qualche serata più rilassante e in compagnia di musica di maggiore spessore, l’Elba Isola Musicale d’Europa fa sicuramente per voi. Giunto alla sua 15° edizione, il festival si svolgerà dal 30 Agosto all’11 Settembre nelle suggestive location di Portoferraio, Rio Nell’Elba e Marciana.
Ad aprire le danze, il 30 e 31 Agosto, due concerti jazz che vedranno potragonisti, tra gli altri, Mina Agossi e Michel Portal. Le date settembrine invece saranno all’insegna della pura musica classica: Stravinsky, Mozart, Beethoven, Bach, Rossini e tanti altri saranno interpretati da importanti nomi internazionali. Trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale del festival.