
Innovativa idea degli Editors per promuovere In This Light And On This Evening, il loro nuovo album. Sfruttando la tecnologia di Google Street View, la band propone ai visitatori una specie di caccia al tesoro per alcuni quartieri di Londra, alla ricerca di materiale video e audio.
Immagini a 360° del quartetto di Birmingham, ma anche foto dei fan che compiono gesti surreali, legati in qualche modo a significati nascosti delle canzoni del disco. Brani che ovviamente fanno da ‘colonna sonora’ anche a questa passeggiata londinese, per ripercorrere in qualche modo le gesta del video di Papillon, il nuovo singolo.
Ovviamente il sito non è un vero hacking di Street View, ma è stato realizzato talmente bene da creare non pochi dubbi a un primo sguardo. Un regalo ai fan e una proposta davvero coinvolgente per chi vuole scoprire questa band e divertirsi ascoltando la loro musica.

Presentazione: “In This Light And On This Evening” è il terzo disco degli inglesi Editors. Alle spalle due ottimi album: “The Back Room” (2005) e “An End Has a Start” (2007)
Giudizio complessivo: L’impatto con l’album è subito molto positivo, la title-track apre nel migliore dei modi con la sua atmosfera sinistra e oscura che ti entra dentro e non ti lascia più. “Bricks And Mortar” (ritornello deboluccio) e il singolo “Papillon” sono due brani scanditi da una batteria pulsante e da un synth imponente quanto gelido e decadente. In “You Don’t Know Love” siamo in pieno territorio new wave. Molto bello l’intro di “The Big Exit” in cui sembra veramente di tornare indietro di 30 anni (anche in questo caso il ritornello poteva essere migliore). Devo ancora invece ben inquadrare “Eat Raw Meat = Blood Drool” con il suo chorus decisamente ammiccante (troppo?). In tutto l’album si respira un’aria 100% anni ‘80, quindi chi criticava i dischi precedenti perchè molto derivativi (lo sono, ma sono anche gran bei dischi), qui criticherà due volte tanto. I Joy Division rimangono un punto fermo nell’influenza della band e questa volta sono i brani più “marziali” della band di Ian Curtis ad avere ispirato maggiormente gli Editors. In definitiva “In This Light and on This Evening” è un’album diverso: migliore o peggiore dei primi due è difficile dirlo ora, ma è comunque un lavoro interessante, incentrato maggiormente sulla cura del suono che sulla creazione di grandi melodie. Sicuramente potevano fare di più, qualcuno si accontenterà, altri meno. Dividerà.
Lista tracce - Voto:
In This Light And On This Evening - 8 (Miglior Traccia)
Bricks and Mortar - 7
Papillon - 7
You Don’t Know Love - 6
The Big Exit - 7
Continua a leggere: Editors: "In This Light And On This Evening", svolta synth

Confermando parzialmente le voci di corridoio circolate in queste settimane circa gli artisti presenti nella colonna sonora di New Moon, a due mesi di distanza dall’uscita nelle sale del secondo capitolo cinematografico della saga di Twilight, la Atlantic Records ha tolto finalmente il velo di mistero sui cantanti e sui brani presenti nella tracklist ufficiale.
Ad aggiungersi all’apripista “Meet Me On The Equinox” dei Death Cab For Cutie ci saranno perciò interpreti del calibro dei Muse, di Thom Yorke dei Radiohead, dei The Killers e dei Black Rebel Motorcycle Club: cadono quindi le “candidature” dei Coldplay, dei Jonas Brothers, dei Paramore e dei Kings of Leon.
Dopo la pausa, la lista completa dei 15 brani della colonna sonora ufficiale di New Moon, la cui uscita nei negozi è prevista per il prossimo 13 ottobre.
Continua a leggere: New Moon: svelata la tracklist della colonna sonora ufficiale
Lasciamo il 2004 e i Mastodon e passiamo al 2005, anno che ci farà compagnia per qualche settimana. Iniziamo subito con il debutto degli Editors: “The Back Room”.
Chiariamo subito che “The Back Room” è un grandissimo album, ma inferiore sicuramente ad altri dischi di cui abbiamo parlato in questa rubrica, come ad esempio “Kid A“, “Lateralus“, “()“, “Funeral” o “Turn On The Bright Lights“, che sono proprio il top del decennio. Proprio gli Interpol furono la band che più spesso veniva tirata fuori quando si parlava di “The Back Room” e degli Editors, proprio per la stessa passione verso i Joy Division ed in generale verso i suoni tipici del post-punk dalle tinte scure.
Somiglianze che finivano lì, infatti gli Editors di “The Back Room” proponevano anche brani influenzati da gruppi come Echo & the Bunnymen e i primi U2, segno di un potenziale radiofonico non indifferente. Dopo “The Back Room”, il gruppo di Birmingham è tornato con un ottimo secondo album intitolato “An End Has a Start”.
Del nuovo album degli Editors (intitolato “In This Light And On This Evening”) e del primo singolo estratto, “Papillon“, ve ne abbiamo già parlato più volte, evidenziando il deciso (ed interessante) cambio di rotta verso un sound dominato dai synth.
Oggi arriva anche il videoclip ufficiale, girato a Los Angeles. Devo dire che l’atmosfera della parte iniziale mi ha ricordato il bellissimo video di “Rabbit in your Headlights” di UNKLE ft. Thom Yorke (chi non l’ha mai visto lo faccia ora), poi però si esce dal tunnel e lo scenario si amplia, proponendo alcune sequenze sicuramente d’effetto. Video abbastanza particolare e coraggioso. Voi che dite?

Fra le uscite più attese di questo autunno c’è sicuramente quella degli Editors, che tornano il 12 Ottobre, dopo due album decisamente riusciti, con “In This Light and on This Evening”.
Il primo singolo estratto dall’album dovrebbe essere “Papillon”. Il brano, che vi avevamo già presentato nella versione live, conferma le prime impressioni: siamo di fronte ad un deciso cambiamento sonoro, via le chitarre e dentro tonnellate di synth. Il risultato è qualcosa che può ricordare i Depeche Mode o i primi New Order, il che potrebbe far storcere un po’ il naso ai vecchi fan ma che in realtà si rivela una mossa piuttosto coraggiosa (e quindi da lodare), per una band che avrebbe sulla carta avrebbe le capacità per sfornare best-seller tanto quanto i Coldplay.
Però gli Editors sono questi (per fortuna) e evidentemente preferiscono evolvere sperimentando nuove soluzioni piuttosto che tentare di rendere più radiofonico il sound proposto in passato. “Papillon” presenta comunque un giro di synth tanto orecchiabile quanto trascinante e quindi non è da escludere un certo successo radiofonico. Dopo il salto trovate la versione “radio-edit” del brano, opportunamente tagliata rispetto alla versione che hanno proposto nei live. Che ne pensate?
Continua a leggere: Editors: ascolta "Papillon" (radio edit)