L’altro giorno giochicchiavo con il mio IPhone e ho scoperto che Supreme Radio, la radio web per i fan della musica hip hop, r&b, reggae, soul, funk si é arricchita di un servizio. Se vi collegate all’App Store potete scaricare la app gratuita Supreme Radio con la quale potrete ascoltare la ‘black’ radio direttamente dal vostro iPhone, 24 ore su 24 ovunque vi troviate. E’ compatibile anche con il palmare iPod touch.
Funziona e si sente benissimo. Ve lo consiglio. Se ancora non conoscete la radio scaricate il player da qui e vedete se fa al caso vostro. Qui trovate il palinsesto e qui la pagina Facebook dell’emittente.
[via Macitynet]
Vi abbiamo parlato dell’ambizioso e innovativo progetto H.E.R.O.I.N. dei Motel Connection già lo scorso anno, quando è stato lanciato il singolo omonimo. Torniamo ad occuparcene oggi perchè ci sono parecchie novità: è (quasi) giunta l’ora della release dell’album, è onair il secondo singolo e c’è un mucchio di date live in giro per lo stivale da non perdere per gli amanti del genere.
Il trio che ha base a Torino ed è composto da Samuel (voce anche dei più popolari Subsonica), Pierfunk e Pisti pubblicherà il nuovo album H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network il prossimo 5 marzo. A produrlo assieme ai 3 componenti è stato Stefano “Stylophonic” Fontana. L’allegra comitiva s’è divertita a contaminare con atmosfere funk le ’solite’ basi elettroniche.
Quella che vedete qui sopra è la copertina del disco, opera dell’artista giapponese Tomokazu Matsuyama. Fate il salto per ascoltare il singolo Uppercut, che da fine mese godrà di una clip diretta da Cosimo Alemà. Lo stesso giorno di pubblicazione il gruppo partirà in tour promozionale, le date sono a fondo post.

Unici nel panorama nazionale (e internazionale), stanno per tornare i Calibro 35.
La band milanese arriva da un ottimo album di debutto (”Calibro 35″ del 2008) in cui si “divertivano” a rivisitare le colonne sonore e le atmosfere di certi film polizieschi anni ‘70. Tanto funk, un po’ di jazz, segmenti progressive alla Goblin, insomma immaginatevi la colonna sonora ideale per una scena d’inseguimento.
Il nuovo disco si intitola “Ritornano quelli di… Calibro 35″ e uscirà a Febbraio per la Ghost Records. Rispetto al debutto aumentano le composizioni “originali”, infatti dei 13 brani che compongono l’album (fra cui anche un rifacimento di “Milano Odia” di Ennio Morricone), 8 sono inediti. Su RockIt per qualche giorno è possibile ascoltare l’intero album in anteprima… merita.
Si fa un gran parlare dei Vampire Weekend. Nuovo album, nuovo video e tanto tanto hype che li accompagna. Così tanto che quasi mi spiace citarli nuovamente. Ma stavolta lo faccio solo per diritto di cronaca.
Perché Ezra Koenig, il frotman e cantante della band newyorchese, presta la voce ai The Very Best per la canzone Warm Heart of Africa. The Very Best è un duo formato dal cantante del Malawi Esau Mwamwaya e dal dj belga Radioclit.
Warm Heart of Africa è la title-track del loro primo disco uscito lo scorso ottobre. Da consigliare a chi ama i mix di elettronica, funk e ritmiche africane. O a chi si vuole semplicemente divertire…

Che i musicisti più noti ‘prestino’ spesso la loro firma per gli strumenti che poi utilizzano è un’usanza consolidata. Alcuni arrivano a realizzare modelli in proprio con la collaborazione delle marche più prestigiose. Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers (e -recentemente- del progetto solista di Thom Yorke) ha deciso di lanciare una sua linea con un intento più nobile.
Da tempo, Michael Balzary (il suo vero nome) insegna al Silverlake Conservatory of Music di Los Angeles, un centro no-profit per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alla musica. Lavorando con i suoi allievi si è accorto che spesso l’acquisto dello strumento è una spesa impegnativa e i prodotti non garantiscono una qualità sufficiente.
Quelli sono come giocattoli. Volevo produrre un basso che i più giovani potessero permettersi ma fosse di qualità, suonasse bene e durasse nel tempo ha dichiarato in un’intervista a Kerrang!
Continua a leggere: Flea crea il suo basso per i giovani musicisti

Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti tenta di raggiungere il mercato americano. Il 4 dicembre esce infatti solo negli Stati Uniti “OHYEAH”, una raccolta in doppio CD (al prezzo di uno singolo) per far conoscere al pubblico d’oltreoceano il Lorenzo nazionale. Nel primo CD, la registrazione di un concerto dal vivo, nel secondo invece saranno inclusi dei brani inediti registrati durante una session di tre giorni al Brooklyn Recording Studio.
I fan italiani potranno acquistare l’album (pubblicato negli States dalla prestigiosissima Verve Forecast) sul sito Soleluna, mentre il 17 dicembre, in allegato al magazine XL, uscirà in edicola il DVD “OYEAH”: un film di Paolo Soravia, documento della vita artistica di Jovanotti e di questa nuova esperienza ‘made in USA’.
Sempre tra New York, Cortona, Milano e Roma, Jovanotti ha composto il brano inedito che farà parte della colonna sonora del nuovo film di Gabriele Muccino, “Baciami ancora” (sequel de “L’ultimo bacio”) in uscita in Italia il 29 Gennaio. Dopo il salto, la tracklist completa di “OHYEAH” e un video dalla casa di Chinatown dove Lorenzo è vissuto durante questi mesi di lavorazione.
Quello dei Muse della scorsa settimana è solo l’ultimo (ma uno dei più riusciti devo dire) di una lunga serie di “scherzetti da playback”, fra cui vanno sicuramente ricordati quello dei Motorpsycho in una tv norvegese (dove si invertirono i ruoli esattamente come i ze mius), quello dei Nirvana a Top Of The Pops, quello dei Blur a Sanremo 1996, quello degli Iron Maiden in una tv tedesca e, in ambito italiano, l’indimenticabile “performance” di Gianluca Grignani al Festivalbar (tornò poi l’anno dopo, live, con un ghigno incontrollabile…) e, sempre al Festivalbar, Elio e le Storie Tese con “Discomusic”
Ma probabilmente sono i Red Hot Chili Peppers la band che più di tutte si è divertita durante le “esibizioni” in playback. Dopo il salto ve ne proponiamo tre: la prima risale al 1987 in uno show (benefico credo…) intitolato Cerebral Palsy Telethon in cui i Peppers (con ancora Hillel Slovak alla chitarra) iniziarono a giocare con gli strumenti e le aste dei microfoni sulla base di “Behind The Sun” e “Fight Like a Brave”.
La seconda è del 1988 ed è una rarità: non solo è una delle prime apparizioni di John Frusciante con la band ma è anche una delle pochissime esibizioni dei Peppers con D.H. Peligro (batterista dei seminali Dead Kennedys) alla batteria, anche se in questo caso è alle prese, più che con delle bacchette, con dei birilli del bowling. L’ultima è del 1990, in un programma (intitolato “Spring Break Party”) di MTV. Tutto sembra andare (abbastanza) come previsto fino al minuto 2 e 25, quando John Frusciante e Chad Smith smettono di suonare e se ne vanno via. Grandi.
Torniamo a parlare dei Fare Soldi di casa Riotmaker… perchè? Perchè è appena uscito il loro nuovo video.
La canzone è “Palazzo dei Cigni” ed è estratta dall’album “Sappiamo Dove Abiti”, uscito lo scorso anno. Si tratta di un brano completamente strumentale impreziosito dall’immancabile groove electro-funk. Il video, diretto da Tommaso Gori e Fabrizio Squeo, mostra le gesta di un individuo alle prese con le conseguenze di un tasso alcolico non indifferente. All’interno del video non mancano i tributi verso Bootsy Collins e suoi mitici occhiali.
Dopo Mars Volta, White Stripes e Damien Rice concludiamo il 2003 con “Speakerboxxx/The Love Below” degli OutKast.
Cosa dire degli OutKast se non che sono fra i più grandi di sempre in ambito rap? Il trittico anni ‘90 “Southernplayalisticadillacmuzik” (1994), “ATLiens” (1996), “Aquemini” (1998) è senza pecche, tre album decisamente di altissimo livello e di successo crescente. Successo che aumenta ulteriormente con la decade successiva, prima con “Stankonia” (grazie a “Ms. Jackson” e “So Fresh, So Clean“) e poi con “Speakerboxxx/The Love Below”.
“Speakerboxxx/The Love Below” è l’album più ambizioso di Andre 3000 e Big Boi, un doppio in cui le anime dei due MC si dividono, quella più sperimentale e pazzerella del primo e quella più vicina agli stereotipi del rap del secondo. Gli OutKast sono sempre stati aperti ad ogni tipo di influenza (il funk è sempre stato un grosso compagno di viaggio), ma mai quanto in “Speakerboxxx/The Love Below”. La hit planetaria “Hey Ya!” è un perfetto esempio, un brano in cui ai primi ascolti si fa fatica a capirci qualcosa ma che poi si finisce per apprezzarne ogni minima sfumatura.
Continua a leggere: So 00’s albums: OutKast - Speakerboxxx/The Love Below
Proprio la settimana scorsa vi abbiamo parlato di un possibile ritorno sulle scene dei Red Hot Chili Peppers dopo qualche anno di pausa, ma conoscendo i ritmi compositivi della band di Los Angeles c’è da immaginarsi che da oggi alla pubblicazione di un nuovo album passerà un bel po’ di tempo.
Per ingannare l’attesa vorrei dedicare ai Red Hot Chili Peppers e ai loro 25 anni di attività (in verità sono di più, ma il debutto uscì esattamente 25 anni fa, il 10 Agosto del 1984), questo post. “The Red Hot Chili Peppers” non era certo un album memorabile ma conteneva già le idee, seppur in forma immatura e mal prodotte da Andy Gill, che successivamente hanno fatto la fortuna della band.
Quando uscì “The Red Hot Chili Peppers”, la band proponeva musica completamente nuova: certo c’era già il post-punk influenzato dal funk dei Gang Of Four e compagnia, c’era già il funk psichedelico dei Funkadelic e c’era già il punk contaminato di Clash, Big Boys e Bad Brains, ma nessuno aveva ancora creato un trademark così forte, capace di amalgamare funk, rime vicine al rap, velocità e pazzia punk/HC e rock hendrixiano.