Conclusosi (almeno per ora) il battibecco a distanza con l’odiato fratello Noel attraverso un’intervista al vetriolo rilasciata ai giornalisti di Esquire, il buon vecchio Liam Gallagher è tornato a parlare (ovviamente a modo suo) della sua nuova avventura musicale che verrà inaugurata presumibilmente entro la metà dell’anno con la commercializzazione del primo album post-Oasis, approfittando naturalmente dei microfoni del Daily Gossip per sparare a zero sugli U2, sui Coldplay e sul loro “senso estetico”:
“Saremo più musicali degli Oasis. Cioé, non ci saranno tutti quei grandi accordi pesanti. Saremo più sofisticati. Non indulgenti, ma più musicali. Il nostro sarà un album che trasuderà stile, non come quelli degli U2 o dei Coldplay. Basti osservare il modo orribile in cui si vestono, non hanno un senso estetico e lo si capisce chiaramente anche dagli abiti dozzinali che indossano Bono e tutti gli altri.”
via | Daily Gossip
Ci hanno tenuti col fiato sospeso per un po’. “Tornano?”. Forse. “Ma quando?”. Non si sa. “Sono spariti”. Macché, stanno lavorando… “Sono partiti per una comune sulla spiaggia di Santo Domingo” (no, questa ce la siamo inventata ora). Insomma: dal 10 marzo hanno riaperto i battenti quelli di Pronti Al Peggio, il -concedetecelo- migliore format di web-tv italiano.
Iniziano allo stesso modo della prima stagione: un live ‘casalingo’, in un appartamento milanese. Ospite d’onore Dente, uno dei nomi più in vista del cantautorato nostrano. Tutto curato nei minimi dettagli come al solito. Dall’ottimo restyling del sito, alle interviste, le foto e l’idea che sbuca dal cilindro: il live mandato in streaming su Chatroulette, il delirante servizio di messaggistica con webcam.
Ovviamente riprenderanno anche le rubriche che hanno caratterizzato e fatto di Pronti Al Peggio il successo indipendente (e non solo) dello scorso anno. “Piazza Delight” e i live in situazioni atipiche. “Fossifigo”, che racconta la vita quotidiana dei musicisti di successo. “Ipod Casino”: un quiz con cuffie e shuffle. L’esilarante “Fiorella”, la casalinga che abbina recensioni discografiche ai piatti tipici della cucina italiana e “48ore” che segue per due giorni ogni passaggio del processo compositivo di una band in studio. Bentornati (sicuri di non essere stati a Santo Domingo?).

“I Mistici dell’Occidente”, nuovo album di inediti dei Baustelle non arriverà nei negozi prima del prossimo 26 marzo. Oggi però inizia la programmazione radiofonica de “Gli Spietati”, il primo singolo tratto dal nuovo lavoro. Le aspettative erano e rimangono alte, visto l’evidente salto di qualità in termini di arrangiamenti e testi raggiunto con il precedente “Amen”.
Com’è questo nuovo singolo? Pieno stile Baustelle. Riferimenti cinematografici (il titolo è un noto film diretto e interpretato da Clint Eastwood nel 1992), letterari e qualche ‘dotta’ citazione anche in termini musicali: c’è un richiamo ai Nomadi di “Come potete giudicar” nel riff della strofa, un omaggio a Franco Battiato sul finale.
La produzione di Pat McCarthy (il ‘Magician’ già al lavoro con REM, U2 e Madonna) si sente: valorizza l’uso degli archi e delle tastiere, il suono delle chitarre è -se possibile- ancora più pieno che in “Amen” e i fiati sono prepotentemente avanti, almeno in questa versione del missaggio.
Dopo 15 anni di concerti con la band e la pubblicazione dell’album “There are no goodbyes” nel 2009, Robin Proper Sheppard, anima dei Sophia, debutta da solista nel tour “At home with Sophia” che partirà il 23 aprile da Bologna. Il live acustico, nel corso del quale Sheppard proporrà i brani dei Sophia, toccherà poi Varese (il 24), Torino (il 26), Milano (il 27), Roma (il 28), Lecce (il 29) e Vasto (il 30).
Negli ultimi tour i Sophia hanno aumentato il loro collettivo fino a diventare un gruppo composto da più di 10 musicisti, come nel caso del tour promozionale di “People Are Like Seasons” (2004), “Technology Won’t Save Us” (2007) e dell’ultimo “There Are No Goodbyes”(2009). Dopo queste esperienze, Robin Proper Sheppard, ha sentito il bisogno di ritrovare un’atmosfera più intima, a diretto contatto con il proprio pubblico, accompagnato solo dalla chitarra e da pochi elementi scenici come una sedia, un tavolo e una lampada.
In vista di questo tour Robin ha registrato versioni acustiche di diversi brani tratti dagli album dei Sophia e li renderà disponibili in free download nei giorni precedenti al tour. Per conoscere i dettagli collegatevi a Sophiamusic. Per rendere questi appuntamenti ancora più emozionanti Robin ha deciso di accettare proposte sui brani da suonare. Se c’è un brano che vi piacerebbe ascoltare inviate la richiesta a: athomewithsophia[at]theflowershoprecordings.com.
Sheppard vi farà felici…
Per avere altre informazioni sui concerti in programma collegatevi a Dnaconcerti.
Liam Gallagher non sembra voler perdere alcuna occasione per gettare fango sul suo illustre fratello-rivale Noel, e dalle pagine del magazine Esquire spara bombe micidiali:
«L’uomo più sopravvalutato della storia? Dev’essere Noel Gallagher»
Il caustico Liam, attualmente la lavoro per il suo primo album post-Oasis, ha poi spostato le sue bordate sulla musica Indie e sui Bloc Party, band che gli rimane particolarmente indigesta:
«Mi fa davvero schifo questa specie di nuova malattia del fottuto Indie di m***a, fottuta musica per studenti. Quelli come i Bloc Party e tutte quelle fottute cose senza senso. Non che non mi facciano dormire la notte, ma sono solo m***a»
Ha poi concluso analizzando la sua carriera e le nuove generazioni:
«Qual è il segreto del mio successo? Che prendo la musica seriamente al 100%, ma su tutto il resto mi ci faccio una risata. Raggiungere tutte le persone. Non ha senso farlo in un altro modo. Non abbiamo avuto piani specifici per la nostra carriera. Tutti questi ragazzini di oggi giorno sono ossessionati con la carriera. Noi abbiamo semplicemente provato ed è accaduto, e se non fosse accaduto, allora ok, non sarebbe accaduto»

Uno dei migliori cantautori apparsi sulla scena negli ultimi venti anni. Un talento assoluto e un personaggio complesso, difficile da riassumere in poche righe. Un musicista della cui scomparsa difficilmente avremo mai una spiegazione definitiva e che troppo spesso viene relegato agli angoli del mainstream quando qualcuno utilizza le sue -splendide- canzoni per qualche colonna sonora.
Stiamo parlando di Elliott Smith, songwriter di Omaha, morto ormai sette anni fa e autore di una discografia imperdibile. La Kill Rock Stars, l’etichetta che ha pubblicato la maggior parte dei suoi album, ha deciso di ristampare il suo debutto, “Roman Candle” e il postumo “From A Basement On The Hill”, precedentemente uscito su ANTI- Records.
“Roman Candle” è stato rimasterizzato per l’occasione da Larry Crane, che ha comunque cercato di rispettare l’approccio e il sound lo-fi dell’esordio. Il disco uscirà per la prima volta in vinile negli Stati Uniti. Per l’occasione, la Kill Rock Stars, ha voluto mettere a disposizione alcuni brani in download gratuito. Un’ottima occasione per avvicinare il mondo di Elliott Smith. Li trovate seguendo questo link. Dopo il salto, il video di “Pretty (ugly before)”.
Continua a leggere: Elliott Smith: due ristampe e una serie di mp3 in download gratuito

Negli ultimi mesi una serie di morti premature hanno colpito il mondo della musica: Vic Chesnutt, James Sullivan (Avenged Sevenfold), Jay Reatard e ora anche Mark Linkous mente degli Sparklehorse.
Da quanto confermato dal suo ufficio stampa, Mark Linkous si è suicidato con un colpo di arma da fuoco. Proprio come quella di Vic Chesnutt, la vita di Mark era già stata segnata anni prima, quando, durante un tour come spalla dei Radiohead, andò in coma per un mix di farmaci che gli fermarono il cuore per qualche minuto. Incidente che lo portò a rimanere sulla sedia a rotelle per sei mesi.
Gli Sparklehorse sono stati una band importante della seconda metà degli anni ‘90, grazie ad album come “Vivadixiesubmarinetransmissionplot” (1995) e “Good Morning Spider” (1998), continuando poi nel decennio successivo con due soli dischi: “It’s a Wonderful Life” (2001) e “Dreamt for Light Years in the Belly of a Mountain” (2006). L’ultimo lavoro che ha visto coinvolti gli Sparklehorse è stato il famoso album “fantasma” in compagnia di Danger Mouse e David Lynch.
Continua a leggere: Mark Linkous (Sparklehorse) si è suicidato

Terzo brano da quando Corgan e soci hanno deciso di lasciar scaricare liberamente tutte le prossime 44 tracce di “Teargarden By Kaleidyscope”: l’album che uscirà poi in un box completo di 11 EP in versione deluxe con un documentario per ripercorrere la realizzazione del monumentale lavoro.
Il nuovo brano è “A Stitch In Time”: il titolo è la versione contratta di un proverbio inglese (”A stitch in time saves nine”) usato per dire che è meglio pensare poco ai problemi e agire, piuttosto che aspettare troppo tempo e far peggiorare le cose. Il testo segue ovviamente il concetto e lo riporta al tema dei sentimenti: “You’re everywhere at once and you can’t break free”.
Musicalmente siamo davanti a brano molto semplice, voce in primo piano e chitarra acustica, con qualche ‘rinforzo’ di tastiera e un sitar. Una traccia valida, nel complesso, che rimanda molto ai fasti di “Mellon Collie”, anche se con un arrangiamento molto spoglio e diretto. Potete scaricarla gratuitamente qui.
Come accade ormai da più di otto album ogni nuovo lavoro dei Xiu Xiu non lascia di sicuro indifferenti. Può anche non piacere il mix di elettronica intimista, cantautorato folle e sperimentazioni ma di sicuro chiunque lo ascolta non può sicuramente fare finta di niente.
“Dear God, I Hate Myself” è uscito da poco più di una settimana per la Kill Rock Star Records. Dopo il primo video, quello della traccia che da il nome a tutto l’album, è stato da poco fatto uscire uno nuovo.
E’ quello di Gray Death, canzone che era stata la prima anticipazione del disco. Così come per il primo video anche questo è abbastanza disturbante, ma non perdetevi la canzone facendo un salto dopo il link.

Dieci canzoni. Dieci brani, pubblicati nel 2009 che hanno saputo parlare nel modo migliore di diritti umani. Senza retorica, in modo incisivo, per far riflettere tutti sui diritti violati e su quelli che sono i principi della Dichiarazione universale dei Diritti umani.
L’associazione Voci per la Libertà e la sezione italiana di Amnesty International hanno istituito il “Premio Amnesty Italia” sette anni fa, nel 2003. Da allora, ogni anno, è stata selezionata una canzone sui temi più difficili con cui la nostra società si confronta: migrazione, pedofilia, guerra, autodeterminazione, prepotenza, razzismo, diversità e dignità.
Quest’anno i dieci candidati sono Segio Cammariere con “Carovane”, Carmen Consoli con “Mio zio”, Grazia Di Michele con “Anja del settimo cielo”, Dolcenera con “Date a Cesare”, Niccolò Fabi con “Parole che fanno bene”, Il Teatro degli Orrori con “A sangue freddo”, Piotta con “Scappa”, i Radiodervish con “Tancredi e Clorinda”, Eros Ramazzotti con “Non possiamo chiudere gli occhi” e Marina Rei con “Donna che parla in fretta”.
Continua a leggere: Premio Amnesty Italia 2010: le nomination