Dopo avervi segnalato la versione live al David Letterman Show e il brano in streaming (insieme a “Little Black Submarines” e “Sister”, altre due tracce del nuovo “El Camino“), arriva ora il video del singolo prescelto dai Black Keys. Le immagini di “Gold on the ceiling” sono opera di Reid Long e ci mostrano una serie di momenti girati prima e dopo i concerti, con scene dai backstage, on the road e in studio di registrazione.
Poco da aggiungere tranne sottolineare come - nonostante non si gridi certo al miracolo - le riprese enfatizzano bene il brano: un rock blues trascinante, privo di fronzoli che si lascia ascoltare con piacere. Se poi vi venisse voglia di cantarla, dopo il salto trovate il testo.
Mentre attendiamo l’uscita di “Port of Morrow“, il nuovo album degli Shins previsto per il prossimo 20 marzo, veniamo a sapere che James Mercer ha deciso di pubblicare il primo singolo il giorno di San Valentino. Motivo? Il brano che sarà sul lato B del 7” e che possiamo ascoltare con il video a inizio post, è dedicato alla moglie Marisa.
I problemi sono iniziati quando ho detto a Marisa: ‘questa sarà la tua canzone’. A quel punto sapevo che il testo sarebbe dovuto essere perfetto. Volevo fosse un diamante - e penso che tutta la fatica sia stata ripagata.
Immagini che enfatizzano particolarmente le parole e il tema ricorrente del nastro analogico reel-to-reel (quello da un quarto di pollice, a quattro tracce), “September” è anche uno dei singoli che aderiscono al Record Store Day di quest’anno.
Una delle sorprese ‘minori’ di questo Superbowl è stato l’ennesimo video girato da Brian L. Perkins (in collaborazione con Damian Kulash, Jr.): regista e frontman della band Ok Go. I loro lavori continuano a stupire ormai più della loro musica e questo “Needing/Wanting” prosegue la linea di tendenza.
Commissionato per il lancio della “Sonic”, nuovo modello della Chevrolet, il video vede il gruppo alla guida dell’automobile, trasformata in un vero e proprio strumento musicale. Come? Non vogliamo svelarvi nulla, se non dirvi che sono stati utilizzati 55 pianoforti, un numero imprecisato di chitarre e oltre 1100 ’strumenti’ costruiti a mano per produrre altri suoni.

Dopo aver lasciato legioni di fan orfane dei White Stripes, per Jack White arriva il primo capitolo della sua carriera solista. Come annuncia dal suo nuovo sito, il disco si intitolerà “Blunderbuss”, uscirà il prossimo 24 aprile per la sua infaticabile Third Man Records (in collaborazione con la Columbia) e sarà anticipato il 7 febbraio da un 7” contenente “Machine Gun Silhouette”, una canzone non inclusa nell’album.
Sul lato ‘A’ del vinile (e in download sulle principali piattaforme digitali da oggi) troveremo invece “Love Interruption”: il primo singolo che vi facciamo ascoltare nel widget qui di seguito. Un brano acustico, che attinge sia dal folk-blues che dal country e lascia intendere quale direzione abbia deciso di prendere il Nostro. A proposito di “Blunderbuss”, proprio Jack White ci racconta qualcosa in più.
È un lavoro che prima non avrei potuto realizzare. Ho evitato di pubblicare dischi a mio nome per molto tempo, ma sentivo che queste canzoni sarebbero potute uscire solo firmate da me. Questi brani sono stati scritti partendo da zero: non hanno nulla a che fare con niente e nessuno, tranne che con la mia voglia di esprimermi. Sono i miei colori sulla mia tela.
Qualche giorno per ascoltare il singolo accorgendosi che è persino meglio di quanto ci era sembrato e gli Sleigh Bells licenziano il video di “Comeback Kid”: seconda traccia da “Reign of Terror” con le immagini dirette dallo stesso Derek E. Miller e dal regista Gregory Kohn. Se della canzone abbiamo già scritto segnalandovi l’anteprima, il video però non convince.
Escludendo l’indubbio carisma di Alexis Kraus, l’atmosfera volutamente kitsch con tanto di richiami ai ’90s (la t-shirt dei Nirvana, ma non solo) viene subito a noia e sminuisce il valore del brano. Perché non rimanere nelle atmosfere dell’ottimo videotrailer che sfruttava momenti estratti dalle loro incisive performance live? Voi cosa ne pensate?
Tralasciando - ovviamente - tutte le possibili associazioni con fatti di cronaca ben più drammatici e gravi, vogliamo raccontarvi dell’ennesima idea che hanno avuto Rivers Cuomo e i suoi Weezer. Da sempre, il legame della band con i fan va ben oltre l’interazione durante i live: così il gruppo ha deciso di invitare i suoi più fervidi ammiratori per una… crociera.
La Weezer Cruise 2012 è partita da Miami il 19 gennaio e ha raggiunto l’isola di Cozumel a largo del Golfo del Messico il 23 di questo mese. Live e momenti divertenti, con tantissimi ospiti: i Dinosaur Jr. e i Sebadoh, Wavves, gli Antlers, gli Yuck, Boom Bip e molti altri si sono avvicendati sul palco del ponte e nella sala concerti all’interno.
Quello che ci permette di raccontare l’evento è l’incredibile numero di registrazioni già disponibili online e il permesso degli Weezer di fotografare (e fotografarsi con i membri della band) qualsiasi cosa. Dopo il salto, vi proponiamo il video della cover di “Los Angeles” di Black Francis dei Pixies. A questo indirizzo trovate le altre immagini.
Continua a leggere: I Weezer in crociera con i fan: guarda i video di "The Weezer Cruise 2012"
Questo post si dovrebbe scrivere da sé. In automatico. Dovrebbe essere sufficiente inserire il link. Allora proviamo con gli ingredienti, ovvero: prendete gli Arcade Fire, una delle band più emozionanti in circolazione, soprattutto nella dimensione live. Poi prendete l’Austin City Limits: uno dei festival musicali più quotati in ambito indipendente - e non solo. Applaudite la PBS che decide di riprendere il concerto della band e di metterlo a disposizione, in streaming video integrale.
Il risultato - per rimanere in metafora - cotto e pronto da assaporare è a inizio post. Mettetevi comodi, prendetevi un’ora di tempo e seguite il consiglio di Win Butler: “The more you guys join us here, the better we’re gonna play”. Buona visione.

Sembra si siano stancati delle canzoni ‘da classifica’ e del panico di dover scrivere brani che siano necessariamente delle hit. I Kasabian protestano contro il mercato prosciugato dal pop, che ha cancellato il rock ‘n’ roll e che anche gli ‘indipendenti’ stanno iniziando ad assecondare. Così, durante una data del loro tour allo Yokohama Blitz in Giappone, hanno registrato un brano nel backstage.
Una manciata di secondi, accordi rock-blues in acustico e una pallina da ping pong come unica percussione: nasce come uno scherzo questa “Table Tennis Boom Box” e tradisce la voglia di suonare, divertirsi e ripartire da canzoni scritte di getto, in modo spontaneo e naturale. Ci ascoltiamo il demo (pubblicato sul loro nuovo sito Kasabianlive) con il widget qui di seguito.
Lo aveva annunciato sul suo account Twitter qualche giorno fa e la promessa è stata mantenuta. Il giorno di Natale è uscito un nuovo brano firmato da Chan Marshall, più nota come Cat Power. Traccia già nota, in realtà, visto che si tratta di una rivisitazione di “King Rides”, contenuta nel suo album “What Would the Community Think” del 1996.
C’è anche un video, diretto dall’attore e regista Giovanni Ribisi tutto incentrato sulla figura di Manny Pacquiao: politico e boxeur filippino. Il brano può essere scaricato sul sito ufficiale di Cat Power con una offerta libera a partire da 0,99 dollari e il ricavato andrà al Festival Of Children Foundation e al The Ali Forney Center. Sempre dall’account Twitter, scopriamo inoltre che questa traccia è un’occasione per festeggiare la fine dei lavori per il nuovo album di Cat Power.
A un mese esatto dai due brani del demo degli On A Friday (la prima ‘incarnazione’ di quelli che sarebbero diventati poi i Radiohead), un altro misterioso inedito spunta in rete. Si intitola “How Do You Sit Still/Putting Ketchup In The Fridge” e, stando a quanto dichiarano su Stereogum, dovrebbe appartenere al periodo dei primi due album (tra “Pablo Honey” e “The Bends”).
Sul fan blog ufficiale At Ease, sostengono invece che sia più riconducibile a “How Can You Be Sure?” e che sia quindi sicuramente un brano rimasto escluso dalle session del secondo disco della band di Oxford. La fonte del leak? Un executive della EMI che - l’avreste mai detto? - vuole rimanere anonimo. Buon ascolto.