
Spesso si ascoltano alcuni brani e ne tornano alla mente altri, del passato, per qualche somiglianza evidente tra le due canzoni.
Oggi vi vogliamo portare alcuni esempi di brani che, nei tempi scorsi, hanno infiammato il web per similarità troppo sfacciate.
Partiamo dai Coldplay: alcuni fan, sentendo “Viva la vida” si sono accorti che poteva ricordare un pezzo di Joe Sitriani, dal titolo “If I could fly”. I Black Eyed Peas con “I gotta feeling” hanno conquistato il mondo intero ma cosa avrà pensato Bryan Pringle con la sua “Take a Drive”? Evidente anche l’ispirazione di Avril Lavigne che con “I don’t have to try” ha dimostrato di essere una fan di Peaches e della sua “I’m the Kinda”. Infine, chi non ricorda “Tik Tok” che ha fatto esplodere il fenomeno Ke$ha? E sentendo “My Slushy” di Chrissy cosa vi viene in mente?

I colleghi di Gossipblog riportano la notizia dell’aggressione ad Avril Lavigne. La scorsa notte, il fidanzato Brody Jenner ha difeso la compagna da un gruppo di cinque uomini. L’azione eroica gli è costata una bottiglia in faccia, mentre i responsabili del Roosevelt Hotel di Hollywood erano impegnati a chiamare la polizia.
Anche il gruppo italiano di Facebook dell’artista racconta l’accaduto e riporta la frase rilasciata da Avril sul suo profilo Twitter ufficiale:
“I don’t fight. I don’t believe in it. To clear things up I got attacked by 5 people last night out of nowhere. Not cool. My face is fucked. As in black eye, bloody nose, hair ripped out, scratches, bruises and cuts. So not ok to be abusive to others. Violence is NEVER the answer”
In breve, ribadisce di non essere una che combatte, di non credere alla violenza. E’ stata attaccata da cinque persone la scorsa notte, sbucate dal nulla:
“Non è stato divertente. La mia faccia è stata colpita. Un occhi nero, naso che sanguina, ferita, tagli. La violenza non è MAI una risposta”
Evan Taubenfeld è uno stretto collaboratore di Avril Lavigne.
Annata 1983, ha scritto numerosi brani per lei (Hot e Innocence sono solo alcuni degli ultimi). Inoltre è il chitarrista della cantante. I due si sono conosciuti proprio agli inizi della carriera della Lavigne e hanno portato avanti nel tempo il loro sodalizio professionale.
Il brano che sentite ad apertura post è invece un featuring di Avril nel brano Best Years of our lives. E’ stata così lei ad appoggiare la carta da cantante dell’amico, in un brano che lascio giudicare direttamente a voi. Personalmente non mi entusiasma e non è un brano che lascia proprio il segno…
Il 27 settembre 1984 nasceva Avril Lavigne. A cinque anni si trasferisce con la famiglia nella piccola città di Napanee, dove inizia a cantare per il coro della Chiesa in gruppi gospel e country.
La chitarra è uno dei suoi primi e più grandi amori, regalatale dai suoi all’età di 11 anni. La prima canzone che impara a suonare è Fly Away di Lenny Kravitz. Da lì, inizia la lenta ascesa di Avril Lavigne, tra concorsi vinti (ed esibizioni al fianco di Shania Twain), altre performance durante le quali viene notata da alcuni addetti ai lavori. Uno di questi è Brian Hetherman, della Universal Music. E’ colpito dalla ragazza ma non le offre nessun contratto. Poi è la volta di Mark Jowett, vicepresidente della Nettwerk Records che le offre un viaggio a New York ma anche in quel caso, niente di fatto. E’ nel 2000, durante un altro viaggio nella Grande Mela che incontra L.A. Reid, capo della Arista Records. Ottiene immediatamente un contratto dopo aver cantato Why e Falling Into History.
L’anno successivo si trasferisce nel Greenwich Village di NY, insieme al fratello maggiore Matt. Ma lì non riesce a creare, si sente pressata dalla città e dagli auturi che devono collaborare con lei. Quindi parte, ancora una volta, questa volta per Los Angeles. Nel 2002 esce Complicated, il singolo di debutto…
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Mentre lei è in questi giorni in Italia, è uscito il nuovo video di Avril Lavigne, Wish You Were Here.
La canzone, nuovo terzo singolo estratto da Goodbye Lullaby, è una ballata accompagnata da immagini essenziali, senza una vera e propria storia. Troviamo Avril al centro di una stanza spoglia e abbandonata a se stessa che canta alla telecamera, poi piange e infine si immerge in una vasca per poi riuscirne e camminare, avvicinandosi ad una finestra soleggiata.
Le atmosfere iniziali mi hanno ricordato il video di “When you’re gone”, uno dei brani che maggiormente ho amato della cantante canadese. Purtroppo, però, le buone sensazioni iniziali hanno lasciato posto ad una quasi assente evoluzione del video. Ottima la scelta di dare ad Avril un’immagine più matura (via le ciocche colorate), canzone carina ma si poteva ottenere un risultato decisamente migliore e più toccante.

Il Palasport Olimpico si prepara ad accogliere questa sera Avril Lavigne, in concerto a Torino. Poi sarà la volta di Roma, al Palalottomatica il 10 settembre e, infine, Milano l’11 settembre al Forum di Assago. Proprio in questi giorni in cui è stato certificato il disco d’oro del suo ultimo lavoro qui in Italia.
Tre date per il suo Black Star World Tour a tinte italiane. E’ il quarto per la cantante canadese a livello mondiale, il sesto invece complessivamente. E’ partito il 30 aprile 2011 dall’Asia e parte dal suo ultimo album Goodbye Lullaby.
Il Black Star Tour riprendeil titolo dalla prima traccia del suo ultimo album e anche dal nome del suo nuovo profumo lanciato sul commercio. Dopo la tre tappe nel nostro Stivale, proseguirà nei Paesi Bassi, Belgio, Francia, Germania e Gran Bretagna. In totale le tracce sono 19 nel Nord America, 13 in Europa, 9 in Sud America e 7 in Asia. Dopo il salto la possibile tracklist del concerto, sebbene sia spesso cambiata da città in città e da Stato e alcuni video dei live:

Avril Lavigne ha rilasciato un’intervista nella quale ha fatto alcuni bilanci della sua vita e carriera. A partire da una differenza sostanziale tra lei e le colleghe Britney Spears e Christina Aguilera:
“All’inizio, certe persone si aspettavano da me che facessi come Britney e Christina e mi togliessi i vestiti, ma non mi sono mai spogliata per nessuno. Quando sei alla ribalta, la gente ti giudica e tutto quello che fai diventa un messaggio per i fan. Non mi sono mai conformata a quello che le persone si aspettano da una popstar. (…) Ora indosso con gioia i tacchi alti, jeans stretti e vestiti. Questa cosa non l’avrei mai fatta dieci anni fa (…). Sono una donna indipendente che è sempre stata serena e a suo agio con questo. Ho avuto molti uomini famosi che mi hanno abbordato e io me ne sono semplicemente andata via. Perchè? Non sono interessata e così le persone pensano automaticamente che io sia una lunatica”
Avril Lavigne ha anche spiegato di non essere affatto come tutti la vedono sul palco:

Dopo il flop di “Goodbye Lullaby”, Avril Lavigne necessita di rispolverare al più presto la sua immagine artistica lavorando ad un nuovo album.
Molte sono le voci che si rincorrono a tal proposito: queste sono pronte ad affermare che probabilmente potremo ascoltare le nuove composizioni già a partire dal prossimo periodo natalizio… ma questi sono solo rumours.
Quello che è sicuro però è che la cantante ha già ben chiare le idee in mente per ciò che concerne la nuova direzione artistica. “Un album pop e di nuovo molto divertente” dice la bella canadese la quale pare già aver pronte 8 nuove canzoni con primo singolo incluso. Attendiamo!
Avril Lavigne sta facendo alcune tappe europee per promuovere il suo nuovo singolo Smile e l’album “Goodbye Lullaby”.
E quindi eccola ospite nel programma ‘Schlag den Raab mentre canta, live, il brano. Che dire? La partecipazione fisica non è esattamente al primo posto (in certi momenti sembra quasi spaesata o annoiata) ma vocalmente Avril non ha sicuramente deluso.
L’unica necessità è, a mio parere, far uscire un’altra canzone dall’album al più presto, magari lenta e più ‘adulta’
Vi è piaciuta?
Ecco il nuovo video di Avril Lavigne, Smile. Arrivato dopo “What the hell”, tenta di risollevare le sorti di un album, “Goodbye Lullaby” che ha decisamente deluso a livello di vendite. Perchè? Dove sono finiti i fan della cantante?
Se “What the hell” aveva fatto suonare l’allarme verso un personaggio che non era affatto cresciuto e cambiato nel corso degli anni, “Smile” ne ha confermato ancora una volta il sospetto, rendendolo realtà. Avril sembra sempre la solita ragazzina conosciuta negli album precedenti. La finta rocker ribelle con i capelli colorati a ciocche. Ed è un peccato, perchè l’album ha al suo interno anche canzoni ben diverse da quelle scelte come singoli.
Il video di Smile presenta la cantante intenta a strusciarsi contro le mura di una stanza, con scritte al muro, bomboletta spray e poster. Ormai ha 27 anni ma si comporta ancora come fosse una bimbaminkia (passatemi il termine, ma era quello che rendeva meglio…). Nella parte del video in bianco e nero, invece, percorre le strade, togliendo la rabbia e restituendo il sorriso (Smile) alle persone contrariate o nervose. Un po’ una fatina del denti in chiave moderna che invece dei soldi regala la serenità e i sorrisi. Noia. Niente di nuovo e diverso.
Voto: 4